Risposta a Marizio Zipponi su Liberazione 6 Novembre 2008

Inviato da rossoverde | 8 Nov, 2008, 03:08
Caro Direttore,
mi chiamo Ettore Dettori sono del CPF di Oristano già scrissi in merito alla sua stanchezza, che putroppo peggiora visto che le continue provocazioni sue e dei suoi "amichetti".
Mi dispiace che il Compagno Zipponi il 6 Novembre in risposta a Ferrero abbia evidenziato ciò che di questa formazione politica non va bene...ovvero quel politichese fatto di pressapochismo e faziosità.

Zipponi dice - Fatto numero uno: si è svolto il congresso di Rifondazione comunista su cinque mozioni.
Vero, poichè in effetti a queste 5 mozioni si è voluto arrivare per svariati motivi, anche perchè una batosta come quella di Aprile ha dato a tanti compagni validi motivi per riflettere. Le 5 Mozioni sono un fatto discutibile, ma decisamente un chiaro segnale di vivacità e democrazia.

Zipponi dice - Fatto numero due: ogni iscritto ha espresso un voto su una mozione.
Su questo sono d'accordo.

Zipponi dice - Fatto numero tre:la mozione di Nichi Vendola, con il 47,3 %, ha vinto il congresso mentre ognuna delle altre ha preso meno.
Nichi Vendola è stato il più votato, ma non ha vinto il Congresso, vince il congresso chi riesce a superare il 50% dei consensi, se delle convenzioni esistono vanno rispettate. Poi se si vuole fare propaganda questo è un altro discorso.
Anche Berlusconi nel 2006 non riconobbe la sconfitta poichè sosteneva che aveva preso più voti di Prodi...allora mi chiedo perchè Rifondazione era al Governo col Centrosinistra?
Se aveva vinto Belrusconi, che aveva preso più voti di tutti, perchè non ha governato?


Zipponi dice - Fatto numero quattro: le mozioni minoritarie hanno costruito un "cartello" al congresso nazionale che con la somma dei loro delegati ha permesso l'elezione di un segretario diverso dalla mozione di maggioranza.
A Oristano è successa la stessa cosa ha vinto il Congresso Provinciale la Mozione 1, però la Mozione 3 e la 2 (dunque perdenti dal tuo punto di vista che qui sono minoranza) si sono alleate per fare una labile maggiornaza e hanno epsresso un Segretario del documento 2.
Così, se questo ragionamento lo fanno quelli della 2 Mozione ha senso, se lo fanno gli invece sono degli usurpatori.
Allora vorrei capire, perchè in tutte le Democrazie Occidentali, tranne che in Italia, prima si fanno le Elezioni eppoi si fanno le alleanze per Governare? Mi spiego meglio, se 4 Documenti si sono riuniti in un unico Documento "plurale" per esprimere un loro Candidato, perchè gridi allo scandalo? E' stata la Mozione 2 che ha fatto la prova di forza e ha perso. Chi vuole può consultare gli archivi di radio radicale e si farà un'idea precisa di come sono andate le cose.
In fine perchè date per scontato che "voi" della 2 siete stai defraudati di qualcosa, che voi siete i puri e gli altri delle iene? Perchè volete moritificare quei Compagni che non sopportavano più la vostra arroganza come gruppo dirigente, vedi caso Turigliatto?


Zipponi dice - Fatto numero cinque: a nessun iscritto del partito è stata sottoposta questa scelta con un voto.
Innanzitutto quei delegati erano espressione della Base e hanno agito in coerenza di quel che era il loro mandato. Poi quelle 4 Mozioni NON prevedevano il superamento di Rifondazione, mentre la 2 ovvero la mozione perdente si, tu probabilmente vuoi sottolineare che il metodo utilizzato è stato acquisto dalla vecchia dirigenza che prendeva le decisoni, imponendole alla base, senza mai consultarla. Io come semplice iscritto sardo mi sono pure visto imporre da Roma tutto quello possibile, mentre oggi qualche noto rappresentante di Rifondazione in Movimento per la Sinistra parla di Autonomia gestionale. Suvvia, l'elezione per di Giordano fu mai consultata la base? L'espulsione di Turigliatto da chi fu decisa, siete sicuri che la base fosse con voi a quale logica ha corrisposto il suo allontanamento? Giordano ha mai chiesto alla base cosa ne pensasse della Sinistra Arcobaleno e se noi come Rifondazione ci dovessimo entrare? Chi ha deciso di correre quel simbolo la Base? Perchè cercate la base solo quando vi fa comodo?
Perchè però la Base ha deciso che NOI non dovessimo oggi essere in Parlamento?
Non potete suddividere le colpe con tutti, perchè la maggioranza della BASE è VOLONTARIA dentro il Partito, chi pratica le scelte e la linea politica, sono altri!!!
Non si può all'esterno essere antimilitaristi eppoi allo stesso tempo militarizzare un Partito!!!
Ad ogni modo a Oristano la tua Mozione, la 2 ha fatto la stessa cosa, non ha mai chiesto alla "base" cosa dovessero fare nel nosto CPF, si sono alleati alla terza Mozione e si sono presi in la segreteria mentre il 3° documento preso la garanzia e agli altri??.
Il mio Segretario Provinciale ha perso il Congresso ed è Segretario Provinciale!!


