Lev Trotsky dal “Programma Di Transizione”: I bolscevichi leninisti si trovano in prima fila in ogni forma di lotta, anche nel caso che si tratti degli interessi materiali o dei diritti democratici più modesti della classe operaia. Essi prendono parte attiva alla vita dei sindacati di massa, preoccupandosi di rafforzarli e di accrescerne lo spirito combattivo.
Caro Direttore,
mi chiamo Ettore Dettori sono del CPF di Oristano
già scrissi in merito alla sua stanchezza, che putroppo peggiora visto
che le continue provocazioni sue e dei suoi "amichetti".
Mi dispiace che il Compagno Zipponi il 6 Novembre in
risposta a Ferrero abbia evidenziato ciò che di questa formazione
politica non va bene...ovvero quel politichese fatto di pressapochismo
e faziosità. Zipponi dice -Fatto numero uno: si è svolto il congresso di Rifondazione comunista su
cinque mozioni. Vero,
poichè in effetti a queste 5 mozioni si è voluto arrivare per svariati
motivi, anche perchè una batosta come quella di Aprile ha dato a tanti
compagni validi motivi per riflettere. Le 5 Mozioni sono un fatto
discutibile, ma decisamente un chiaro segnale di vivacità e democrazia.Zipponi dice - Fatto numero due: ogni iscritto ha espresso un voto su
una mozione. Su questo sono d'accordo. Zipponi dice -Fatto numero tre:la mozione di Nichi Vendola, con il 47,3
%, ha vinto il congresso mentre ognuna delle altre ha preso meno. Nichi
Vendola è stato il più votato, ma non ha vinto il Congresso, vince il
congresso chi riesce a superare il 50% dei consensi, se delle
convenzioni esistono vanno rispettate. Poi se si vuole fare propaganda
questo è un altro discorso. Anche
Berlusconi nel 2006 non riconobbe la sconfitta poichè sosteneva che
aveva preso più voti di Prodi...allora mi chiedo perchè Rifondazione
era al Governo col Centrosinistra? Se aveva vinto Belrusconi, che aveva preso più voti di tutti, perchè non ha governato? Zipponi dice - Fatto numero quattro: le mozioni minoritarie hanno costruito un
"cartello" al congresso nazionale che con la somma dei loro delegati ha
permesso l'elezione di un segretario diverso dalla mozione di
maggioranza. A Oristano è successa la stessa cosa ha vinto il Congresso Provinciale la Mozione 1, però la Mozione 3 e la 2 (dunque perdenti dal tuo punto di vista che qui sono minoranza) si sono alleate per fare una labile maggiornaza e hanno epsresso un Segretario del documento 2. Così, se questo ragionamento lo fanno quelli della 2 Mozione ha senso, se lo fanno gli invece sono degli usurpatori. Allora
vorrei capire, perchè in tutte le Democrazie Occidentali, tranne che in
Italia, prima si fanno le Elezioni eppoi si fanno le alleanze per
Governare? Mi spiego meglio, se 4 Documenti si sono riuniti in un unico
Documento "plurale" per esprimere un loro Candidato, perchè gridi allo
scandalo? E' stata la Mozione 2 che ha fatto la prova di forza e ha
perso. Chi vuole può consultare gli archivi di radio radicale e si farà
un'idea precisa di come sono andate le cose. In
fine perchè date per scontato che "voi" della 2 siete stai defraudati
di qualcosa, che voi siete i puri e gli altri delle iene? Perchè volete
moritificare quei Compagni che non sopportavano più la vostra arroganza
come gruppo dirigente, vedi caso Turigliatto? Zipponi dice -Fatto numero cinque: a nessun iscritto del partito è stata sottoposta questa scelta con un voto. Innanzitutto
quei delegati erano espressione della Base e hanno agito in coerenza di
quel che era il loro mandato. Poi quelle 4 Mozioni NON prevedevano il superamento di Rifondazione, mentre la 2 ovvero la mozione perdente
si, tu probabilmente vuoi sottolineare che il metodo utilizzato è stato
acquisto dalla vecchia dirigenza che prendeva le decisoni, imponendole
alla base, senza mai consultarla. Io come semplice iscritto sardo mi
sono pure visto imporre da Roma tutto quello possibile, mentre oggi
qualche noto rappresentante di Rifondazione in Movimento per la
Sinistra parla di Autonomia gestionale. Suvvia, l'elezione per di
Giordano fu mai consultata la base? L'espulsione di Turigliatto da chi
fu decisa, siete sicuri che la base fosse con voi a quale logica ha
corrisposto il suo allontanamento? Giordano ha mai chiesto alla base
cosa ne pensasse della Sinistra Arcobaleno e se noi come Rifondazione
ci dovessimo entrare? Chi ha deciso di correre quel simbolo la Base?
Perchè cercate la base solo quando vi fa comodo? Perchè però la Base ha deciso che NOI non dovessimo oggi essere in Parlamento? Non
potete suddividere le colpe con tutti, perchè la maggioranza della BASE
è VOLONTARIA dentro il Partito, chi pratica le scelte e la linea
politica, sono altri!!! Non si può all'esterno essere antimilitaristi eppoi allo stesso tempo militarizzare un Partito!!! Ad
ogni modo a Oristano la tua Mozione, la 2 ha fatto la stessa cosa, non
ha mai chiesto alla "base" cosa dovessero fare nel nosto CPF, si sono
alleati alla terza Mozione e si sono presi in la segreteria mentre il
3° documento preso la garanzia e agli altri??. Il mio Segretario Provinciale ha perso il
Congresso ed è Segretario Provinciale!! Zipponi dice -Questa contraddizione rimarrà aperta perché la democrazia è una cosa seria e con essa non si scherza. Allora io ti dico, cominciate voi a essere coerenti e gli altri vi seguiranno. Zipponi dice - Veniamo ora all'attuale linea politica: dopo la sconfitta elettorale è
prevalsa l'idea di concentrarsi sul rilancio di Rifondazione, mentre
gli atti concreti sono: il referendum sul lodo Alfano, il referendum
sulla Gelmini ed è annunciato il referendum contro la legge 30. Si sta
sciogliendo cioè il Partito della Rifondazione Comunista nel Partito
Radical Caritatevole. Niente di male, peccato che non c'entra niente
con la grande novità della crisi del liberismo, della ripresa del
conflitto sociale, del nuovo ruolo assunto dalla Cgil nei confronti di
Confindustria e Governo, del percorso cioè delle lotte che arriveranno
sicuramente in un crescendo alla prossima primavera. Guarda,
se ti informassi sapresti che i Compagni sono dentro le università, le
scuole e i comitati studenteschi che lottano duro, ma è assodato orami
da tutti che la battaglia non vuole il marchio di un solo Partito
proprio per eviatare strumentalizzioni. Poi
ricorda NON siamo noi che dobbiamo rincorrere la CIGL è quel sindacato
che deve fare il sindacato di Sinistra. Torniamo a Bomba, NON siamo noi
che dobbiamo andare a Destra, NOI SIAMO DI SINISTRA, sono gli altri che
debbono aggregarsi a noi. La CIGL si è screditata da sola, noi a
SINISTRA per loro ci saremo sempre!! Zipponi dice - In conclusione non c'è un padrone del partito né tanto meno di
Liberazione e non esiste una chiesa con sacerdoti che dispensano la
"linea"... Ah
no? E allora spiegami come mai il 30 Ottobre all'indomani degli scontri
a Roma LIBERAZIONE apriva a tutta pagina con una Poesia di Nichi
Vendola? Come mai il fatto che il Compagno Yassir Goretz fosse stato
arrestato IL NOSTRO GIORNALE lo ha relagato in terza pagina? Come mai anche oggi LIBERAZIONE hanno risalto gli argomenti cari alla Mozione 2? Perchè
tutti i giorni c'è Nichi Vendola e non Walter De Cesaris? Nichi Vendola
non è forse uguali a tutti gli altri? Non è il Segretario, ha perso va
trattato come gli altri!! Scommeti
che se guardiamo gli archivi di Liberazione, quando ancora esistevano
le vecchie mozioni l'allora Mozione 2 guidata da Grassi, non aveva lo
stesso risalto vostro? Zipponi dice - due proposte radicalmente diverse: una è per costruire una grande forza unitaria di sinistra che ambisce a
governare i processi di trasformazione, l'altra è concentrata nella
costruzione di un altro partito comunista. Mi
risparmio di farti la ramanzina perchè secondo me è presuntuoso
rivendicare Governo a circa il 3%, ma che male c'è a essere Comunisti
