Inviato da rossoverde | 27 Apr, 2009, 23:27
Continua l'iniziativa dei Giovani Comunisti sul 25 Aprile e la Storia d'Italia post fascista...la mostra del 23 e 24 Aprile diventa itinerante...
Il 1° Maggio dalle 8,30 alle 13,00 la mostra sarà presente a Torre Grande assieme ad un banchetto dei Giovani Comunisti...
Il 30 Aprile i GC avranno un banchetto a Marrubiu al Concertodove si potranno comprare libri e avere informazioni sul movimento...
Intanto è da dire che l'iniziativa della scorsa settimana è andata benissimo, molti visitatori nonostante la poca pubblicità.
Questo appunto ha spinto i Giovani Comunist* a tenere la mostra itinerante, ma con aggiornamenti e arricchimenti.
Un
ringraziamentto dunque a tutt* i ragazz* che hanno dato vita a questa
meravigliosa iniziativa, è stato senza dubbio un contributo più che
vivo al mantenimento della memoria di chi tanto tempo fa combattè per
un'Italia migliore!!
Inviato da rossoverde | 8 Feb, 2009, 20:33
MERCOLEDI’ 11 FEBBRAIO 2008, ORE 17
Fever Club – Via Ghilarza - Oristano
“LA NECESSITA’ E L’UTILITA’ DEL VOTO A RIFONDAZIONE”
ASSEMBLEA – DIBATTITO CON:
Ettore Dettori – PRC Oristano
Paolo Pisu – Candidato consigliere PRC
Tore Meli – Candidato consigliere PRC
A SEGUIRE MUSICA DAL VIVO CON:
Back to the wild (from Oristano)
Red Walls (from Arborea)
The Double Y (from Marrubiu)
C4 (from Silì)
Iuri Melis (from Oristano)
SIETE TUTTE/I INVITATI A PARTECIPARE!
LOTTA E ALLEGRIA, ALLEGRIA E LOTTA!
Inviato da rossoverde | 20 Dic, 2008, 02:26
DA LIBERAZIONE DEL 19-12-2008
Vi dico perchè ci sono queste immagini sulla tessera dei Giovani Comunisti/e
Elisabetta Piccolotti *portavoce nazionale Giovani Comunisti/e
‘Eppure in quel tacere, s'avanzò nuovo inizio, cenno, mutamento'. Sono
versi dai Sonetti ad Orfeo di Rainer Maria Rilke, i versi che hanno
ispirato il film di Wenders. Sono versi di un poeta, non parole di un
politico, né di un rivoluzionario. Una suggestione quindi, non un
giudizio, un'affermazione, un proposito. L'ossimoro di un silenzio
scritto su un'immagine, scattata da un grande documentarista come
Raymond Depardon, che ha urlato alla coscienza del vecchio continente
come poche altre. Di chi è quel tacere? E' il tacere della sinistra
dopo l'89, il tacere nel senso della difficoltà in cui ancora dopo
vent'anni ci dibattiamo, noi che non crediamo che capitalismo,
consumismo, mercificazione e sfruttamento siano sinonimi di
liberazione. Nel nostro paese, ma anche in tutta Europa, il ciclo di
transizione aperto in quell'anno non si è ancora chiuso, ma porta con
sè segni di un futuro non univoco. In questi vent'anni - che per me, e
tanti come me, sono la totalità della mia vita consapevole - a sinistra
sono accadute molte cose. Si può scegliere come guardarle. Si può
guardarle con lo sguardo di chi è impegnato a rileggere il passato: o
per invocare la sua immutabile riaffermazione, come fanno in troppi nel
mio partito, o per consegnarlo in forma di eredità chiusa e compiuta
alle generazioni successive, come mi pare stiano facendo molti
nell'intellettualità più autorevole della sinistra italiana. Oppure si
può scegliere di guardarle con lo sguardo rivolto in avanti, perché
siano gli elementi di riflessione su cui poggiare un ‘nuovo inizio,
cenno, mutamento'. Noi abbiamo scelto da tempo l'entusiasmo per questo
tremulo tentativo, non da ora, non da questa tessera, e nonostante in
questi anni ci siano più volte sussultati il cuore e la mano, non
abbiamo desiderio, che è più importante di volontà, di girare lo
sguardo.
C'è all'interno della nostra tessera un'immagine di
conflitto, libertà e democrazia. Un'assemblea che diventa un Onda che
per fortuna ‘non conosce argini' - o anche non conosce ‘muri' - che ha
stravolto un paesaggio desolante in questo strascico di 2008: la
sinistra radicale sconfitta, disorientata, incapace di efficacia,
irriconosciuta come rappresentanza e rappresentazione, la strabordante
vittoria delle destre e il profilarsi all'orizzonte di una sempre più
vicina chiusura bipartitica della transizione italiana, in una società
che si vorrebbe pacificata dall'autoritarismo e dal decisionismo dei
governi. L'onda ha dato un cenno, e probabilmente più di un cenno, se
poi sono arrivati gli scioperi generalizzati, i sindacati in piazza, la
riapertura di una dialettica e un conflitto con le destre nel paese. E'
un cenno anche questo carico di segni di futuro: non soltanto
sull'analisi contemporanea del capitalismo, come i Giovani Comunisti/e
hanno più volte avuto l'occasione di argomentare più approfonditamente
su questo giornale, ma soprattutto segni di un rapporto mutato e
complesso tra sociale e politico, la cui evoluzione non è scontato sia
in grado di ribaltare l'assetto del paese.