Zipponi dice - Questa contraddizione rimarrà aperta perché la democrazia è una cosa seria e con essa non si scherza.
Allora io ti dico, cominciate voi a essere coerenti e gli altri vi seguiranno.

Zipponi dice - Veniamo ora all'attuale linea politica: dopo la sconfitta elettorale è prevalsa l'idea di concentrarsi sul rilancio di Rifondazione, mentre gli atti concreti sono: il referendum sul lodo Alfano, il referendum sulla Gelmini ed è annunciato il referendum contro la legge 30. Si sta sciogliendo cioè il Partito della Rifondazione Comunista nel Partito Radical Caritatevole. Niente di male, peccato che non c'entra niente con la grande novità della crisi del liberismo, della ripresa del conflitto sociale, del nuovo ruolo assunto dalla Cgil nei confronti di Confindustria e Governo, del percorso cioè delle lotte che arriveranno sicuramente in un crescendo alla prossima primavera.
Guarda, se ti informassi sapresti che i Compagni sono dentro le università, le scuole e i comitati studenteschi che lottano duro, ma è assodato orami da tutti che la battaglia non vuole il marchio di un solo Partito proprio per eviatare strumentalizzioni.
Poi ricorda NON siamo noi che dobbiamo rincorrere la CIGL è quel sindacato che deve fare il sindacato di Sinistra. Torniamo a Bomba, NON siamo noi che dobbiamo andare a Destra, NOI SIAMO DI SINISTRA, sono gli altri che debbono aggregarsi a noi. La CIGL si è screditata da sola, noi a SINISTRA per loro ci saremo sempre!!


Zipponi dice - In conclusione non c'è un padrone del partito né tanto meno di Liberazione e non esiste una chiesa con sacerdoti che dispensano la "linea"...
Ah no? E allora spiegami come mai il 30 Ottobre all'indomani degli scontri a Roma LIBERAZIONE apriva a tutta pagina con una Poesia di Nichi Vendola? Come mai il fatto che il Compagno Yassir Goretz fosse stato arrestato IL NOSTRO GIORNALE lo ha relagato in terza pagina?
Come mai anche oggi LIBERAZIONE hanno risalto gli argomenti cari alla Mozione 2?
Perchè tutti i giorni c'è Nichi Vendola e non Walter De Cesaris? Nichi Vendola non è forse uguali a tutti gli altri? Non è il Segretario, ha perso va trattato come gli altri!!
Scommeti che se guardiamo gli archivi di Liberazione, quando ancora esistevano le vecchie mozioni l'allora Mozione 2 guidata da Grassi, non aveva lo stesso risalto vostro?


Zipponi dice - due proposte radicalmente diverse: una è per costruire una grande forza unitaria di sinistra che ambisce a governare i processi di trasformazione, l'altra è concentrata nella costruzione di un altro partito comunista.
Mi risparmio di farti la ramanzina perchè secondo me è presuntuoso rivendicare Governo a circa il 3%, ma che male c'è a essere Comunisti in un Partito Comunista?
Eppoi sono stati gli elettori a giudicare il Governo di Rifondazione a tal punto da CACCIARCI dal Parlamento, ti pare poco?
Questo movimento si chiama RIFONDAZIONE COMUNISTA, forse ti sfugge.


Zipponi dice - ...E' possibile impegnarsi in un confronto dialettico con le idee di Piero Sansonetti senza rispondergli con un "vattene"?...
Perchè io non posso chiedere le dimissioni di un direttore di un quotidiano politico comunista del partito della rifondazione comunista dal momento che lui si dichiara NON comunista e che deliberatamente sceglie la linea politica editoriale el giornale che oltre a fargli comodo non corrisponde alla linea politica del partito!
Basta prendere gli archivi e si nota che lui da risalto a tutto ciò che vuole Lui!
Forse non avete capito, la maggior parte di noi non ragiona in temrini politici come voi, ma è gente semplice. Ha tutto il diritto di chiedere una nuova gestione anche del giornale del partito, di quella testata che assieme alla sinistra arcobaleno ha fallito alle elezioni di aprile, ma che ancora prima ha smesso di ascoltare e ha cominciato a dare leizoni.
Io sono stufo di leggere liberazione e leggere quali sono le mie necessità! Non è così, non vogliamo essere presi per scemi, lo fa già Berlusconi, non lo permettiamo a Sansonetti!
L'andare olte di Sansonetti, lo ha spiegato lui ed è chiaro, inutile che tu lo rispieghi è un tentativo di dirci quali sono le necessità di rifondazione oggi, invece di ascoltare i territori, si tenta di militarizzare...