in un Partito Comunista? Eppoi sono stati gli elettori a giudicare il Governo di Rifondazione a tal punto da CACCIARCI dal Parlamento, ti pare poco? Questo movimento si chiama RIFONDAZIONE COMUNISTA, forse ti sfugge. Zipponi dice - ...E' possibile impegnarsi in un confronto dialettico con le idee di Piero Sansonetti senza rispondergli con un "vattene"?... Perchè
io non posso chiedere le dimissioni di un direttore di un quotidiano
politico comunista del partito della rifondazione comunista dal momento
che lui si dichiara NON comunista e che deliberatamente sceglie la
linea politica editoriale el giornale che oltre a fargli comodo non
corrisponde alla linea politica del partito! Basta prendere gli archivi e si nota che lui da risalto a tutto ciò che vuole Lui! Forse
non avete capito, la maggior parte di noi non ragiona in temrini
politici come voi, ma è gente semplice. Ha tutto il diritto di chiedere
una nuova gestione anche del giornale del partito, di quella testata
che assieme alla sinistra arcobaleno ha fallito alle elezioni di
aprile, ma che ancora prima ha smesso di ascoltare e ha cominciato a
dare leizoni. Io sono stufo di leggere liberazione e leggere quali sono le mie necessità! Non è così, non vogliamo essere
presi per scemi, lo fa già Berlusconi, non lo permettiamo a Sansonetti! L'andare
olte di Sansonetti, lo ha spiegato lui ed è chiaro, inutile che tu lo
rispieghi è un tentativo di dirci quali sono le necessità di
rifondazione oggi, invece di ascoltare i territori, si tenta di
militarizzare... Zipponi dice - ...Un nuovo modello di sviluppo, il dramma ambientale, i diritti di
milioni di migranti e precari sono punti fondamentali per dare un
futuro a un nuovo movimento operaio... Bei
propositi, davvero, ora voglio sapere da te come si fà con il 3% in un
ipotetico governo a decidere o più semplicemente incidere NOI su tutte
queste cose. Ad esempio perchè la Sinistra(arcobaleno) che era circa al
10% al quando era al Governo non agito contro lo smantellamento del
trasporto merci su strada ferrata? Perchè in materia ambientale fu
concesso l'incentivo a rottamare l'auto, rinunciando a tassare i SUV,
ma andando a colpire le auto euro2 che sono quelle vecchie che per
paradosso sono quelle dei poveracci? Perchè quella Sinistra non si è mai imposta e ha sempre chinato la testa alle necessità di Confindustria? Logica vuole che dopo una Governo così deludente, anche una sinistra mediocre avrebbe preso almeno
il 5%...invece non è bastata la sua unione per salvare almeno 1 scranno!! Gli
italiani hanno bocciato la Sinistra Arcobaleno e hanno proprio detto
cacciandoci dal parlamento, che noi così non serviamo o siamo
alternativi oppure staimocene a casa. Comunque
credo che Rifondazione possa andare al Governo, col 50,1% dei consensi,
anche perchè al quel punto non servirebbe più stare all'opposizione. Zipponi dice -E come faccio a costruire un dialogo se a Piero Sansonetti e ai
giornalisti di Liberazione si vuole impedire la libertà di parola? Perchè
lui cosa fà? Non sceglie la linea editoriale del partito? Non ha forse
oscurato il fattaccio che ha riguardato Yassir relegando l'accaduto a 2
righe in un articolo? Ha oscurato la ragedia di un compagno!! Un compagno responsabile del Partito viene picchiato e arrestato e io in prima pagina mi trovo una poesia di Nichi Vendola? E di tutte le lettere che riceve, non è forse lui a dcidere quali pubblicare e quali no? E durante il congresso non era forse lui a dare gli spazi alle Mozioni? Ad ogni modo lui è il Direttore, viene PAGATO per dirigere Liberazione, quindi la sua
esposizione può essere anche duramente criticata. Vedo che nonostante ciò lui resta in sella alla sua posizione, evidentemente gli và bene così Saluti
Vanno dicendo una marea di Bugie, sanno a chi
vogliono colpire, creano servizi ad'arte sguinzagliano la polizia
contro gli studenti, vogliono avere la ragione quando non c'è l'hanno!!
Hanno
invaso i talk show coi loro tirapiedi, guardano l'italiano medio e gli
dicono che chi si ribella dall'essere schiavo è solo pigro!!
Loro,
quelli che ci governano che prendono soldi dei dipendenti pubblici e di
quei pochi che pagano le tasse e li regalano a banche e
imprese...eppoi con sferzante gettito di veleno attaccano chi sta
difendendendo il proprio diritto a esistere...
Ci troviamo
difronte alla nuova Classe dirigente, infarcita di Fascismo e
populismo, che ha smesso i panni del Cristianesimo per dirci che gli
Uomini non sono tutti uguali, ma essi in base al loro stato sociale
sono più o meno degni di esistere.
Sia chiaro la lotto
studentesca ha un solo obbiettivo, che la meritocrazia sia in fine
compiuta perchè solo una scuola PUBBLICA di livello quantomeno
sufficiente può liberare ogni ragazzo dotandolo di quegli strumenti
utili a conquistarsi il futuro.
Basta con le cazzate che
raccontano questi ministri ricchi, così ricchi che manco hanno
studiato, che il titolo se lo sono comprati, che tentano di
intimidirci. I senatori del PDL vanno a dire in giro che non è giusto
che tutti vadano all'università, che è giusto che possa essere laureato
SOLO chi è d'eccellenza...ma questo chi è che lo decide?
Quali
sono i criteri che questa gente adotta? A quanto pare chi sarà povero e
farà tanti sacrifici per avere un pezzo di carta chiamato Laurea sarà
costretto a rinunciare...intanto chi ha le mani in pasta avrà più
facilità a sistemare i propri cari.
Se l'Università
diverrà privata, chi garantirà le borse di studio? Chi assicurerà che i
posti di lavoro saranno garantiti per ,erito e non per raccomandazione?
Un'istituto privato NON deve render conto di concorsi pubblici o di
garantismo, potrà operare tagli indiscriminati, assunzioni dubbie e
quant'altro...di più antilibertario...
E quel gruppo
forte in tutte le facoltà, che noi universitari conosciamo bene che
beneficia di tante cose che gli altri studenti normali non hanno, loro
perchè anche questa volta stanno con Berlusconi? Chiedete chi sono...
Non fatevi ingannare da quella gente siate fiduciosi nei Giovani!!
ho il piacere di avere chiuso il mio secondo giorno in una città che mostra la sua voglia di non arrendersi agli sfruttatori!!
Ieri mattina ho partecipato all'Assemblea sull'okkupazione della Ragioneria al "Mossa", mentre al pomeriggio ero al "Gramsci" all'Assemblea dibattio che ha dato il via all'okkupazione del Classico.
Intanto prosegue anche nella Stazione dei Treni di Oristano il Sit - In di protesta degli Operai della Geas che rischiano il licenziamento, senza giusta causa. Il 27 ho partecipato alla vertenza assieme al Consiliere Regionale di Rifondazione, Paolo Pisu.
Con orgoglio i GC sono impegnati su tutti i fronti Scuola - Lavoro in testa!!
Oggetto : L'On. Paolo Pisu incontra i lavoratori
GEAS/Trenitalia alla stazione di Oristano epreannuncia lettera al
Presidente Soru e agli Assessori Broccia e Congera .
L'On. Paolo Pisu, consigliere regionale del
Partito della Rifondazione Comunista, ha incontrato i lavoratori della GEAS,
l'azienda che gestisce l'appalto per la pulizia dei vagoni e delle officine
Trenitalia di tutta la
Sardegna.
L'incontro è avvenuto questa mattina presso
la stazione ferroviaria di Oristano, dove da alcuni giorni è attivo un presidio
permanente dei dipendenti GEAS per protestare contro i licenziamenti
preannunciati dall'azienda.
La
GEAS, che fa capo al gruppo Mazzoni di Piacenza, si aggiudicò
la gara d'appalto nel 2006 ; nelle scorse settimane ha richiesto l'ennesima
riduzione del personale : il licenziamento di 39 dipendenti, a cui ne
verrebbero aggiunti altri 10
in una fase successiva. La motivazione addotta
dall'azienda consisterebbe nella diminuzione del lavoro da svolgere, con il
conseguente mancato pagamento da parte di Trenitalia dell'importo previsto nel
capitolato d'appalto. Tutto ciò causerebbealla GEAS perdite quantificabili nell'ordine di circa 800 mila euro
l'anno.