Sono ancora convinta
che per dare efficacia al proposito di cambiare il mondo bisognerebbe a
questo punto pervicacemente tentare di cambiare la politica. Come si
vede sta anche a noi ed è per noi domanda di soggettività e insieme di
cura e attenzione alle relazioni con ciò che meglio di noi ha saputo
conquistare lo spazio dell'opposizione come possibilità di cambiamento.
Di fronte a questo bisogno Rifondazione Comunista mi appare diventata
una teca di cristallo piena di elefanti. Di certo ha a che vedere anche
con questa nostra discussione sulla tessera, di cui non si può parlare
come una voce fuori campo da un territorio di confine.
Quest'Onda
è un'onda per la libertà del sapere, una libertà che è fatta di tante
altre: libertà di pensiero, di manifestare le proprie idee, di parola,
di insegnamento, di ricerca, di culto, di movimento, dei corpi,
dell'informazione, nell'accesso alle tecnologie, libertà
nell'esperienza del reale insomma. E' un'offesa, una violenta
provocazione, dire che non riconosciamo come nostro nessun progetto di
trasformazione che non assuma in sé, come irrinunciabile, questa
radicale libertà degli uomini e delle donne? E' un'offesa per un
ragazzo di vent'anni, tale da giustificare un atto come quello di
coprirsi la vista con un adesivo, provare a dire ciò che i tanti che
dicono di combattere il revisionismo storico dovrebbero pronunciare
ogni giorno, invece di passare il tempo nei blog ad accostare la nostra
tessera alle immagini dell'organizzazione giovanile di Alleanza
Nazionale? Ovvero che si può ancora dire ‘sono comunista' perché il
comunismo è un pensiero della liberazione e dell'uguaglianza il cui
esito storico nel socialismo reale è stato la sua negazione,
diversamente dal fascismo che è ideologia dell'autoritarismo ed è stato
coerentemente la tragedia della sua realizzazione? La tessera di
un'organizzazione che si dice comunista e che riporta la caduta del
muro non rivendica questa incolmabile differenza?
Abbiamo scelto,
tanto tempo fa, di mettere la parola rifondazione accanto alla parola
comunista. Rifondare diceva della necessità di un lavoro più lungo e
più profondo dell'aggiornamento, del maquillage. Diceva della necessità
di ricostruire le fondamenta di un pensiero e di una pratica della
liberazione. Forse nella polemica di questi giorni ce n'è un'altra, più
seria e più profonda che non ha a che fare con un'immagine di una
tessera ma con la ragione di una scommessa e di una storia collettiva
come la nostra. Forse c'è chi preferirebbe che quella parola che sta
accanto a comunista se ne andasse. Allora si, non servirebbe la grande
fatica di una rifondazione, basterebbe quella più piccola di una
ricostruzione, magari anche di un muro. Allora si, non avremmo a
reclamare alcun seguito.
p.s. A Piero Sansonetti vorrei dire
grazie. Per il suo articolo sulla nostra tessera, ma anche grazie a lui
e a tutto il giornale, per molte cose intelligenti che Liberazione ha
scritto e promosso in questi anni e anche per lo spazio che in questi
ultimi mesi ha dato all'Onda e alle sue parole. Ho sempre considerato
un piacere svegliarsi la mattina e non trovarsi davanti lo specchio di
se stessi. Vorrei che fosse ancora così. Per questo non farò mancare
con un sorriso la tessera che mi ha chiesto, nonostante la sua
‘veneranda' età. Una piccola disobbedienza, dedicata alla
‘Liberazione'.
Inviato da rossoverde | 20 Dic, 2008, 02:24
Da Sinistracomunista testata giornalistica on line
Ci ri siamo, finito il Congresso dei grandi,
comincia quello dei piccini, ma siamo sicuri che lo stesso valga per i
protagonisti?
A Luglio, a Chianciano un Rifondazione comatosa ha
deciso di chiudere con l'era Bertinotti che nel bene e nel male ha
caratterizzato il maggior partito Comunista Italiano dell'era Post
Sovietica.
Ciò ha portato a delle conseguenze deletterie come la
separazione in 2 blocchi serrati ogniuno con pari dignità, ma
effettivamente diversi per contenuti e aspirazioni politiche.
Ma
tutto questo non è figlio del caso, anzi è frutto dei tempi ovvero di
quella deriva qualunquista che l'Italia sta prendendo e alla quale
Rifondazione non ha saputo opporsi.