Zipponi dice - ...Un nuovo modello di sviluppo, il dramma ambientale, i diritti di milioni di migranti e precari sono punti fondamentali per dare un futuro a un nuovo movimento operaio...
Bei propositi, davvero, ora voglio sapere da te come si fà con il 3% in un ipotetico governo a decidere o più semplicemente incidere NOI su tutte queste cose. Ad esempio perchè la Sinistra(arcobaleno) che era circa al 10% al quando era al Governo non agito contro lo smantellamento del trasporto merci su strada ferrata? Perchè in materia ambientale fu concesso l'incentivo a rottamare l'auto, rinunciando a tassare i SUV, ma andando a colpire le auto euro2 che sono quelle vecchie che per paradosso sono quelle dei poveracci?
Perchè quella Sinistra non si è mai imposta e ha sempre chinato la testa alle necessità di Confindustria?
Logica vuole che dopo una Governo così deludente, anche una sinistra mediocre avrebbe preso almeno il 5%...invece non è bastata la sua unione per salvare almeno 1 scranno!!
Gli italiani hanno bocciato la Sinistra Arcobaleno e hanno proprio detto cacciandoci dal parlamento, che noi così non serviamo o siamo alternativi oppure staimocene a casa.
Comunque credo che Rifondazione possa andare al Governo, col 50,1% dei consensi, anche perchè al quel punto non servirebbe più stare all'opposizione.


Zipponi dice - E come faccio a costruire un dialogo se a Piero Sansonetti e ai giornalisti di Liberazione si vuole impedire la libertà di parola?
Perchè lui cosa fà? Non sceglie la linea editoriale del partito? Non ha forse oscurato il fattaccio che ha riguardato Yassir relegando l'accaduto a 2 righe in un articolo? Ha oscurato la ragedia di un compagno!!
Un compagno responsabile del Partito viene picchiato e arrestato e io in prima pagina mi trovo una poesia di Nichi Vendola?
E di tutte le lettere che riceve, non è forse lui a dcidere quali pubblicare e quali no?
E durante il congresso non era forse lui a dare gli spazi alle Mozioni?
Ad ogni modo lui è il Direttore, viene PAGATO per dirigere Liberazione, quindi la sua esposizione può essere anche duramente criticata.
Vedo che nonostante ciò lui resta in sella alla sua posizione, evidentemente gli và bene così


Saluti
Ettore Dettori
CPF Oristano

A Cagliari Grande Biologia e Chimica!! Studenti e Professori Uniti a difendere il DIRITTO all'Istruzione!!

Inviato da rossoverde | 31 Ott, 2008, 16:25

Ma li sentite?

Vanno dicendo una marea di Bugie, sanno a chi vogliono colpire, creano servizi ad'arte sguinzagliano la polizia contro gli studenti, vogliono avere la ragione quando non c'è l'hanno!!

Hanno invaso i talk show coi loro tirapiedi, guardano l'italiano medio e gli dicono che chi si ribella dall'essere schiavo è solo pigro!!

Loro, quelli che ci governano che prendono soldi dei dipendenti pubblici e di quei pochi che pagano le tasse e li regalano  a banche e imprese...eppoi con sferzante gettito di veleno attaccano chi sta difendendendo il proprio diritto a esistere...

Ci troviamo difronte alla nuova Classe dirigente, infarcita di Fascismo e populismo, che ha smesso i panni del Cristianesimo per dirci che gli Uomini non sono tutti uguali, ma essi in base al loro stato sociale sono più o meno degni di esistere.

 Sia chiaro la lotto studentesca ha un solo obbiettivo, che la meritocrazia sia in fine compiuta perchè solo una scuola PUBBLICA di livello quantomeno sufficiente può liberare ogni ragazzo dotandolo di quegli strumenti utili a conquistarsi il futuro. 

Basta con le cazzate che raccontano questi ministri ricchi, così ricchi che manco hanno studiato, che il titolo se lo sono comprati, che tentano di intimidirci. I senatori del PDL vanno a dire in giro che non è giusto che tutti vadano all'università, che è giusto che possa essere laureato SOLO chi è d'eccellenza...ma questo chi è che lo decide?

Quali sono i criteri che questa gente adotta? A quanto pare chi sarà povero e farà tanti sacrifici per avere un pezzo di carta chiamato Laurea sarà costretto a rinunciare...intanto chi ha le mani in pasta avrà più facilità a sistemare i propri cari.

Se l'Università diverrà privata, chi garantirà le borse di studio? Chi assicurerà che i posti di lavoro saranno garantiti per ,erito e non per raccomandazione? Un'istituto privato NON deve render conto di concorsi pubblici o di garantismo, potrà operare tagli indiscriminati, assunzioni dubbie e quant'altro...di più antilibertario...

E quel gruppo forte in tutte le facoltà, che noi universitari conosciamo bene che beneficia di tante cose che gli altri studenti normali non hanno, loro perchè anche questa volta stanno con Berlusconi? Chiedete chi sono...

Non fatevi ingannare da quella gente siate fiduciosi nei Giovani!!

 

Oristano in Agitazione!!

Inviato da rossoverde | 29 Ott, 2008, 00:03

Salute,

ho il piacere di avere chiuso il mio secondo giorno in una città che mostra la sua voglia di non arrendersi agli sfruttatori!!

Ieri mattina ho partecipato all'Assemblea sull'okkupazione della Ragioneria al "Mossa", mentre al pomeriggio ero al "Gramsci" all'Assemblea dibattio che ha dato il via all'okkupazione del Classico.

Intanto prosegue anche nella Stazione dei Treni di Oristano il Sit - In di protesta degli Operai della Geas  che rischiano il licenziamento, senza giusta causa. Il 27 ho partecipato alla vertenza assieme al Consiliere Regionale di Rifondazione, Paolo Pisu.