Tale motivazione, secondo quanto riferito dai
lavoratori e dai rappresentanti sindacali (presenti Vanda Meloni, segretaria
provinciale FILT-CGIL, e Giorgio Murtas, referente territoriale SALPAS-ORSA),
apparirebbe poco credibile e per taluni aspetti perfino sospetta, considerato
che non esisterebbero prove della diminuzione quantitativa del lavoro e la stessa
Trenitalia sostiene che i pagamenti previsti sono regolari e che si sta
rispettando l'importo di 3 milioni e 800 mila euro previsto nella commessa ; in
altri termini non ci sarebbe personale privo di lavoro da svolgere, tanto che
il fermo di alcuni lavoratori ha determinato disagi immediati. La riduzione del
personale porterebbe l'organico da 119 a 70 lavoratori : questa cifra è
notevolmente inferiore (quasi il 50% in meno) rispetto alla quantità di
manodopera garantita dalla GEAS nel capitolato d'appalto, in cui erano previste
137 unità lavorative, assunte con contratto a tempo indeterminato di “attività
ferroviaria”.
Non è la prima volta che l'azienda chiede una
riduzione del personale : subito dopo l'aggiudicazione dell'appalto era stata
effettuata una riduzione, concordata con sindacati e lavoratori attraversoforme di prepensionamento e mobilità lunga,
da 137 a
119 unità lavorative ; il sospetto è che GEAS abbia deciso di tagliare
ulteriormente il personale per poter ridurre la propria offerta, garantendosi
un maggior profitto con la prossima, imminente, gara d'appalto. Infatti
l'attuale appalto sarebbe già scaduto da alcuni mesi, ma l'azienda avrebbe
aderito ad una proroga concessa da Trenitalia, che consente a quest'ultima di
uniformare l'indizione delle gare a livello nazionale. Ma se così fosse,
sostengono i lavoratori, che interesse avrebbe la GEAS a prorogare il proprio
appalto in presenza delle citate perdite per 800 mila euro l'anno ? A
rimetterci sarebbero sempre e comunque i lavoratori, che, una volta licenziati,
non avrebbero diritto ad essere ricollocati col nuovo appalto o in presenza di
un eventuale nuovo gestore.
Il consigliere Pisu, dopo aver ascoltato le
considerazioni di lavoratori e sindacalisti, ha espresso la più ampia solidarietà,
sua e di tutto il gruppo del P.R.C. , ed ha assunto l'impegno di portare il
problema all'attenzione delle istituzioni regionali, attraverso una lettera che
già domani invierà al Presidente Soru e agli Assessori Broccia e Congera,
affinché si ricerchino tutte le soluzioni necessarie ad evitare la perdita di
questi importanti posti di lavoro.
Car* Compagn*,
scusate ma non reggo l'ennesima provocazione del Direttore di Liberazione.
Lui è stanco inutile, continua, sproloquiare ignorando liberamente che i Comunisti hanno scelto di Essere Comunisti.
Perchè
è curioso che nonostante la maggior parte degli iscritti a
Rifondazione, sia pure nelle loro differenze, hanno scelto di restare
uniti sotto la Falce de il Martello debbano ancora sentirsi in Campagna
Congressuale e avere uomini settari che continuano a predicare qual'è
la scelta migliore per la nostra soprevvivenza.
Piero Sansonetti è
il Direttore del Quotidiano di Rifondazione nella Catastrofe di Aprile,
lui con la sua direzione di questo giornale ha quantomeno
responsabilità, più o meno come altri, nella conduzione della campagna
elettorale del Partito che ha sancito la Sconfitta del Progetto
Sinistra Arcobaleno.
E nonostante Lui navigato uomo di Sinistra
critichi la Destra Italiana per il suo despotismo, è ancora in sella a
Liberazione, influenzandola spudoratamente verso quelli che sono i suoi
orientamenti.
Lo schifoso articolo di oggi 17 ottobre è una prova tangibile della sua stanchezza politica e direttiva.
La
critica senza pudore a chi per la prima volta guida il Partito e la
miserabile difesa di chi ha condotto la Sinistra Italiana all'uscita
dal Parlamento.
Il Direttore di Liberazione è esattamente quello per
la quale tanti Compagn* hanno combattuto durante quest'ultimo
congresso, la stanchezza e la vecchiaia di un gruppo dirigente che nel
bene e nel male non ha mai ceduto di un passo alle effettive esigenze
delle popolazioni.
La mia prima tessera la feci nel 95 allora era
segretario Bertinotti avevo 17 anni. L'ultima mia tessera firmata da
Giordano ha visto Bertinotti nostro candidato Premier...ora di anni ne
ho 30.
Allora io mi chiedo è possibile che in 13 anni Rifondazione
non sia stata in grado di superare Bertinotti? E' tuttavia possibile
che se lui venga (passatemi il termine) spodestato le persone a lui
vicine comincino con la rappresaglia?
Fausto l'ho ammirato e tuttora provo stima per lui, ma non riesco più a sopportarlo.
Che lui lo voglia o no ha caratterizzato Rifondazione dalla sua nascita alla fine della sua prima fase.
Così
gente come me, che NON ha mai militato nel PCI, ma che ha cominciato
l'attività nel PRC si sente comunista esattamente come quel simbolo
Falce e Martello stà a indicare.
Per noi COMUNISTI non è una
questione ideologica, ma uno stile di vita, l'idea che il Capitalismo
renda tutto effimero e passeggero ci da la forza di combattere
quotidianamente perchè anche NOI vogliamo la realizzazione del nostro
ego; non in senso materiale ma nel senso dei sentimenti.
E'
quell'idea che i COMUNISTI lottano anche dentro un bus cittadino non
celando le loro idee, ma che che con occhi fieri parlano coi loro
simili indicando che esiste una via che può rendere migliore questo
mondo, dove la ricchezza non è avere soldi, ma poter godere di quel che
la vita ti offre.
Che
tristezza sentire Bertinotti e Sansonetti dire che oggi COMUNISTA non
si può dire, denota vecchiaia, stanchezza...pena per dei signori
anziani che probabilmente alla loro età vogliono ancora dare un senso
alla loro esistenza.
Meno male che ancora c'è chi và nei bar a
parlare della possibilità di un mondo migliore, non saranno come
Sandino o Zapata, ma la luce negli occhi è quella.
Caro Direttore,
se
ha vinto la Falce ed il Martello e se a Roma ervamo 300000 mettiti il
cuore in pace e supera tu l'idea dell'Arcobaleno e accetta i Comunisti
per quello che sono Comunisti.
Sono sicuro che quando sarà il
momento sapranno trovare la via che li riporterà più forti di prima e
stai tranquillo quella NON sarà la Strada che il buon Fausto Bertinotti
ci ha lasciato in eredità.
Non è una risposta vera, però volevamo invitare tutti a partecipare a
questa iniziativa che abbiamo messo in piedi proprio in vista dello
scipero del 17 Ottobre,
saluti comunisti Laura Stochino
Il Circolo PRC "A. Gramsci" di Cagliari vi invita all'iniziativa:
DIFENDIAMO LA SCUOLA PUBBLICA
DALLA MINISTRA GELMINI!
==============================
ASSEMBLEA POPOLARE E DIBATTITO
CONTRO I TAGLI ALL'ISTRUZIONE E ALL'ORARIO SCOLASTICO
MERCOLEDI' 15 OTTOBRE 2008, ORE 17.30
CAGLIARI, GIARDINETTI VIA BRIANZA
(fronte mercato di Via Quirra, dietro Scuola Media Statale)
Come membro del CPF provinciale oristanese e appartenente al defunto
5° documento vorrei sottolineare i motivi che non mi porteranno a
sostenere nessuna Segreteria senza una chiara linea politica.
Da
troppo tempo ormai Rifondazione nella nostra provincia, così come nel
Capoluogo sta subendo un tracollo verticale, cioè precipita sempre in
un anonimato che rende davvero ancor più triste il fatto che questo
partito sià in linea diretta il principale erede del pensiero di
Gramsci. All'ultimo CPF si respirava un belò clima da Siberia
Stalinista, dove due blocchi contrapposti hanno evidenziato troppe
irresposnabilità alla fazione avversaria...insomma niente di nuovo.
Quel che mi ha lasciato basito è stato il fatto che nessuno di noi
abbia pensato che fosse giusto arrivare all'elezione del futuro
segrtario con un programma certo e chiaro. E' stato fatto un nome, di
un compagno che sicuramente esperto e adatto a questo ruolo, però
chiamato in causa ha dovuto più difendere se stesso e la sua buona fede
che parlare effettivamente di politica.
La politica appunto,
quello che manca da troppo tempo, che dovrebbe riportare la Sinistra a
incidere nelle scelte delle persone, che dovrebbe nel campo dare una
risposta di Alternativa di Società così come tanto tempo fà diceva
Fausto Bertinotti. Possibile noi Compagni della provincia col più alto
numeo di Fascisti e Democristiani riciclatisi sotto l'insegna del
Neoliberismo, non riusciamo davvero a trovarci utili in tutte le
componenti di un CPF per non parlare poi del funzionamento dei Circoli
e dei Giovani Comunisti?