A tutto questo potevano sottrarsi i Giovani Comunisti?
Ovviamente No!
Così sul modello delle sparate del direttore di
Liberazione, ecco la provocazione 2009 di alcuni Compagn* con la
tessera dei GC che ha raffigurazione del Muro di Berlino, la frase di
uno scrittore tedesco e un riferimento all'onda...il tutto in un
minestrone che ha senso solo per chi ha partorito questa genialata.
E'
chiaro il tentativo di definire all'interno di una stessa formazione
politica chi siano i buoni e chi i cattivi, cosa sbagliata e per questo
da rispedire al mittente.
Stampare in una tessera il muro di Berlino
col suo carico di significato è un chiaro segnale di una parte che non
riesce più a convivere coi propri compagni.
Non a caso oggi
19-12-2008 su Liberazione la Portavoce Nazionale dei GC, in un
lunghissimo articolo a pagina 20, ne da la sue motivazioni.
Pezzo che ho trovato di un settarismo tale che neppure il più fedele dei Berlusconiani sarebbe riuscito a scrivere.
Compagn*
a tutti chiedo di leggerlo poichè ho ritrovato nelle sue parole tutto
ciò che lei rappresenta e che è esattamente ciò che la sua parte in
questi anni ha seminato cioè un'insopportabile superiorità morale e la
capacità di fare sempre scelte giuste o comunque dettate dal momento e
dunque giustificabili.
In questo pezzo trovo delle questioni che non
capisco davvero, da un lato infatti lei dice che nella nostra tessera
vi sia un'immagine di conflitto, libertà e democrazia...un'assemblea
che diventa un Onda che per fortuna ‘non conosce argini' - o anche non
conosce ‘muri'...
Ma cosa c'entra l'onda coi GC?
Il fatto che un
movimento trasversale fatto di studenti e lavoratori abbia alazato la
testa e aumentato la guardia contro le politiche autoritarie e
liberticide della Destra non ha alcuna relazione con quello che accadde
nel 1989.
Il fatto di chiamarsi Giovani Comunisti invece ha un significato chiaro.
Semmai
la questione ONDA è paragonabile ai Partigiani essi erano anche Rossi
(con vari sfumature) e altre fazioni, ma sempre Partigiani che
combatterono per la liberazione dal Nazifascismo.
L'Onda appunto non
ha padroni e sono da rispedire al mittente questi deprecabili tentativi
di usare il movimento per giustificare i propri meriti.
Anzi vogliamo parlare dell'organizzazione dei GC troppo spesso carente nelle periferie?
Quali sarebbero i meriti dei GC...che qui ai confini dell'Impero non arrivano oramai da tempo!!
Ancora
continua..."Quest'Onda è un'onda per la libertà del sapere, una libertà
che è fatta di tante altre: libertà di pensiero, di manifestare le
proprie idee, di parola, di insegnamento, di ricerca, di culto, di
movimento, dei corpi, dell'informazione, nell'accesso alle tecnologie,
libertà nell'esperienza del reale insomma..." e dunque mi chiedo perchè
lei afferma questo? Chi è che dice che coloro che non voglio la "loro"
tessera dei GC non siano parte integrante di quell'onda?
E visto che
agli autori della Tessera GC piace andare a cercare gli scrittori
tedeschi io rispondo loro a suon di musica (Radici nel Cemento):
Signori del mondo, capi di stato ficcatevelo in testa, quella che avete
davanti è una marea che non si arresta non rallenta e non si fermerà
di
fronte alla violenza dell'autorità, di fronte al manganello della
polizia, alla tanto declamata morte dell'ideologia, di fronte alle
pallottole della repressione
di fronte alle barriere di ogni forma
e dimensione e non c'è zona rossa che possa fermare questa grande marea
che non si può arrestare!
Così se quelli che hanno costruito il muro nella tessera vogliono essere un'onda allora noi che ci opponiamo siamo una marea...
Però sapete cosè più mortificante di quel che ha scritto la nostra portavoce?
I
ringraziamenti a Sansonetti, spudoratamente uomo di parte, che oltre a
comparsi in maniera odiosa con chi non la pensa come lui ha tal
rispetto dell'Onda che il giorno che Yassir Goretz fu arrestato a
Piazza Navona, pubblicò in prima pagina di Liberazione una poesia di
Nichi Vendola...riguardo le agitazioni studentesche.
Ma con tutti gli studenti che abbiamo cosa c'entra il Presidente della regione Puglia con l'Università?
La
verità è che all'interno della nostra organizzazione molti giovani
sanno solo dare fiato alle trombe tirando fuori analisi, teorie e
poesie, però quando c'è da aiutare concretamente non si trova uno
straccio di compagno.
Quella maggioranza che guidato i GC fino ad
oggi ha clamorosamente fallito e l'unica argomentazione che ha per
continuare a stare a galla è la continua provocazione.