Con orgoglio i GC sono impegnati su tutti i fronti Scuola - Lavoro in testa!!

L'On. Paolo Pisu incontra i lavoratori GEAS/Trenitalia

Inviato da rossoverde | 27 Ott, 2008, 20:22
  GRUPPO P.R.C.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Ufficio di Rappresentanza dell'On. Paolo Pisu

ORISTANO 09170 – Via Enrico Mattei, 46 – Tel./Fax 0783 73879 / 71321

                                                                                                

COMUNICATO STAMPA

Oggetto : L'On. Paolo Pisu incontra i lavoratori GEAS/Trenitalia alla stazione di Oristano e               preannuncia lettera al Presidente Soru e agli Assessori Broccia e Congera .

                                                 

L'On. Paolo Pisu, consigliere regionale del Partito della Rifondazione Comunista, ha incontrato i lavoratori della GEAS, l'azienda che gestisce l'appalto per la pulizia dei vagoni e delle officine Trenitalia di tutta la Sardegna.

L'incontro è avvenuto questa mattina presso la stazione ferroviaria di Oristano, dove da alcuni giorni è attivo un presidio permanente dei dipendenti GEAS per protestare contro i licenziamenti preannunciati dall'azienda.

La GEAS, che fa capo al gruppo Mazzoni di Piacenza, si aggiudicò la gara d'appalto nel 2006 ; nelle scorse settimane ha richiesto l'ennesima riduzione del personale : il licenziamento di 39 dipendenti, a cui ne verrebbero aggiunti altri 10 in una fase successiva. La motivazione addotta dall'azienda consisterebbe nella diminuzione del lavoro da svolgere, con il conseguente mancato pagamento da parte di Trenitalia dell'importo previsto nel capitolato d'appalto. Tutto ciò causerebbe  alla GEAS perdite quantificabili nell'ordine di circa 800 mila euro l'anno.

Tale motivazione, secondo quanto riferito dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali (presenti Vanda Meloni, segretaria provinciale FILT-CGIL, e Giorgio Murtas, referente territoriale SALPAS-ORSA), apparirebbe poco credibile e per taluni aspetti perfino sospetta, considerato che non esisterebbero prove della diminuzione quantitativa del lavoro e la stessa Trenitalia sostiene che i pagamenti previsti sono regolari e che si sta rispettando l'importo di 3 milioni e 800 mila euro previsto nella commessa ; in altri termini non ci sarebbe personale privo di lavoro da svolgere, tanto che il fermo di alcuni lavoratori ha determinato disagi immediati. La riduzione del personale porterebbe l'organico da 119 a 70 lavoratori : questa cifra è notevolmente inferiore (quasi il 50% in meno) rispetto alla quantità di manodopera garantita dalla GEAS nel capitolato d'appalto, in cui erano previste 137 unità lavorative, assunte con contratto a tempo indeterminato di “attività ferroviaria”.

Non è la prima volta che l'azienda chiede una riduzione del personale : subito dopo l'aggiudicazione dell'appalto era stata effettuata una riduzione, concordata con sindacati e lavoratori attraverso  forme di prepensionamento e mobilità lunga, da 137 a 119 unità lavorative ; il sospetto è che GEAS abbia deciso di tagliare ulteriormente il personale per poter ridurre la propria offerta, garantendosi un maggior profitto con la prossima, imminente, gara d'appalto. Infatti l'attuale appalto sarebbe già scaduto da alcuni mesi, ma l'azienda avrebbe aderito ad una proroga concessa da Trenitalia, che consente a quest'ultima di uniformare l'indizione delle gare a livello nazionale. Ma se così fosse, sostengono i lavoratori, che interesse avrebbe la GEAS a prorogare il proprio appalto in presenza delle citate perdite per 800 mila euro l'anno ? A rimetterci sarebbero sempre e comunque i lavoratori, che, una volta licenziati, non avrebbero diritto ad essere ricollocati col nuovo appalto o in presenza di un eventuale nuovo gestore.

Il consigliere Pisu, dopo aver ascoltato le considerazioni di lavoratori e sindacalisti, ha espresso la più ampia solidarietà, sua e di tutto il gruppo del P.R.C. , ed ha assunto l'impegno di portare il problema all'attenzione delle istituzioni regionali, attraverso una lettera che già domani invierà al Presidente Soru e agli Assessori Broccia e Congera, affinché si ricerchino tutte le soluzioni necessarie ad evitare la perdita di questi importanti posti di lavoro.

Oristano, 27 - 10 -08

Per Ufficio di Rappresentanza dell'On. Paolo Pisu

Giorgio Garau

Lettera a Liberazione: Cara Liberazione il tuo Direttore è Stanco!