E' necessario vincolare le Segreterie
tutte ad un PROGRAMMA, siano esse di Circolo siano esse di Federazione
e Regionali, in quanto è giusto dare la possibilità alle maggioranze di
operare e alle opposizioni di opporsi. A Chianciano è stata trovata una
sintesi di 4 documenti che tra l'altro hanno sottolineato che NOI
RIFONDAZIONE ripudiamo il leaderismo...questa è appunto la messa in
campo di un nome (o di un manipolo di oligarchi) che agisca come
garante della genuinità dell'azione politica. Se ignoriamo questo
punto, stiamo in primis ignorando il Congresso più dilagnante della
nostra storia e in più staimo esponendo un Compagno a critiche verso la
sua persone e non verso la sua funzione di Segretario.
Se noi ignoriamo tutto questo, Chianciano NON è servito a nulla.
Così
la Mozione 5 (insieme ad altri) sta lavorando ad un Documento che
sosterrà al prossimo CPF e sulla quale sarà (si spera) votata la
Segreteria Provinciale al quale, anche se richiesto, sempre la Mozione
Numero 5 NON PRENDERà comunque parte.
In ballo c'è una funzione
di Partito troppo importante che dia all'organo CPF stesso un ruolo
centrale che sia di coordinamento per i circoli sparsi sul territorio,
che sostenga sempre i Giovani Comunisti, ma non solo.
Così è importante cambiare radicalmente l'operato svolto fin qui, che vede logiche individuali prevalere sul collettivo.
Si è svolto Venerdì 26 Settembre il primo CPF dopo il Congresso di Chianciano. In un clima veleniggero si sono tirate fuori tutte le ragioni cui, secondo i presenti, questa formazione politica sia alla frutta.
Così il 3° e il 2° Documento, hanno fatto una stabile alleanza, conquistando la Maggioranza relativa e proponendo immeditamente il Segretario Provinciale. Proposta ritenuta insoddisfacente dal 1° e 5° documento (assente il 4°) che per protesta hanno abbandonato la sala facendo mancare il numero legale.
A questo punto tutto è rimandato al prossimo CPF, che dovrà eleggere il Segretario; il 4° e 5° Documento proporranno l'elezione di una Segreteria sulla base della Linea Politica di Chianciano; il Manifesto per ora abbozzato, sarà presentato alla platea a tempo debito. Appare possibile il dialogo con la Mozione 1, meno con la 3 e la 4.
A quanto pare il Partito è profondamente diviso e se è vero che qualcuno ha urlato "Scissione, Scissione" e da quanto ha detto Vendola....appare evidente che una parte consistente di Rifondazione già non si sente più di dentro il Partito e reputa quelli che hanno scelto altre strade in maniera molto triste e lontano dalla realtà.
Ripartono il dibattito politico dentro Rifondazione e nella sinistra e
il confronto sulla prospettiva. Questo è un fatto positivo se non si
tratta di una discussione astratta e si connette alla ripresa di una
mobilitazione nel Paese.
La mobilitazione sindacale e il primo
appuntamento generale dello sciopero del 17 ottobre, la questione
Alitalia, le vertenze contrattuali di importanti categorie, i contrasti
sulla trattativa più generale sul modello contrattuale, l'esplosione di
una mobilitazione del mondo della scuola contro i progetti del governo
parlano di una possibilità di riavviare un conflitto generale.
Una
possibilità, niente di più di questo, l'apertura di uno spiraglio che è
nostro compito allargare per riprendere il filo di un discorso che
riguarda il futuro di questo Paese.
Qui c'è la connessione tra la
manifestazione dell'11 ottobre e il quadro sociale che si riattiva. Il
tentativo è di mettere la sinistra politica in sintonia con quanto si
muove, anche solo come tendenza, in contrapposizione al governo delle
destre ai suoi progetti.
E' stato detto che una manifestazione dura un giorno e esprime un senso
politico se è dentro un percorso che indica un progetto e una direzione
di marcia.
E' stato avanzato un paragone con la manifestazione del
20 ottobre dello scorso anno. Un paragone improponibile perché in mezzo
è cambiato il mondo. E non parlo solo del risultato elettorale e il
terremoto che ha sconvolto la sinistra.
La manifestazione del 20
ottobre è stato l'ultimo sussulto della sinistra dell'Unione con
l'obiettivo estremo di condizionare l'azione del governo sul tema
decisivo dell' uscita dalla precarietà. Aveva una grande forza perché
suscitava una grande attesa: la promessa del cambiamento che era
possibile grazie al ruolo svolto della sinistra dentro la coalizione.
Il movimento era la spinta necessaria per questa ultima disfida dentro
un campo di alleanze, giudicato come necessario per scalare il tema
arduo dell'efficacia. E' la sconfitta di quell'illusione che ha
determinato il crack e il grande crollo. Invito a diffidare di una
discussione astratta che sfugge da questo dato di contenuto
fondamentale.
Prima dei contenitori, c'è il contenuto. Prima del
problema se la sinistra arcobaleno trasmettesse o meno un progetto
generale, fosse stata scelta per convinzione o per necessità, fosse un
burocratico assemblaggio di gruppi dirigenti dei partiti e non un
movimento, c'è ne è un altro che è il tema di fondo, ovvero la
sconfitta verticale della sinistra dentro l'alleanza dell'Unione,
l'incapacità (o l'impossibilità?) di determinare un cambiamento dentro
quel quadro di alleanza. L'Unione per la sinistra è stato come la tela
del ragno per la mosca. Per questo, trovo totalmente sbagliata la
domanda se e quanto la manifestazione dell'11 ottobre parla alla piazza
del 25 ottobre del Pd.
Ogni piazza parla al Paese intero e non
risponde ad un'altra piazza. Basta con il minoritarismo introiettato
come un virus che uccide la nostra autonomia. E' morto il re, evviva il
re! Tradotto: l'Unione è finita, la stagione del centro sinistra si è
conclusa, si apre un nuovo ciclo.
Noi non ci definiamo, né in una
prospettiva di nuova alleanza, né in contrapposizione al Pd. Siamo
un'altra cosa. Il punto dell'11 ottobre è questo e questa è anche la
sua ambiguità. Uso il termine ambiguità non con una accezione negativa
ma proprio in quella di una compresenza e di una doppia possibilità di
risoluzione. C'è dentro alla sinistra chi pensa alla ricostruzione in
forme nuove dell'alleanza di centro sinistra come prospettiva e chi,
invece, pensa che quella sia la morte della sinistra e della sua
autonomia e che occorra lavorare per un'altra prospettiva: la
costruzione dell'alternativa e la rottura del sistema bipartitico e
bipolare.
Questo è il vero spartiacque e non la retorica costruzione
di identità astratte e senza contenuto, sia questa la costituente della
sinistra, l'unità comunista o altra diavoleria. Dimmi che vuoi e che
fai e ti dirò chi sei!
Sono contrario al partito della sinistra che
propone Mussi per un punto di contenuto fondamentale, che Mussi
onestamente ripropone nella sua intervista: il tema del governo e del
rapporto tra la sinistra e il governo. E' lo stesso punto sul quale c'è
stata la scissione del 1998. Per questo sono altrettanto contrario a
ogni ipotesi di unificazione comunista basato sul fatto che sarebbe
incomprensibile l'esistenza di due (non sono di più?) partiti
comunisti.
Abbiamo detto, investire su Rifondazione Comunista non
per orgoglio di partito o un ridicolo istinto di autosufficienza ma per
investire su un progetto politico, quello della costruzione di un campo
della sinistra di alternativa. Dobbiamo continuare questa discussione
come epigoni di una discussione scolastica che si ripete sempre uguale
a se stessa? Io penso di no. E, invece, di scambiarsi accuse e di
mettere le pagelle o con una matita segnare i buoni e i cattivi,
sarebbe meglio sfidarsi dentro il concreto della mobilitazione sociale.
In
questo senso, avanzerei una sollecitazione: non parlare della
manifestazione dell'11 ottobre e basta. Occorre parlare almeno della
mobilitazione d'autunno e di come siamo in grado, con l'11 e oltre l'11
ottobre, di innervare una campagna politica che abbia un carattere di
continuità e sappia trovare sinergie con lo sviluppo del movimento
sindacale e sociale.
Ultime due notazioni Vedo che per accusare il
gruppo dirigente del Prc di settarismo e chiusura in nicchie
identitarie, alla fine si fa sempre riferimento al Pci e alla sua
storia. Cioè, riproponendo uno schema del passato. Per favore, si
critichi naturalmente, ma guardando all'oggi e alle scelte che si
fanno. Tra le accuse più veementi, leggo quella della ricerca di una
identità comunista "vai a sapere quale oggi". Mi dispiace proprio che
questa critica venga da un compagno iscritto al nostro Partito che
forse ancora non si è accorto che ci chiamiamo Rifondazione Comunista e
come declinare oggi, nelle contraddizioni del nuovo millennio, questa
cultura politica, non dovrebbe proprio essere un fastidio ma costituire
il cruccio fondamentale di una ricerca e di una sperimentazione.