Chi non è
"Vendolo-Bertinottiano" non è settario ha solo esercitato il proprio
libero arbitrio all'ultimo Congresso, ha scelto di cambiare rotta dopo
tanti anni di Bertinottismo, di scelte imposte dall'alto, di padri
padroni...e commissariamenti!!
La così detta sinistra la si rafforza ogniuno con le proprie forze non con il leaderismo.
La
vostra leadership ha fatto danni per quanto mi riguarda e dopo la
porssima conferenza GC spero che il Muro sia la votra ultima e
definitiva provocazione imposta ai compagni da un gruppo dirigente
fallimentare...ahimè che vuole marchiare i propri avversari definendoli
come "minoritari" e creando una tessera d'impatto per "spaventare".
E' ghettizzare per apparire migliori...in realtà è la chiara espressione della vostra sudditanza ad un sistema che non funziona.
Mentre
si scimmiotta con chiacchiere da Bar il Muro di Berlino, un altro ne
viene eretto in Palestina...la crisi occidentale affama le famiglie e
tanti operai perderanno il lavoro...con questo sistema quale speranza
si vuol dare? Quelle del Centrosinistra del rifinanziamento della
Guerra e degli incentivi alla rottamazione? Oppure quelle del
Centrosinistra che ha definitivamente tolto il trasporto merci dalla
strada ferrata spostandolo su asfalto, togliendo rotte commerciali alle
isole creando esuberi nelle ditte appaltatrici FS e creando ulteriore
inquinamento e traffico stradale?
Se un sistema non funziona non sarebbe il caso di fare cambiamenti radicali?
Io penso di si, così il primo cambiamento sia a partire dalla dirigenza GC!!
Ed in conlusione, si perdoni la mia ignoranza, ma chi è Rainer Maria Rilke?
Io
sono laureato in Biologia...e ahimè appartengo al volgo quello che
mangia come parla...forse è per quello che avrei preferito scrivere
nella Tessera GC questa frase di Joe dei Calsh:
"E
ora vorrei dire, che la gente può cambiare qualsiasi cosa vuole, e
intendo qualsiasi cosa al mondo. La gente corre, segue i suoi piccoli
binari, ed io sono uno di loro. Ma dobbiamo smettere tutti di seguire i
nostri miseri binari. La gente può fare qualsiasi cosa, è una cosa che
sto iniziando ad imparare. L'avidità non porta da nessuna parte.
Dovrebbero scriverlo su un grande cartello in tutte le piazze del
mondo, senza gli altri non siamo niente, questo è quello che penso"
Ettore Dettori GC Oristano Sinistra Comunista
Inviato da rossoverde | 25 Nov, 2008, 15:52
Elezioni Universitarie ecco chi sostiene il nostro Blog:
al consiglio d'aministrazione Paolo Angioi
al senato accademico Sergio Lorrai
al senato accademico allargato Maurizio Piras
al cus Guido Anedda
Inviato da rossoverde | 24 Ott, 2008, 10:22
Noi la crisi non la paghiamo! Questo slogan, che caratterizza le
manifestazioni del movimento, mi pare rappresenti al meglio la piena
politicità di questa stagione di lotte. La controriforma della Gelmini è stato l'elemento di innesco della protesta e il suo ritiro è
l'obiettivo principale. Il movimento esprime perché una capacità di
"leggere la fase" che mette in discussione non solo il berlusconismo ma
l'intera stagione neoliberista e l'egemonia dell'impresa sui disegni di
riforma sociale. Un movimento di tutta la scuola, dagli studenti agli
insegnanti ai genitori, dove la comunicazione politica passa in primo
luogo all'interno stesso del movimento, tra i diversi soggetti e le
diverse generazioni che lo compongono. Un movimento radicalmente non
violento che nel suo "non ci rappresenta nessuno" pone - a noi in primo
luogo - un problema di riforma dell'agire politico che parta dalla
capacità di costruzione sociale, dalla critica della rappresentanza
come forma separata della politica.
Non é un caso che le
mobilitazioni nelle scuole, nelle università, negli enti pubblici di
ricerca dilagano assumendo le forme di un movimento ampio e
generalizzato che non solo si oppone ai disegni regressivi del governo
Berlusconi, ma mette in discussione, nel complesso la passivizzazione e
il conformismo.
Inoltre, oggi, in una fase in cui la produzione di
conoscenza é diventata un nodo centrale dello sviluppo e delle
contraddizioni capitalistiche, questo movimento mette in scena una
grande capacità di lettura, di andare alla radice, di cogliere i nessi
tra la gestione governativa della crisi e i tagli all'istruzione
pubblica (noi la crisi non la paghiamo, appunto), tra i tagli
occupazionali e i tagli alla qualità della conoscenza e alla qualità
del futuro (non tagliateci il futuro), tra l'impoverimento dei
processi formativi e la riduzione degli spazi di agibilità democratica,
tra recessione e repressione.