Inviato da rossoverde | 17 Ott, 2008, 17:48
Car* Compagn*,
scusate ma non reggo l'ennesima provocazione del Direttore di Liberazione.
Lui è stanco inutile, continua, sproloquiare ignorando liberamente che i Comunisti hanno scelto di Essere Comunisti.
Perchè è curioso che nonostante la maggior parte degli iscritti a Rifondazione, sia pure nelle loro differenze, hanno scelto di restare uniti sotto la Falce de il Martello debbano ancora sentirsi in Campagna Congressuale e avere uomini settari che continuano a predicare qual'è la scelta migliore per la nostra soprevvivenza.
Piero Sansonetti è il Direttore del Quotidiano di Rifondazione nella Catastrofe di Aprile, lui con la sua direzione di questo giornale ha quantomeno responsabilità, più o meno come  altri, nella conduzione della campagna elettorale del Partito che ha sancito la Sconfitta del Progetto Sinistra Arcobaleno.
E nonostante Lui navigato uomo di Sinistra critichi  la Destra Italiana per il suo despotismo, è ancora in sella a Liberazione, influenzandola spudoratamente verso quelli che sono i suoi orientamenti.
Lo schifoso articolo di oggi 17 ottobre è una prova tangibile della sua stanchezza politica e direttiva.
La critica senza pudore a chi per la prima volta guida il Partito e la miserabile difesa di chi ha condotto la Sinistra Italiana all'uscita dal Parlamento.
Il Direttore di Liberazione è esattamente quello per la quale tanti Compagn* hanno combattuto durante quest'ultimo congresso, la stanchezza e la vecchiaia di un gruppo dirigente che nel bene e nel male non ha mai ceduto di un passo alle effettive esigenze delle popolazioni.
La mia prima tessera la feci nel 95 allora era segretario Bertinotti avevo 17 anni. L'ultima mia tessera firmata da Giordano ha visto Bertinotti nostro candidato Premier...ora di anni ne ho 30.
Allora io mi chiedo è possibile che in 13 anni Rifondazione non sia stata in grado di superare Bertinotti? E' tuttavia possibile che se lui venga (passatemi il termine) spodestato le persone a lui vicine comincino con la rappresaglia?
Fausto l'ho ammirato e tuttora provo stima per lui, ma non riesco più a sopportarlo.
Che lui lo voglia o no ha caratterizzato Rifondazione dalla sua nascita alla fine della sua prima fase.
Così gente come me, che NON ha mai militato nel PCI, ma che ha cominciato l'attività nel PRC si sente comunista esattamente come quel simbolo Falce e Martello stà a indicare.
Per noi COMUNISTI non è una questione ideologica, ma uno stile di vita, l'idea che il Capitalismo renda tutto effimero e passeggero ci da la forza di combattere quotidianamente perchè anche NOI vogliamo la realizzazione del nostro ego; non in senso materiale ma nel senso dei sentimenti.
E' quell'idea che i COMUNISTI lottano anche dentro un bus cittadino non celando le loro idee, ma che che con occhi fieri parlano coi loro simili indicando che esiste una via che può rendere migliore questo mondo, dove la ricchezza non è avere soldi, ma poter godere di quel che la vita ti offre.
Che tristezza sentire Bertinotti e Sansonetti dire che oggi COMUNISTA non si può dire, denota vecchiaia, stanchezza...pena per dei signori anziani che probabilmente alla loro età vogliono ancora dare un senso alla loro esistenza.
Meno male che ancora c'è chi và nei bar a parlare della possibilità di un mondo migliore, non saranno come Sandino o Zapata, ma la luce negli occhi è quella.

Caro Direttore,
se ha vinto la Falce ed il Martello e se a Roma ervamo 300000 mettiti il cuore in pace e supera tu l'idea dell'Arcobaleno e accetta i Comunisti per quello che sono Comunisti.
Sono sicuro che quando sarà il momento sapranno trovare la via che li riporterà più forti di prima e stai tranquillo quella NON sarà la Strada che il buon Fausto Bertinotti ci ha lasciato in eredità.

Cordiali Saluti
Ettore Dettori
PRC CPF Oristano

Iniziativa al Gramsci di Cagliari

Inviato da rossoverde | 16 Ott, 2008, 11:48
Non è una risposta vera, però volevamo invitare tutti a partecipare a questa iniziativa che abbiamo messo in piedi proprio in vista dello scipero del 17 Ottobre,
saluti comunisti

Laura Stochino

Il Circolo PRC "A. Gramsci" di Cagliari vi invita all'iniziativa:

   DIFENDIAMO LA SCUOLA PUBBLICA
   DALLA MINISTRA GELMINI!
   ==============================
   ASSEMBLEA POPOLARE E DIBATTITO
   CONTRO I TAGLI ALL'ISTRUZIONE E ALL'ORARIO SCOLASTICO

       MERCOLEDI' 15 OTTOBRE 2008, ORE 17.30
       CAGLIARI, GIARDINETTI VIA BRIANZA
       (fronte mercato di Via Quirra, dietro Scuola Media Statale)

       Sito web: http://difendiamolascuola.blogspot.com/

Per una scuola PUBBLICA, LAICA e ANTIRAZZISTA

Intervengono:

   * PEPPINO LODDO         - CGIL Scuola
   * GIANCARLO DELLA CORTE - COBAS Scuola Sardegna
   * FEDERICO ANGIUS       - RdB / CUB
   * GENNARO LOFFREDO      - Responsabile nazionale scuola PRC-SE

Coordina Irma Ibba (Circolo PRC «A. Gramsci» Cagliari)

   ==================================
   A seguire (ore 21 circa) CONCERTO:
       RTP ACOUSTIC ENSEMBLE
       (Ska - Reggae)
   ==================================