Sulla base dei dati riportati dal WTO e dall'ONU (in sigla TPI) il Trade Performance Index, ne è scaturito che l'Italia è ai vertici della Classifica Mondiale dei paesi più attivi nel Commercio con l'Estero.
Addirittura la Fondazione Edison elaborando i dati ricavati dall'indice si nota che l'Italia è 2a dietro al Germania tra i paesi più competitivi nel commerico mondiale mentre risulta 1a in 3 settori: tessile - abigliamento - calzature.
Un altro studio autorevole di Mediobanca dimostra che i 50 maggiori gruppi Italiani hanno chiuso il 2007 con 48,2 miliardi di euro contro i 18,2 del 2003.
Questi dati estrapolati da un articolo uscito su un giornale filogovernativo dimostrano come in Italia vi sia un gioco perverso che voglia ridurre gli italiani allo stato di bisogno e dunque favorevoli allo sfruttamento. E' infatti proprio quest'aricolo che evidenzia l'alto costo del lavoro nel nostro paese auspicando che il Governo porti a compimento l'azione già avviata. Ancora l'articolo rafforza l'idea di affidare ai Grossi Gruppi Capitalisti l'intero sistema italiano auspicando che il Governo faccia la fine di pura amministrazione utile a alla solamente alla guida degli investimenti di questi.
Intanto il prezzo del Pane sale, le famiglie arrancano, ma il loro torpore viene alleviato dalla TV sempre più rassicurante che il Centrodestra ha risolto con un colpo di spugna questi problemi. A fronte di questa super crescita tutta italiana come mai in posti come Oristano (uno dei tanti) la disoccupazione è in forte crescita? Perchè a nessuno viene in testa di operare una redistribuzione degli utili a pannaggio dei Poveri, ma sempre e solo in favore dei Ricchi? Il trend evidenziato dai Grossi Gruppi italiani non è novità, ma è da tempo che si verifica, è una scelta tutta italiana che ha deciso di disinvestire sulla tecnologia e sul proprio paese, ma sul lusso e sulla stratificazione sociale.
Quel che appare strano è che con la ascesa
di popolarità di questo governo salga proporzionalmente pure la
sfiducia in un futuro migliore per se stessi e per i propri figli.
L'ottimo lavoro di antimarxismo e disillusione sociale, che comporta il
principio dogmatico sulla razione, sta portando tanta gente scaltra a
realizzare con profitto i suoi obbiettivi, lasciando alle classi
sottosviluppate il compito di un conflitto sociale tra poveri. E'
singolare come un italiano sia sensibile ai ROM, nel senso che li
vorrebbe vedere distrutti, mentre sia indolente alla sicurezza sul
lavoro. Peggio ancora è pressocchè impossibile dialogare coi Post
Anticomunisti. La storia della Sinistra Italiana è stata riscritta,
cancellata nelle sue parti più importanti per la nostra Nazione e
reinventata ad hoc.
Comunismo oggi vuol dire Goolag, morte...solo che in Italia e in Occidente ha significato dignità Operaia, lotta alla condizione di Proletariato, difesa dei diritti, ma non solo...
L'Italia
di oggi è esasperante dove i modi di dire e le dicerie di quartiere
hanno la possibilità di demolire Uomini veri che hanno sacrificato la
propria vità per la Libertà. Esempio PLATEALE della condizione di
salute del nostro Paese sono Tangentopoli e Calciopoli ovvero 2
"scandali" distorti ad arte che non sono serviti a processare chi ha
sbagliato, ma a creare un nemico pubblico a demonizzarlo e alla fine a
demolirlo. Intanto gli accusatori si sono sostituiti ai "corrotti"
peggiornadone la politica e creando un senso comune ancor più distorto.
Intanto i Potenti proseguono nel loro disegno di dominino. E
ricordate la I legge della termodinamica "nulla si crea, nulla si
distrugge, ma tutto si trasforma" ergo se esistono i Ricchi è perchè ci
sono TANTI poveri.
La riforma della Scuola che si appresta a varare il Governo
Belrusconi è l'ennesima polpetta avvelenata buona per la TV, ma
sicuramente inutile per il Popolo Italiano.
L'altro giorno la
Ministra della Pubblica Istruzione parlava con la sua tipica aria di
superiorità della Scuola Pubblica ovvero una di quelle tante
istituzioni che la Politica Occidentale vuole a tutti i costi
distruggere. Si perchè in un mondo che vorrebbe normalizzare anche la
privatizzazione dell'Aria e dell'Acqua la "proprietà" pubblica
efficiente sarebbe solo un ostacolo. Ma tornaimo a noi...conoscete la
Scuola Media Numero 4 di Oristano? E quella che dovrrebbe dare
l'istruzione ad uno dei quartieri più popolosi di Oristano...invece
spesso non ci riesce e sapete perchè? Semplice i ragazzi abbandonano! E
la colpa, mi dispiace dirlo al caro ministro Brunetta, non è dei
Docenti!!
La Scuola da tempo ha perso la sua funzionalità di
istruire e dare la possibilità di un futuro migliore, ma con i 3 punti
della Ministra la selezione sarà esasperata; come si fà a giudicare chi
di quel giudizio non frega nulla? La meritocrazia stile americano tanto
decantata da questo Governo non è tanto chiara alle famiglie italiane
che amaliate dal fascino del Cavaliere pensano davvero che lui sia unto
dal Signore...sarà ma poco che abbiamo oggi sarà pagato a caro prezzo
dai nostri figli domani. Spiegando terra terra il concetto è questo:
hai soldi? Vai avanti e sogna il futuro; non hai soldi? Tanti saluti.
Non ci credete? Va bene!
Perchè un ragazzo non deve essere più solamente indirizzato (si parla di elementari e medie), ma deve essere
associato ad un numero? Un giudizio è come un back ground del ragazzo,
indaga a fondo nei suoi comportamenti unitamente al suo rendimento
scolastico. Da un professore ad un altro leggere un profilo è avere
un'idea più ampia su chi ci si trova difronte. Un numero invece è
asciutto decidere se un bambino di 6 anni è da 10 o da 6 è un crimine;
certo è la rivoluzione culturale che questa gente sta portando in
avanti, ma chi sicuramente sarà svantaggiato da questa riforma saranno
tutti quei bimbi o ragazzi con storie difficili alle spalle. Parlo di
quelli che abitano nei quartieri popolari fatti di gente che in
generale ha poco e che certo non ripone il futuro dei figli
nell'istruzione. E' l'attuazione della RIVOLUZIONE ARISTOCRATICA che formalizza le Classi Sociali e che nasconde dietro il Bullismo lil disagio sociale.
Se
si voleva vera riforma della scuola allora si sarebbe dovuto investire
in essa ovvero "spendere" per offrire un'istruzione migliore e
veramente efficiente!! Ma questo sicuramente nell'agenda di quelle
stesse persone che felicemente favorirebbe il dominio delle Scuole
Private.
Così una scuola all'insegna del risparmio fa felici
tutti...tranne quelle persone avranno il futuro bruciato...siamo alle
solite vengono spacciate delle riforme epocali come affari che
risolleveranno l'Italia dal Pil sotto zero; più probabile che sia
l'ennesima cambiale che ci stà venendo fatta firmare.
Questa
gente la butta tutto sull'unico valore che noi purtroppo riconosciamo
più importante il Denaro e noi poveri Cristiani ancora ci fidiamo che
risparmiare sulla libertà farà diminuire il prezzo del Pane...
1
Il Congresso considera chiusa e superata
la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il PD nella
fallimentare esperienza di governo dell’Unione, dalla presentazione
alle elezioni della lista della Sinistra Arcobaleno e dalla sbagliata
gestione maggioritaria della direzione del partito.
Il Congresso prende atto che nessuna delle mozioni poste alla base del VII Congresso nazionale del PRC è stata approvata.
Ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista.
Respinge la proposta della Costituente di sinistra e
qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra
formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo
aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa.
2
Il rilancio del PRC deve essere caratterizzato in
primo luogo da una svolta a sinistra. L’esperienza di governo
dell’Unione ha mostrato l’impossibilità, data la linea del PD e i
rapporti di forza esistenti, di un accordo organico per il governo del
paese.
La sconfitta delle destre populiste e della politica
antioperaia della Confindustria è il nostro obiettivo di fase. A tale
fine, la linea neocentrista che caratterizza oggi il Partito
Democratico è del tutto inefficace e sarebbe quindi completamente
sbagliata la proposta di ricostruzione del centro sinistra; ci
ridurrebbe in una collocazione subalterna all’interno di un contesto
bipolare.