Il carattere espansivo di questo
movimento sembra essere basato, dunque, sulla capacità di dare una
risposta complessiva all'attacco sistemico (dalle elementari agli enti
di ricerca) portato avanti da questo governo: la definitiva messa in
discussione della funzione sociale della formazione e della ricerca
pubblica.
L'impressione è che si stia configurando un processo ampio che unisce
le generazioni attorno all'idea che il bene pubblico della conoscenza
sia garantito a tutte e tutti. Genitori, studenti medi e universitari,
dottorandi, ricercatori precari, lavoratori tecnici e amministrativi,
docenti di ogni ordine e grado sono oggi uniti nella lotta contro
l'obiettivo del governo di dismettere la struttura pubblica della
formazione andando a ledere i principi basilari della nostra
Costituzione repubblicana.
E' un movimento che nasce nelle scuole e
nelle università ma parla alla società tutta, che occupa non solo le
strade, ma le città. Il mondo è scosso dalla crisi dei mercati
finanziari e da un modo capitalistico di produzione che dimostra di non
essere compatibile con lo sviluppo umano e con l'aspirazione a una
società democratica dove sviluppo economico e benessere sociale si
muovano all'unisono. Il Governo Berlusconi invece di portare avanti una
politica seria di sostegno alla domanda, aumentando da un lato il
potere d'acquisto delle famiglie e allargando dall'altro gli spazi di
accesso alla conoscenza, risorsa fondamentale per produrre uno sviluppo
qualitativo delle società contemporanee, risponde alla crisi in modo
regressivo, mostrando a pieno il suo volto reazionario. Il sistema
bancario vacilla e il governo gli corre in soccorso mettendo a
disposizione dei responsabili della crisi fiumi di risorse sottratte
alle famiglie. Non si tagliano gli armamenti, non si bloccano progetti
inutili e dannosi come la Tav o il ponte sullo Stretto di Messina, ma
si riduce la spesa sociale e si massacrano ricerca e istruzione
pubblica. Se il progetto del governo andrà in porto, a breve 85mila
insegnanti e 45mila lavoratori tecnici e amministrativi delle scuole
verranno mandati a casa. Con il taglio di circa 1.500 milioni di euro
alle Università a cui si aggiunge il blocco sostanziale delle
assunzioni, decine di migliaia di precari della ricerca dovranno
abbandonare il paese o ancor peggio ripiegare su altre prospettive di
lavoro, mentre 57mila lavoratori precari del comparto pubblico da qui a
sei mesi non si vedranno rinnovati i contratti pur avendo maturato i
requisiti per le stabilizzazioni previste nelle due passate leggi
finanziarie.
E poi l'opzione scellerata offerta a scuole e
università, atterrate dal taglio dei finanziamenti pubblici, di
trasformarsi in fondazioni regalando di fatto ai privati la possibilità
di gestire risorse e strutture pubbliche, condizionando pesantemente la
formazione e la ricerca nel nostro paese. Per non parlare dello
svuotamento del tempo pieno, che invece di essere esteso anche in
quelle realtà, soprattutto meridionali, dove non è mai stato veramente
applicato, viene ridotto o quantomeno svuotato di significato, mentre
con la reintroduzione della "maestra unica" e del voto in condotta si
ripropone un modello di scuola gerarchico e autoritario.
Questa è la
società che ci propone la destra. Dove la scuola è ridotta a palestra
di conformismo e la ricerca precarizzata, schiava dei capricci di un
mercato instabile. L'altro aspetto della gestione governativa della
recessione è l'autoritarismo repressivo: dall'esercito nelle città al 5
in condotta alla minaccia della polizia nelle università. Questo
movimento perché è troppo vasto e la minaccia dell'uso della forza non è
in grado di fermarlo.
Da un lato, abbiamo un governo che ci propone
classismo, stato di polizia, razzismo istituzionale, anche attraverso
l'istituzione di classi separate per i cittadini migranti; dall'altro
una intera articolazione sociale che denuda il re, mostrando tutta la
vitalità democratica, la rabbia ma anche la gioia di una società che
chiede di investire nella conoscenza come bene comune.
Dobbiamo
operare in questo movimento, per la sua crescita e la sua vittoria.
Dobbiamo lavorare a saldare concretamente la lotta per la conoscenza
come bene comune con la lotta al carovita. Sono due aspetti della
stessa medaglia, l'ha capito il movimento lo può capire la maggioranza
del paese. Lo sbocco politico del movimento è la sua vittoria, cioè il
ritiro del decreto Gelmini. A questo sbocco politico dobbiamo lavorare,
sia dentro il movimento sia allargando il più possibile la
mobilitazione contro il carovita. Al congresso avevamo scommesso sulla
possibilità di dar vita ad un autunno caldo. Adesso la temperatura è
già salita di un bel po', compito nostro trovare i nessi tra il disagio
sociale diffuso e la lotta, tra la lotta contro il governo e quella
contro Confindustria; nostro compito lavorare ad allargare il
movimento. La crisi noi non la paghiamo che deve diventare la nostra
parola d'ordine, sin dalla mobilitazione del 25.