Invitiamo a partecipare gli studenti, i genitori, gli insegnanti e
tutti i lavoratori che vogliono difendere l'insegnamento pubblico

I materiali dell'iniziativa sono scaricabili dal sito:
   http://difendiamolascuola.blogspot.com/

Organizza il Circolo PRC "A. Gramsci"
Via Doberdò 101/103, Cagliari (Is Mirrionis)
Partito della Rifondazione Comunista - http://www.rifondazione.it/

Con la partecipazione di:
   * Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
   * COBAS Scuola
   * RdB / CUB

--
Circolo PRC "A. Gramsci"
Via Doberdo' 101/103, Cagliari
info@gramscicagliari.org

L'importanza che anche a Oristano il PRC abbia un programma!! Posizione ufficiale del 5° Documento

Inviato da rossoverde | 3 Ott, 2008, 13:21

Come membro del CPF provinciale oristanese e appartenente al defunto 5° documento vorrei sottolineare i motivi che non mi porteranno a sostenere nessuna Segreteria senza una chiara linea politica.

Da troppo tempo ormai Rifondazione nella nostra provincia, così come nel Capoluogo sta subendo un tracollo verticale, cioè precipita sempre in un anonimato che rende davvero ancor più triste il fatto che questo partito sià in linea diretta il principale erede del pensiero di Gramsci. All'ultimo CPF si respirava un belò clima da Siberia Stalinista, dove due blocchi contrapposti hanno evidenziato troppe irresposnabilità alla fazione avversaria...insomma niente di nuovo. Quel che mi ha lasciato basito è stato il fatto che nessuno di noi abbia pensato che fosse giusto arrivare all'elezione del futuro segrtario con un programma certo e chiaro. E' stato fatto un nome, di un compagno che sicuramente esperto e adatto a questo ruolo, però chiamato in causa ha dovuto più difendere se stesso e la sua buona fede che parlare effettivamente di politica.

La politica appunto, quello che manca da troppo tempo, che dovrebbe riportare la Sinistra a incidere nelle scelte delle persone, che dovrebbe nel campo dare una risposta di Alternativa di Società così come tanto tempo fà diceva Fausto Bertinotti. Possibile noi Compagni della provincia col più alto numeo di Fascisti e Democristiani riciclatisi sotto l'insegna del Neoliberismo, non riusciamo davvero a trovarci utili in tutte le componenti di un CPF per non parlare poi del funzionamento dei Circoli e dei Giovani Comunisti?

E' necessario vincolare le Segreterie tutte ad un PROGRAMMA, siano esse di Circolo siano esse di Federazione e Regionali, in quanto è giusto dare la possibilità alle maggioranze di operare e alle opposizioni di opporsi. A Chianciano è stata trovata una sintesi di 4 documenti che tra l'altro hanno sottolineato che NOI RIFONDAZIONE ripudiamo il leaderismo...questa è appunto  la messa in campo di un nome (o di un manipolo di oligarchi) che agisca come garante della genuinità dell'azione politica. Se ignoriamo questo punto, stiamo in primis ignorando il Congresso più dilagnante della nostra storia e in più staimo esponendo un Compagno a critiche verso la sua persone e non verso la sua funzione di Segretario.

Se noi ignoriamo tutto questo, Chianciano NON è servito a nulla. 

Così la Mozione 5 (insieme ad altri) sta lavorando ad un Documento che sosterrà al prossimo CPF e sulla quale sarà (si spera) votata la Segreteria Provinciale al quale, anche se richiesto, sempre la Mozione Numero 5 NON PRENDERà comunque parte.

In ballo c'è una funzione di Partito troppo importante che dia all'organo CPF stesso un ruolo centrale che sia di coordinamento per i circoli sparsi sul territorio, che sostenga sempre i Giovani Comunisti, ma non solo.

Così è importante cambiare radicalmente  l'operato svolto fin qui, che vede logiche individuali prevalere sul collettivo.

 Ettore E. Dettori - 5° Documento

Oristano - PRC tratta per il Nuovo Segretario

Inviato da rossoverde | 28 Set, 2008, 09:50

Si è svolto Venerdì 26 Settembre il primo CPF dopo il Congresso di Chianciano. In un clima veleniggero si sono tirate fuori tutte le ragioni cui, secondo i presenti, questa formazione politica sia alla frutta.

Così il 3° e il 2° Documento, hanno fatto una stabile alleanza, conquistando la Maggioranza relativa e proponendo immeditamente il Segretario Provinciale. Proposta ritenuta insoddisfacente dal 1° e 5° documento (assente il 4°) che per protesta hanno abbandonato la sala facendo mancare il numero legale.

A questo punto tutto è rimandato al prossimo CPF, che dovrà eleggere il Segretario; il 4° e 5° Documento proporranno l'elezione di una Segreteria sulla base della Linea Politica di Chianciano; il Manifesto per ora abbozzato, sarà presentato alla platea a tempo debito. Appare possibile il dialogo con la Mozione 1, meno con la 3 e la 4.

 Intanto oggi  su Liberazione del 28-09-08 titola:

Rifondazione per la sinistra si fa associazione Vendola lancia il «tesseramento oltre il Prc.