Al contrario è necessario costruire l’opposizione al governo
Berlusconi, intrecciando la questione sociale con quella democratica e
morale, in un quadro di autonomia del PRC e di alternatività al
progetto strategico del PD.
E’ importante recuperare l’idea che l’opposizione non è una mera
collocazione nel quadro politico ma si configura come una fase di
ricostruzione, di radicamento e di relazioni sociali, di battaglia
culturale e politica. Nella crisi della globalizzazione capitalistica
l’alternativa la si costruisce nella lotta sociale e politica contro il
governo Berlusconi, i progetti confindustriali e le visioni
fondamentaliste e integraliste. Dentro questa prospettiva è
indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una
collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste,
di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si
muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali,
sindacali e culturali.
3
Il rilancio del PRC parte dalla ripresa dell’iniziativa sociale e politica.
La promozione di lotte, la costruzione di vertenze, la ricostruzione
dei legami sociali a partire da forme di mutualità, sono indispensabili
al fine di qualificare dal punto di vista dell’utilità sociale il ruolo
storico dei comunisti e della sinistra. Così come sono elementi
necessari per valutare l’efficacia della nostra presenza nelle
istituzioni e per ribadire la nostra alterità e intransigente
opposizione rispetto alle degenerazioni della politica. Anche in vista
delle prossime elezioni amministrative, ferma restando la piena
sovranità dei diversi livelli del partito, anche alla luce
dell’importanza assunta dai governi locali nel dispiegarsi di politiche
di sussidiarietà, privatizzazione e securitarie, è necessario
verificare se gli accordi di governo siano coerenti con gli obiettivi
generali che il partito si pone in questa fase.
La lotta contro la manovra economica antipopolare del
governo delle destre, l’opposizione alle iniziative razziste e
discriminatorie contro i migranti e i rom, il contrasto ai progetti di
attacco al pubblico impiego e alla pubblica amministrazione,
l’opposizione alla controriforma della giustizia e la questione morale,
rappresentano terreni decisivi di iniziativa, di mobilitazione e di
allargamento di un movimento di massa contro le politiche del governo.
E’ quindi necessario, fin da subito, che il nuovo gruppo dirigente del
partito lavori ad ogni possibile forma di coordinamento della sinistra
politica, sociale e culturale al fine di mettere in campo la più ampia
e forte mobilitazione contro il governo e la Confindustria. In questo
quadro è necessario lavorare per la realizzazione di un nuovo 20
ottobre, una grande manifestazione di massa e una campagna politica di
autunno che, partendo da quanti diedero vita all’appuntamento dello
scorso anno, raccolga nuove forze, in particolare le espressioni di
movimento e di lotta. Rientra in questo percorso l’impegno ad
organizzare per il prossimo autunno la Conferenza Nazionale delle
lavoratrici e dei lavoratori.
Non è però sufficiente una manifestazione; la ripresa di
una iniziativa di lotta, richiede in primo luogo la messa in campo di
una forte iniziativa in difesa delle condizioni di vita e di lavoro
delle classi popolari; dalla difesa dei Contratti Nazionali di Lavoro
alla questione dei salari e delle pensioni, dalla questione dirimente
della lotta alla precarietà all’iniziativa contro la disoccupazione nel
Mezzogiorno, dalla lotta per la casa alla difesa e sviluppo del welfare.
E’ centrale la questione del reddito, a partire dalla difesa del
potere di acquisto di salari e pensioni che va tutelato anche
attraverso un meccanismo di difesa automatica del valore reale delle
retribuzioni e dal tema ineludibile del salario sociale.
Si tratta di terreni decisivi per ricostruire l’unità del mondo
del lavoro, tra nord e sud, tra lavoratori pubblici e privati, tra
italiani e migranti, e per ricomporre le attuali cesure tra lavoratori
garantiti e atipici. Si tratta di declinare queste lotte intrecciandole
al conflitto di genere ed alle relazioni intergenerazionali. Solo la
ripresa del conflitto di classe può evitare che la guerra tra i poveri
prenda piede nel nostro paese, sedimentando razzismo e xenofobia.
Pur nel rispetto dell’autonomia del sindacato, non
possiamo che sottolineare la necessità assoluta che vengano superate le
logiche concertative che hanno reso impossibile la difesa dei
lavoratori e delle fasce a basso reddito. In questo quadro,
riaffermando la necessità di una piena autonomia del sindacato da
partiti, governo e padronato, auspichiamo la costruzione di una ampia
sinistra sindacale che ponga al centro i nodi della democrazia e della
ripresa del conflitto. Così come salutiamo positivamente ogni forma di
coordinamento e di cooperazione nell’ambito del sindacalismo di base.
Riteniamo opportuno favorire ogni elemento di conflitto
dal basso nei luoghi di lavoro, la rinascita di un protagonismo dei
lavoratori e delle lavoratrici, l’emergere di momenti di
auto-organizzazione, tutti elementi decisivi affinché la battaglia
anticoncertativa assuma una dimensione di massa. In questo quadro è
necessario un forte investimento nella costruzione della presenza
organizzata del partito nei luoghi di lavoro.
Intrecciati con la questione sociale in senso stretto,
sono cresciuti nel paese importanti movimenti di lotta su temi decisivi
quali la laicità dello Stato, la difesa della Costituzione repubblicana
e antifascista, il rilancio della scuola e dell’università pubblica, il
diritto alla libertà di orientamento sessuale e la lotta contro ogni
forma di discriminazione, omofobia, violenza alle donne e attacco alle
loro libertà, al diritto di scelta e di decisione sul loro corpo com’è
il tentativo di attacco alla 194 e la legge sulla procreazione
assistita, la difesa dell’ambiente su questioni che interessano
contesti locali ma pongono problemi generali relativi al modello di
sviluppo. Basti pensare alle lotte contro la Tav, contro le grandi
opere, contro la proliferazione di inceneritori e rigassificatori. Si
deve dare un sostegno attivo a questi movimenti lavorando per una
ricomposizione dei conflitti in una strategia globale di
trasformazione.
Diritti sociali, civili, ambientali sono per noi le diverse facce di uno stesso progetto: l’alternativa di società.
In questo quadro il VII Congresso del PRC ritiene necessario il lancio
di una stagione referendaria sulle questioni della precarietà, della
democrazia sui luoghi di lavoro, dell’antiproibizionismo, da gestire
con il più vasto schieramento possibile.
4
Il PRC, riprendendo il percorso cominciato a Genova,
ribadisce la propria internità al movimento mondiale contro la
globalizzazione capitalistica e, in questo quadro, la volontà di
intensificare la collaborazione e le relazioni con i partiti comunisti
e progressisti, con tutti i movimenti rivoluzionari e le
importantissime esperienze latino-americane che si collocano contro le
politiche neoliberiste e di guerra, con i popoli in lotta contro
l’occupazione militare e per l’autodeterminazione.
In Europa, in particolare, lavora ad un rafforzamento
dell’unità delle forze comuniste e di sinistra alternative al Partito
Socialista Europeo, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea
sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria
Europea-Sinistra Verde Nordica, al quale aderiranno i futuri eletti.
Per questo motivo il Congresso dà mandato agli organismi
dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il
simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del
programma che sarà definito nel prossimo autunno. Questa decisione si
deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle
elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra,
sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e
all’impostazione neoliberista e di guerra dell’ Unione Europea. Il
Congresso ritiene gravissima qualsiasi manomissione della legge
elettorale per le europee e impegna tutto il partito a contrastare
questo progetto con il massimo di mobilitazione democratica di massa.
In Italia, in vista del prossimo vertice del G8,
il PRC si deve impegnare, nelle istanze del movimento contro la
globalizzazione, a ricostruire lo schieramento di forze politiche e
sociali che condusse la mobilitazione contro il G8 di Genova, senza
tacere sulle responsabilità del governo Prodi e sull’accondiscendenza
del governo Soru nell’individuazione della sede del vertice in Italia
alla Maddalena.
Il PRC deve impegnarsi,
nell’ambito del movimento pacifista, in ogni lotta contro le guerre in
corso nel mondo, contro la NATO e contro tutte le basi militari
straniere, a partire da quella di Vicenza, e deve impegnarsi per il
ritiro dei contingenti italiani dai teatri di guerra.
5
Il Congresso ritiene necessario rilanciare il partito
e il progetto strategico della rifondazione comunista ed impegna il
nuovo gruppo dirigente a promuovere ed incoraggiare un effettivo e
pluralistico dibattito politico e teorico che prosegua nel segno
dell’innovazione e della ricerca. In questo quadro, la ricerca sul tema
della nonviolenza non riguarda per noi un assoluto metafisico ma una
pratica di lotta da agire nel conflitto e nella critica del potere.