Paolo Ferrero
Segretario Nazionale PRC
Inviato da rossoverde | 23 Ott, 2008, 15:11
Oristano
Circa 200 manifestanti, perlopiu’
docenti ma anche
una delegazione di studenti, hanno sfilato stamattina
sotto la pioggia per le vie di Oristano per protestare contro la
riforma Gelmini della scuola, che minaccia di ridurre drasticamente il
numero di autonomie scolastiche e di portare alla chiusura molte
piccole scuole della provincia. Il corteo, promosso da Cgil, Cisl, Uil,
Snals e Gilda, e’ partito verso le 10.10 dalla centrale piazza Roma per
arrivare in via Carducci, davanti alla sede dell’ex provveditorato agli
studi, oggi ufficio scolastico provinciale, dove una delegazione di
docenti e studenti ha consegnato al dirigente un documento in cui si
ribadiscono le ragioni della protesta. I manifestanti si sono poi
spostati verso via Pietri per concludere la protesta davanti alla
prefettura.
La delegazione di studenti alla quale fa riferimento l'articolo sono i GC di oristano che hanno sfilato in coda al corteo sindacale sventolando i vessilli di Rifondazione.
E' deplorevole come i mezzi di comunicazione locali abbiano censurato la nostra partecipazione. Ad Oristano Rifondazione Comunista era presente al fianco dei lavoratori e degli studenti contro il governo reazionario delle destre.
Inviato da rossoverde | 21 Ago, 2008, 16:45
Adesso basta, ci mancava solo che a Catania vietassero ad un
Ragazzetto di far parte di un circolo di Rifondazione Comunista. Non
serviranno a nulla le giustificazioni è l'attuazione di un nuovo ordine
che vuole "cambiare" il nostro Paese.
La Sinistra Estrema: è una semplice invenzione giornalistica che deve spiegare l'anomalia tutta italiana cioè quella del Centrosinistra.
Per esepio Zappatero del PSOE, si quello della Super Spagna, lo dice
anche all'ultimo su congresso: "...i Socialisti Spagnoli sono di
Sinistra...". Così anche in tutta Europa: i Popolari stanno a Destra e
i Socialisti (o i Socialdemocratici) stanno a Sinistra...così come i
Comunisti dove spesso e volentieri si attuano alleanze programmatiche.
Nel nostro Paese però le cose sono diverse, esiste il Centrosinistra cioè
l'unione di ex Comunisti, ex Socialisti ed ex Democristiani. Questo
chiaramente è riconducibile a ben prima del Partito Democratico,
certamente, ma quest'ultimo partito NON ha nulla a che fare con la
storia e la tradizione della Sinistra d'Europa. Esiste infatti un
omologo partito in Francia, sta al centro è filo cattolico e non
riscuote grosso successo.
La Sinistra del Socialismo
Europeo è quella dei forti diritti Civili, che riconosce a chiunque il
suo modo di essere e che in difesa di essi azzarda azioni contro i
poteri forti della "Chiesa", appare che in Italia esista qualcuno che
si opponga al PAPA? Nel nostro Paese rivendicare l'indipenza
conquistatanel 1861 è diventato impossibile, il Clero con la sua potente influenza sposta i voti e una prova di ciò è l'UDC che con una
buona parte del Vaticano che ha tifato per loro è riuscito a superare
gli sbarramenti della legge elettorale e oggi fa opposizione senza
coalzione, ma solo come partito...a differenza di altri.
Dovremmo tornare indietro a Tangentopoli che scoppiò più o meno in tutta Europa e fece saltare tante teste, da Kohl (CDU Germania) a Mitterand (PS Francese) a TUTTO IL PSI ITALIANO.
Già nessuno lo dice, ma perchè che solo nel nostro paese quell'azione
giudiziaria colpì fino al perseguitamento un solo partito? E perchè ciò
avvenne proprio alla caduta del Muro di Berlino...proprio alla fine
dell'esperienza comunista dell'URSS? Quel che continua ad apparire
strano è che esiste una parte politica che ha fatto tutta una trafila
dal Comunismo...al Socialismo...al Democraticismo. Possibile che i
Comunisti tali post Cortina di Ferro, siano peggiori di quelli della
Guerra Fredda? Vi siete mai chiesti perchè l'Italia è l'unico paese al
Mondo ad aver il Partito Socialista a meno dell'1%? Probabilmente visto
il crollo del Patto di Varsavia quei Comunisti scelsero di "occultare"
la loro storia andando a creare uno spazio nuovo, ma le sacche
bolsceviche resitettero e allora furono messe all'indice. E' oggi
diffuso tra i diessini un sentimento di risentimentimento verso
Rifondazione in quanto era prassi nel PCI il centralismo democratico,
cioè quel che la maggioranza decide tutti si debbono adeguare senza
opposizione...a Bologna qualcuno non fu convinto di abbolire la Falce
de il Martello...da lì e da altre formazioni "Parlamentari" nacque il
PRC.