A quanto pare  il Partito è profondamente diviso e se è vero che qualcuno ha urlato "Scissione, Scissione" e da quanto ha detto Vendola....appare evidente che una parte consistente di Rifondazione già non si sente più di dentro il Partito e reputa quelli che hanno scelto altre strade in maniera molto triste e lontano dalla realtà.

11 ottobre e Sinistra (risposta a Zipponi e Mussi)...da Liberazione del 25/09/08

Inviato da rossoverde | 25 Set, 2008, 22:13

Ripartono il dibattito politico dentro Rifondazione e nella sinistra e il confronto sulla prospettiva. Questo è un fatto positivo se non si tratta di una discussione astratta e si connette alla ripresa di una mobilitazione nel Paese.
La mobilitazione sindacale e il primo appuntamento generale dello sciopero del 17 ottobre, la questione Alitalia, le vertenze contrattuali di importanti categorie, i contrasti sulla trattativa più generale sul modello contrattuale, l'esplosione di una mobilitazione del mondo della scuola contro i progetti del governo parlano di una possibilità di riavviare un conflitto generale.
Una possibilità, niente di più di questo, l'apertura di uno spiraglio che è nostro compito allargare per riprendere il filo di un discorso che riguarda il futuro di questo Paese.
Qui c'è la connessione tra la manifestazione dell'11 ottobre e il quadro sociale che si riattiva. Il tentativo è di mettere la sinistra politica in sintonia con quanto si muove, anche solo come tendenza, in contrapposizione al governo delle destre ai suoi progetti.

E' stato detto che una manifestazione dura un giorno e esprime un senso politico se è dentro un percorso che indica un progetto e una direzione di marcia.
E' stato avanzato un paragone con la manifestazione del 20 ottobre dello scorso anno. Un paragone improponibile perché in mezzo è cambiato il mondo. E non parlo solo del risultato elettorale e il terremoto che ha sconvolto la sinistra.
La manifestazione del 20 ottobre è stato l'ultimo sussulto della sinistra dell'Unione con l'obiettivo estremo di condizionare l'azione del governo sul tema decisivo dell' uscita dalla precarietà. Aveva una grande forza perché suscitava una grande attesa: la promessa del cambiamento che era possibile grazie al ruolo svolto della sinistra dentro la coalizione. Il movimento era la spinta necessaria per questa ultima disfida dentro un campo di alleanze, giudicato come necessario per scalare il tema arduo dell'efficacia. E' la sconfitta di quell'illusione che ha determinato il crack e il grande crollo. Invito a diffidare di una discussione astratta che sfugge da questo dato di contenuto fondamentale.
Prima dei contenitori, c'è il contenuto. Prima del problema se la sinistra arcobaleno trasmettesse o meno un progetto generale, fosse stata scelta per convinzione o per necessità, fosse un burocratico assemblaggio di gruppi dirigenti dei partiti e non un movimento, c'è ne è un altro che è il tema di fondo, ovvero la sconfitta verticale della sinistra dentro l'alleanza dell'Unione, l'incapacità (o l'impossibilità?) di determinare un cambiamento dentro quel quadro di alleanza. L'Unione per la sinistra è stato come la tela del ragno per la mosca. Per questo, trovo totalmente sbagliata la domanda se e quanto la manifestazione dell'11 ottobre parla alla piazza del 25 ottobre del Pd.
Ogni piazza parla al Paese intero e non risponde ad un'altra piazza. Basta con il minoritarismo introiettato come un virus che uccide la nostra autonomia. E' morto il re, evviva il re! Tradotto: l'Unione è finita, la stagione del centro sinistra si è conclusa, si apre un nuovo ciclo.
Noi non ci definiamo, né in una prospettiva di nuova alleanza, né in contrapposizione al Pd. Siamo un'altra cosa. Il punto dell'11 ottobre è questo e questa è anche la sua ambiguità. Uso il termine ambiguità non con una accezione negativa ma proprio in quella di una compresenza e di una doppia possibilità di risoluzione. C'è dentro alla sinistra chi pensa alla ricostruzione in forme nuove dell'alleanza di centro sinistra come prospettiva e chi, invece, pensa che quella sia la morte della sinistra e della sua autonomia e che occorra lavorare per un'altra prospettiva: la costruzione dell'alternativa e la rottura del sistema bipartitico e bipolare.
Questo è il vero spartiacque e non la retorica costruzione di identità astratte e senza contenuto, sia questa la costituente della sinistra, l'unità comunista o altra diavoleria. Dimmi che vuoi e che fai e ti dirò chi sei!
Sono contrario al partito della sinistra che propone Mussi per un punto di contenuto fondamentale, che Mussi onestamente ripropone nella sua intervista: il tema del governo e del rapporto tra la sinistra e il governo. E' lo stesso punto sul quale c'è stata la scissione del 1998. Per questo sono altrettanto contrario a ogni ipotesi di unificazione comunista basato sul fatto che sarebbe incomprensibile l'esistenza di due (non sono di più?) partiti comunisti.
Abbiamo detto, investire su Rifondazione Comunista non per orgoglio di partito o un ridicolo istinto di autosufficienza ma per investire su un progetto politico, quello della costruzione di un campo della sinistra di alternativa. Dobbiamo continuare questa discussione come epigoni di una discussione scolastica che si ripete sempre uguale a se stessa? Io penso di no. E, invece, di scambiarsi accuse e di mettere le pagelle o con una matita segnare i buoni e i cattivi, sarebbe meglio sfidarsi dentro il concreto della mobilitazione sociale.
In questo senso, avanzerei una sollecitazione: non parlare della manifestazione dell'11 ottobre e basta. Occorre parlare almeno della mobilitazione d'autunno e di come siamo in grado, con l'11 e oltre l'11 ottobre, di innervare una campagna politica che abbia un carattere di continuità e sappia trovare sinergie con lo sviluppo del movimento sindacale e sociale.
Ultime due notazioni Vedo che per accusare il gruppo dirigente del Prc di settarismo e chiusura in nicchie identitarie, alla fine si fa sempre riferimento al Pci e alla sua storia. Cioè, riproponendo uno schema del passato. Per favore, si critichi naturalmente, ma guardando all'oggi e alle scelte che si fanno. Tra le accuse più veementi, leggo quella della ricerca di una identità comunista "vai a sapere quale oggi". Mi dispiace proprio che questa critica venga da un compagno iscritto al nostro Partito che forse ancora non si è accorto che ci chiamiamo Rifondazione Comunista e come declinare oggi, nelle contraddizioni del nuovo millennio, questa cultura politica, non dovrebbe proprio essere un fastidio ma costituire il cruccio fondamentale di una ricerca e di una sperimentazione.