E’ parimenti necessario
rilanciare l’indagine sulla morfologia del capitalismo contemporaneo,
allargare il lavoro di inchiesta sulla nuova composizione di classe e
sulle forme di organizzazione del conflitto.
Il rilancio del partito è impossibile senza la cura del partito stesso.
Il Congresso impegna il nuovo gruppo dirigente a procedere nella
riforma del partito, in particolare mettendo in discussione il
carattere monosessuato e separato della politica, muovendo dalle
indicazioni emerse dalla Conferenza di Organizzazione di Carrara.
E’ necessario impedire ogni degenerazione del partito in
senso leaderistico e plebiscitario ed ogni subordinazione del partito
alle rappresentanze istituzionali e ai rapporti verticistici con altre
forze politiche.
La gestione unitaria del partito, nel rispetto di eventuali dialettiche
interne agli organismi dirigenti a tutti i livelli, deve essere intesa
come partecipazione ai processi decisionali e non come mero diritto di
critica a decisioni assunte da maggioranze o, peggio ancora, da cerchie
ristrette di dirigenti.
La democrazia non è una forma qualsiasi
di funzionamento del partito. Non si deve ridurre alla pura dialettica
tra diverse posizioni né confondere in alcun modo con forme
plebiscitarie di consenso. Il tesseramento deve essere strumento di
partecipazione alla vita del partito, al suo progetto politico e alle
sue decisioni. Non deve mai ridursi a strumento burocratico di conta
interna. La democrazia necessita di partecipazione libera ed informata
alla formazione di decisioni circa gli indirizzi politici di fondo e le
scelte più importanti. In questo quadro la democrazia di genere è
elemento essenziale della trasformazione della società per un mondo in
cui eguaglianza e differenza siano elementi fondativi
dell’autocostituzione di soggettività critiche, consapevoli, sessuate.
Gli organismi dirigenti a
tutti i livelli non devono essere retti da una logica elitaria e devono
essere fondati sul principio di responsabilità. La rotazione degli
incarichi, la non commistione di incarichi di partito con incarichi
istituzionali di governo, il rinnovamento costante degli organismi e il
superamento del loro carattere monosessuato, l’introduzione di codici
etici relativi ai comportamenti connessi ai privilegi sono obiettivi
che il Congresso indica come prioritari al nuovo gruppo dirigente.
Il Congresso impegna
infine il nuovo gruppo dirigente a lavorare, con gli strumenti
opportuni, al miglioramento della formazione di tutti gli iscritti, dai
militanti di base ai dirigenti nazionali”.
E' andata così, come oramai tutti sanno, il PRC ha un nuovo
segretario l'ex Mnistro Paolo Ferrero. Non è stato facile eleggerlo
troppi veti, troppi giochi e tanto veleno durante la fase congressuale.
Già, infatti nessuno ha vinto per superare Nichi Vendola al 47% c'è
voluta un'alleanza di 4 mozioni a raggiungere il 53%. Per chi poi (come
me) ha seguito il Congresso in diretta su Radio Radicale, ha potuto
vedere da subito quali asprezze i delegati hanno tirato fuori. Morale
della favola il PRC ha perso qualcosa...ma potrà ritrovare benissimo
altro.
In effetti era ovvio che si sarebbe arrivato a tanto dopo
una gestione lunga e delle stesse persone come quella che avuto il
nostro Partito, unitamente al tonfo elettorale, molt* compagn* avevano
più di qualche sassolino da togliersi dalle scarpe...così Vendola ha
finito per pagare le colpe dei Padri, un pò per questioni politiche un
pò per colpa sua. Ad ogni modo l'impressione di questi 4 giorni alla
Radio era uno scontro forntale su due linee che probabilmente hanno
poco a che spartire fra loro; ha prevalso il Marxismo, che non credo
sia male per una formazione che si dice Comunista ancora nel 2008. Il
nuovo programma varato da 4 correnti su 5 non mette in discussione la
costruzione della sinistra, ma ne fissa solo i paletti e rilancia la
sfida in chiave Marxista nel nuovo millennio. Certo a 24h dall'elezione
di Ferrero poco si può dire su cosa accadrà e quale sarà il nostro
futuro, ma bisogna essere fiduciosi che qualcosa si muoverà.
Eppoi alle divisioni politche spesso si aggiungono gli antagonismi personali che hanno portato recentemente alla creazione delle varie formazioni comuniste...così la parola UNITà
a Sinistra qui in Italia riesce difficile. E' possibile vederlo nel PDCI
che dopo 10 anni anni abbozza un tentativo di riunificazione proprio col PRC o in
Sinistra Critica che nel suo sito da un giudizio negativo sul 7°
Congresso Rifondarolo. Ma va bene così, daltronde è normale che ciò
avvenga, anzi è proprio segno del dinamismo che contraddistingue anche
la nostra parte...gli scenari NON sono statici.
Ad ogni modo il
problema più grave da superare è quello di riacquistare egemonia culturale, che da troppo tempo
ormai abbiamo lasciato ad altri. Così un compito immediato di Rifondazione è riprendere la
sfida che Gramsci riteneva uno dei cardini per potersi farsi capire
meglio dal Popolo.
Poi quel che succederà molti di noi non lo
possono sapere, ma se alcuni Compagn* sceglieranno altre strade vuol dire
che avranno sentito alrte vocazioni. Ma badate la storia è abbastanza
ciclica, nel 19 - 21 una sinistra divisa consegnò il Paese alla cultura
fascista...
In tempi più recenti le formazioni di Sinistra che
parteciparono ai Governi degli anni 70, 80 e 90, non contrastarono sufficientemente lo stadio embrionale del (Neo) Liberismo (anzi lo favorirono) e il frutto di quelle politiche scellerate le
stiamo pagando oggi, essendo pur passati per Tangentopoli, con la
generazione dei trentenni disokkupata o precaria. Per non parlare poi
dell'attuale sistema di informazione Radiotelevisivo o della carta
Stampata.
Ora l'ipotesi è che per qualsiasi Partito
Comunista il miglior interlocutore sia un Partito Socialista o Social
Democratico, ma in Italia NON esiste questa condizione, il PS italiano è allo 0,9% mentre il PD è tutto fuorchè una formazione di Sinistra è un modello Americano che non ha niente a che spartire con i Comunisti (o post)...e lo si è visto alle ultime Elezioni dove il loro Capo...più che a destra sparava a Manca...col risultato che pure loro hanno contribuito alla nostra crisi d'identità. Così le formazioni Marxiste stanno meglio all'opposizione o al Governo, ma con almeno il 51% dei consensi. E non è un crimine se
qualche Compagn* crede che sia necessaria una sinistra di
Governo...solo è necessaria chiarezza nei confronti degli
Popolo (sopratutto verso gli elettori)...soprattutto in tempi dove la Social Democrazia è stata
sostituita dal Social Liberismo. Il nostro è un partito fortemente
ideologico, la nostra gente pretende molto e si delude facilmente...e
spesso la perdiamo irrimediabilemente così solo con la chiarezza e
la coerenza possiamo tenere accese le loro speranze di un Mondo
migliore. In buona parte è plausibile il documento finale elaborato a
Chianciano (che è sempre migliorabile), perchè non è ne arretramento culturale ne
arroccamento ideologico, ma semplicemente non si può e non si vuole trasformare un partito Marxista
in uno Riformista. La scelta del GUE (Sinistra Verde e Comunista) e
della Sinsitra Europea è appunto una linea politica chiara che riporta
al centro del nostro dibattio l'idea di un Comunismo moderno, ma sempre
in chiave Marxista.
Peccato che di lunedì non escano i giornali
a noi vicini (liberazione e manifesto) perchè gli unici disponibili
portavano un punto di vista che francamente è antirifondazione. Non
esiste nessuna vocazione minoritaria, ha vinto sul filo di lana un
documento appoggiato da 4 mozioni su 5; per quanto tutto ciò possa
apparire strano questo risultato lo ha dato la democrazia. Eppoi il
voto NOMINALE non era una scusa per costringere i fedeli a rispettare i patti, ma semplicemente un atto dovuto per maggior trasparenza, ma
voi vi rendete conto se qualche documento avesse vinto e il numero dei votanti non fosse tornato? Queste sono
prassi che nel PRC si usano, possono essere discutibili, ma esistono e può esserne richiesto l'uso e in certi
momenti sono regole più chiare di altre. Ad ogni modo ho letto cose
molto fastidiose che ahimè ci guardavano da un solo punto di vista,
quello di chi ha bisogno dei nostri voti per andare a governare, a
prescindere dai programmi, dunque condannandoci per averli "scaricati".
Critiche anche navigando su internet da alcune forze di sinistra...che
non credono nel rilancio di Rifondazione...staremo a vedere!
Giappone, Islanda e Norvegia accusano le Balene di rubare i pesci
all'uomo, i pescatori nostrani invece rivolgono le stesse accuse ai
delfini, allora cosa fare?