Da allora ad oggi molto è cambiato la storia Comunista per
come l'abbiamo conosciuta non esiste più, ma si è evoluta è viva e ha
tanti seguaci. In Italia un'altra parola che sa di Terrorista è Ambientalista. Già, nel paese delle Clientele e della Speculazione essere Ambientalista
è un disonore una iattura!! NO nessuno in questo Paese ha voglia di
"rispettare" il prossimo sia esso Uomo, Animale o Cosa; tutto ciò che
avviene nella penisola italica deve fare odience o spettacolo. Ma
perchè nessuno pensa che la difesa dell'Ambiente è anche la difesa
della vita, della storia e dell'uomo. Cancro, Inquinamento,
Improduttività della terra sono tutte calamità che potrebbero essere
fermate...se solo vi fosse la voglia di farlo.
Ad ogni modo il bollino Sinistra Extrema è
l'ennesima e astuta invenzione della Stampa italiana che necessita da
tempo di servire i padroni andando a scrivere dell'esistenza di una
sinistra buona e di una sovversiva. Putroppo dall'11 Settembre ad oggi
si combatte il Terrorismo solo a parole così chè vengono sbatute in
prima pagina tutte quelle formazioni che si vogliono cancellare. Non di
meno infatti il primo problema della stampa italiana all'indomani
dell'uscita dal Parlamento Italiano, fu quello di far credere alla
gente che le persone Ambientliste e Comuniste fuori dal Parlamento
avrebbero compiuto azioni "sovversive". Invece NO i Comunisti credono
in un Mondo migliore e diverso, non credono alla mercificazione dei
valori e della gente. Il Capitale che a fronte della sua vittoria
"storica" sta implodendo nelle sue contradizioni, così appare evidente
che non può dare risposte di uglianza tra la gente, ecco dunque che
arriva la Sinistra in tutte le sue forme. Forse la i più non lo sanno
perchè i Padroni non lo vogliono, ma in Grecia e a Cipro i COMUNISTI sono al Governo e in Germania la Linke ha superato il Partito Social Democratico.
Moderato è una parola che viene usata da molti Politici per fregare il prossimo come Centrista che nessuno sa perchè, ma in Italia vuole essere sinonimo di garanzia a prescindere, si ma quale? Per esempio i MODERATI di Famiglia Cristiana
periodico Cattolico che sicuramente è tutto fuorchè Comunista, ha
esercitato un suo diritto costituzionale, cioè la critica al Potere in
questo preciso momento al Governo Berlusconi. La prima cosa che gli è
stata risposta è che sono COMUNISTI! Ma vi rendete conto? Siamo in mano
a gente Post - fascista (che sono i peggiori) che sta attuandola
politica dell'Argentina di Videla, tanto baccano e leggi atte ridurre
la libertà stanno impoverendo il Paese e rafforzando le classi sociali.
I ricchi stanno facendo profitto da schifo mentre l'Italia arranca. Non
esiste più lo stato di Diritto e neppure le opposizioni...già il ruolo
di opposizione ufficiale è affidato agli ex - comunisti quelli del
declino, che nel 1999 autorizzarono la Guerranei Balcani.
Viene addittato come estremista
pericoloso chi parla di Pace e Ambiente e di diritti per tutti. Vengono
spacciati per modelli da imitare i guerrafondai, i razzisti, i
capitalisti. Ditemi voi gli estremisti assieme alla sinistra e ad una parte della Chiesa combattono
per sicurezza nel lavoro, la redistribuzione delle ricchezze e meno
razzismo e costantemente vengono taciuti. Il centro destra e il centro
sinistra legiferano affinche i Ricchi non vengano toccati, impunibilità
dei Parlamentari ecc...ma non solo stanno convincendoche autarchia è
meglio che l'Italia NON deve dipendere dagli altri Paesi!! Prendiamo
l'Energia ditemi voi dov'è che l'Italia produrrebbe barre di Uranio per
far funzionare le proprie Centrali? No perchè questo tipo di energia è
come il Petrolio, va ad esaurirsi. Non date retta, l'autarchia NON è
vincente.
Italia Sveglia ti stanno prendendo per i fondelli!! I
ricchi sono tali perchè sfruttano e tolgono il soldo a chi non ne ha!!
Un esempio? Guardate quanto costa il petrolio, questo viene scambiato
in Dollari, ma 1$ vale circa 1,5€...perchè se il dollaro perde contro
l'euro per noi aumenta la Benzina più che negli USA? Il Modello
Capitalista senza materie prime è fallimentare!!