E' la solita annosa questione moderna
che va a colpire i lavori ricchi di tradizione tramandati di padre in
figlio, che nell'era del Capitalismo più efferato devono scontrarsi con
le multinazionali per portare a casa il Pane. Su Notizie Verdi di
martedì 1 Luglio è uscito un interessante articolo che affronta il
problema delle Balene che in via di estinzione vengono selvaggiamente
cacciate dai paesi consumatori delle sue carni. Il 23 Giugno a
Santiago del Cile si è riunita la IWC (l'organo internazionale
che regola la caccia alle balene) che doveva deliberare se tenere o no
in piedi la moratoria che vieta la caccia ai cetacei dal 1986. 2 erano
i Gruppi a confronto "I Cacciatori" contro i "I Difensori".
Ebbene
affrontiamo questo discorso che sembri non toccarci!! Si perchè se i 3
Paesi (Cacciatori) sopracitati riescono a tenere in scacco ben 13 Paesi
(Difensori) che si oppongono (più le varie ONG schierate con loro) vuol
dire che qualcosa non torna. Le Balene NON sono predatori, non hanno
neppure denti, hanno bensì Fanoni, che sono specie di peli che servono
per "filtrare" il cibo, dunque è lungi da loro mangiare pesce, sono
considerati specie di "erbivori", anche se questo termine è incorretto.
Allora cosa è che sta rendendo poveri i Mari di tutto il Mondo?
Beh studiosi canadesi, tali: Boris Verm e Ramson Mayers hanno
accertato dei dati che vedono nell'inquinamento la causa principale
della diminuzione del Pescato Mondiale. Il risultato dei loro studi è
che negli ultimi 50 anni sono sono scomparsi dai 7 mari, circa il 90%
dei grandi pesci commestibili: Tonni, Merluzzi, Squali, Pesci-Spada,
Marlin. In sostanza in alto mare si è pescato troppo e male, con gravi
danni agli ecosistemi derivati dall'uso delle famigerate reti da pesca
a strascico. In più circa il 75% dei pescherecci mondiali circola con
Carichi non consentiti, muovendo un illecito pari a 10 Miliardi di euro
l'anno.
La Pesca selvaggia ha una pratica non controllabile nei
paesi in via di sviluppo, dove questi continuano ad ignorare le leggi
che regolano la pesca. Occorre dunque mediare soluzioni, ad esempio
aree marine protette con proibizione di ogni attività "invasiva";
cercando di arrivare a proteggere tramite i Parchi, circa il 12%
dell'Oceano entro il 2012. Chiaramente bisogna dare rilevanza alle zone
riproduttive.
Per leggere la notizia completa contatta la redazione di Notizie Verdi
Ora
appare chiaro che la Sinistra e in particolar modo Rifondazione
Comunista, debba prender posizione contro la pratica di sfruttamento
del Mare prenda chiara posizione in difesa dei Parchi...allo stesso
tempo è necessario instaurare un dialogo stabile coi pescatori, in
quanto anch'essi sono parte integrante del mare (non me ne vogliano)
quanto i suoi abitanti. La modernità davvero deve portare alla difesa
del mestiere del pescatore, ma le minacce che ci sta regalando l'età
contemporanea devono farci fare una seria riflessione sul valore
effettivo di questo mestiere. E' nescessario impegnarsi a trovare un
altro modo di far pesca che non sfrutti, ma che sia in armonia con
l'ecosistema marino.
Altre specie di predatori mammiferi del mare
sono a rischio estinzione, i Delfini. A Oristano e in Provincia esiste
una forte communità di pescatori, sia di mare che di zone lacustri,
ebbene impegnamoci ad ascoltare e a fornire soluzioni alternative ai
soliti modi a oggi attuati e non stanchiamoci mai di fare informazione;
un'altra economia è possibile, così come un altro mondo. Fermo restando che siamo contrari allo sterminio mirato di Gabbiani, Pellicani, Delfini o ogni qulasiasi altro essere vivente accusato ingiustamente di "concorrenza" alla pesca.
Istruire è la parola d'ordine anche a costo di scontrarsi cone le sacche di conservazione, non tutti riescono ad avere gli occhi puntati sul mondo in quanto guardare in casa propria è più facile; dunque sta noi trovare una politica altermondista che possa dare anche ai Pescatori la possibilità di vivere in questo nuovo millennio in armonia con gli altri abitanti del mare.
Leggevo oggi su un quotidiano locale che la nostra gloriosa squadra
cittadina la Tharros, sta morendo, e non perchè non ha 85 milioni di
euro per ingaggiare Ronaldinho, ma per il disinteresse degli
oristanesi. Già l'apatia che contrddistingue il Capoluogo Occidentale
oltre che essere famosa nel Mondo sta pure diventando omicida.
Perchè
dico ciò?
Perchè l'andazzo preso da ormai troppo tempo è questo cioè
lasciare che gli eventi e le delusioni personali prendano il
sopravvento sul sentimento comune di rivalsa di essere orgogliosi delle
proprie origini. Lo si vide già quando chiuse il Gatto e la Volpe un
negozio di gicattoli che era come un istituzione dove tanti oristanesi
compravano regali per i loro figli, amici e parenti...così se altri
negozi di giocattoli si sono aperti in sua sostituzione è stata
l'indiferenza della situazione che ha fatto più male che i debiti.
Come
è possibile che una cittadina Capoluogo di Provincia sia così passiva a
tutto ciò che la circonda è un mistero, già le cronache paesane
dell'800 riferivano di un luogo noioso e poco incline alla vitalità, ma
possibile che non si possa rimediare a questo? Sicuramente vi è la
possibilià ed è proprio per questo che la Politica locale deve essere
in contro tendenza alle ultime giunte che si sono succedute. Un'azione
progressista atta a far prendere coscienza ai cittadini dei loro mezzi
può senza ombra di dubbio portare ad un attivismo cittadino maggiore.
Come? Opponendoci a tutto questo...
Fino
ad oggi abbiamo lasciato che le istituzioni locali si occupassero di
noi, le ultime giunte hanno potuto lavorare senza praticamente
opposizione, ma non parlo solo di sale ovattate, ma soprattutto
fuori...Così non si può negare che (e i dati lo dimostrano) la
percezione della qualità di vita sia tendente al
peggioramento...proprio perchè essendo immersi in un clima di sfiducia,
tutto sembra crollare. Ma questo non impediva di fare delle battaglie
per rendere Oristano un centro culturale del mediterranneo. Si è scelto
però di chiudersi a riccio, esattamente come la più efferata ricetta
della conservazione. Pochi e controllabili è meglio che un piccolo
grande polo interculturale che porti anche idee nuove. Il potere
concentrato nelle mani di poche persone abilmente trincerate dietro la
Burocrazia, nessun piano di sviluppo o di rinascita, solo uno slogan
"tutta colpa dei comunisti".
Da tempo questa città è specchio di ciò
che è diventata l'italia, cioè aridità pura. I trentenni che emigrano
alla ricerca di lavoro, anziani inferociti da servizi scadenti, i
giovani che sfogano la loro noia in atti di razzismo e vandalismo...mi
sembra di vivere in prima persona (adattato ai giorni nostri) il libro
Cristo si è fermato a Eboli.
Allora cosa centra la Tharros in tutto questo, direte voi?
Quando
lo sport Nazionale e ultramiliardario non riesce più a far breccia nel
cuore degli sportivi della Città allora è giunto il tempo di fare
autocritica e capire cosa non va di questo posto...
Avanti dunque SINISTRA, parti da qui dall'unire i cittadini di Oristano, nella speranza di un futuro migliore...questo posto necessita di cooperative che possano dare lavoro a tutti e che possano veramente portare alla redistribuzione della ricchezza; bisogna allo stesso tempo diffidare dei vari padri e padroni che con le loro promesse e la loro scarsa considerazione della dignità umana utilizzano le persone come merce di scambio. Rifiutiamo il lavoro clientelare e allo stesso tempo combattiamo gli egoismi...tutti un pò più dinamici e felici può e deve essere obbiettivo comune!!
E AI PADRONI CHE CI VORREBBERO SCHIAVI DEL SOLDO, RISPONDIAMO IN CORO CHE ESSER RICCHI NON è SOLO UNA QUESTIONE DI MATERIA, MA CHE OGNI UOMO è RICCO QUANDO è LIBERO E PUò ESPRIMERSI!! I SOLDI NON FANNO LA FELICITà UN MONDO PIù GIUSTO E MENO INQUINATO SI!! LASCIAMO AD ALTRI LA POSSIBILITà DI COMPRARSI IL PARADISO CON GLI EURO E I DOLLARI, NOI INTANTO COMINCIAMO A RIPRENDERCI ORISTANO E LA THARROS!!