Inviato da rossoverde | 19 Ago, 2008, 17:13
PROGRAMMA CAMPEGGIO 2008
Lunedì 1 Settembre
- h. 15.00 Arrivi
Martedì 2 Settembre
- h. 15.00: “Decrescita e sviluppo sostenibile”. Partecipano:
Associazione per la decrescita, Paolo Cacciari; Prof. Mauro Bonaiuti
(Economista)
- h. 17.00: “Saperi ribelli”. Partecipano: Luca
Tomassini (RNRP), Scipione Semeraro (Transform), Titti De Simone,
Roberto Iovino (UdS), Nicola Tanno (UdU).
- h. 21.00: “La crisi della globalizzazione”. Partecipano: Alfonso Gianni, Gianni Rinaldini, Emiliano Brancaccio.
Mercoledì 3 Settembre
- h. 15.00: “Osservatorio sull’America latina: il caso Venezuela”.
Partecipano: Fabio Avolio (collaboratore MINCI – Ministero
dell’Informazione e della Comunicazione – Venezuela e del Dipartimento
Esteri PRC) ed Erasmo Palazzotto (Responsabile Esteri Esecutivo naz.
GC*).
- h. 17.00: “Processi di precarizzazione in Italia e in
Europa”. Partecipano: Tiziano Rinaldini (Cgil ER), Francesco Sinopoli
(Flc Cgil nazionale) e Sandro Godetti (rivista Infoxoa).
- h. 21.00:
Presentazione di “68” di Franco Piperno, partecipano: Franco Piperno,
Massimo Ilardi, Gennaro Migliore, Alberto Burgio (da confermare)
Giovedì 4 Settembre
- h. 16.00: Assemblea studentesca
- h. 21.00: Intervista a Paolo Ferrero.
Venerdì 5 Settembre
- h. 15.00: “Cittadini del confine e nuove pratiche di
cittadinanza”. Enrica Rigo (Dottore di ricerca in Filosofia e teoria
giuridica, sociale e politica) Prof. Alessandro Dal Lago (da
confermare). Mercedes Frias
- h. 17.00: “Fare sinistra, fare
società”. Partecipano: Pixel, Left Palermo, Casa dei giovani della
sinistra Modena, Grotta Rossa Rimini, Network giovani Trapani, Sx
Torino, “Progetto Sherwood” Asti. Sono inoltre invitati a partecipare
che tutti i compagni e le compagne che hanno costruito esperienze di
costruzione della sinistra.
- h. 19.00: “Un decennio di Giovani
Comunisti/e”. Anubi D’avossa Lussurgiu intervista gli ex coordinatori
nazionali dei/delle GC*.
- h. 21.00: “Le culture della sinistra”. Partecipano: Nichi Vendola, Mario Tronti, Maria Luisa Boccia
- A seguire DJ Set con Al Muezin
Sabato 6 Settembre
- h. 12.00: Assemblea nazionale GC.
- h. 21.00: “Da Genova guardando al futuro: esperienze e culture
politiche di una generazione a confronto”. Partecipano: Nicola
Fratoianni (Segr. Reg. PRC Puglia), Federico Martelloni Bernardo
Marasco (Redazione Blog Fututo CGIL) ,Roberto Iovino (Coord. Nazionale
UdS), Francesco Raparelli (ESC)
Domenica 7 Settembre
- h. 12.00: Coordinamento nazionale
Partenze
Il luogo è il campeggio "Verde Azzurro", situato nel centro del
Golfo di Policastro sulla SS 18 al Km 203.3, località Capitello, Sapri
(SA).
Per arrivare:
- in auto: autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Le
uscite sono: per chi arriva da nord, Padula Buonabitacolo, per chi
invece arriva da sud, Lagonegro. Usciti dall´autostrada, per arrivare
al villaggio seguite le indicazioni per Policastro.
- in treno: la stazione di riferimento è Sapri, a soli 8 Km dal villaggio.
Il costo per 6 notti è di:
- 100 euro, in tenda cena inclusa;
- 200 euro, in bungalow cena inclusa.
Il costo al giorno è di:
- 17 euro, in tenda cena inclusa;
- 34 euro, in bungalow cena inclusa.
Saluti comunisti
Elisabetta Piccolotti / Federico Tomasello - Portavoci nazionali dei/delle GC*
Inviato da rossoverde | 14 Lug, 2008, 15:21
CONCERTO ANTIFASCISTA A CAGLIARI
Riepilogo per quanto
riguarda la piazza: matteo ha sentito cugusi: niente marina
piccola, a quanto pare è gestita da un privato e ce la possiamo
scordare. Dobbiamo optare x una piazza cittadina, un
giorno feriale, che a parer mio, non coincida con lo shopping sotto le
stelle... (troppa concorrenza).
Sto ancora aspettando risposta sia dalle associazioni che dalla
compagnia... la piazza della solidarietà non è molto solidale in questo
momento....
Abbiamo fissato la prox riunione x mercoledì 16 alle 18 in
federazione (via asproni). per allora dovrei avere qualche segno di vita dalle
associazioni.
ciao a tutti
Nicole Cappai