Walter De Cesaris

La Restaurazione 800centesca e il ritorno al Proletariato!!

Inviato da rossoverde | 1 Set, 2008, 15:30

Sulla base dei dati riportati dal  WTO e dall'ONU (in sigla TPI) il Trade Performance Index, ne è scaturito che l'Italia è ai vertici della Classifica Mondiale dei paesi più attivi nel Commercio con l'Estero.

Addirittura la Fondazione Edison elaborando i dati ricavati dall'indice si nota che l'Italia è 2a dietro al Germania tra i paesi più competitivi nel commerico mondiale mentre risulta 1a in 3 settori: tessile - abigliamento - calzature.

Un altro studio  autorevole di Mediobanca dimostra che i 50 maggiori gruppi Italiani hanno chiuso il 2007 con 48,2 miliardi di euro contro i 18,2 del 2003.

Questi dati estrapolati da un articolo uscito su un giornale filogovernativo dimostrano come in Italia vi sia un gioco perverso che voglia ridurre gli italiani allo stato di bisogno e dunque favorevoli allo sfruttamento. E' infatti proprio quest'aricolo che evidenzia l'alto costo del lavoro nel nostro paese auspicando che il Governo porti a compimento l'azione già avviata. Ancora l'articolo rafforza l'idea di affidare ai Grossi Gruppi Capitalisti l'intero sistema italiano auspicando che il Governo faccia la fine di pura amministrazione utile a alla solamente alla guida degli investimenti di questi.

Intanto il prezzo del Pane sale, le famiglie arrancano, ma il loro torpore viene alleviato dalla TV sempre più rassicurante che il Centrodestra ha risolto con un colpo di spugna questi problemi. A fronte di questa super crescita tutta italiana come mai in posti come Oristano (uno dei tanti) la disoccupazione è in forte crescita? Perchè a nessuno viene in testa di operare una redistribuzione degli utili a pannaggio dei Poveri, ma sempre e solo in favore dei Ricchi? Il trend evidenziato dai Grossi Gruppi italiani non è novità, ma è da tempo che si verifica, è una scelta tutta italiana che ha deciso di disinvestire sulla tecnologia e sul proprio paese, ma sul lusso e sulla stratificazione sociale.

Quel che appare strano è che con la ascesa di popolarità di questo governo salga proporzionalmente pure la sfiducia in un futuro migliore per se stessi e per i propri figli. L'ottimo lavoro di antimarxismo e disillusione sociale, che comporta il principio dogmatico sulla razione, sta portando tanta gente scaltra a realizzare con profitto i suoi obbiettivi, lasciando alle classi sottosviluppate il compito di un conflitto sociale tra poveri. E' singolare come un italiano sia sensibile ai ROM, nel senso che li vorrebbe vedere distrutti, mentre sia indolente alla sicurezza sul lavoro. Peggio ancora è pressocchè impossibile dialogare coi Post Anticomunisti. La storia della Sinistra Italiana è stata riscritta, cancellata nelle sue parti più importanti per la nostra Nazione e reinventata ad hoc.

Comunismo oggi vuol dire Goolag, morte...solo che in Italia e in Occidente ha significato dignità Operaia, lotta alla condizione di Proletariato, difesa dei diritti, ma non solo...

L'Italia di oggi è esasperante dove i modi di dire e le dicerie di quartiere hanno la possibilità di demolire Uomini veri che hanno sacrificato la propria vità per la Libertà. Esempio PLATEALE della condizione di salute del nostro Paese sono Tangentopoli e Calciopoli ovvero 2 "scandali" distorti ad arte che non sono serviti a processare chi ha sbagliato, ma a creare un nemico pubblico a demonizzarlo e alla fine a demolirlo. Intanto gli accusatori si sono sostituiti ai "corrotti" peggiornadone la politica e creando un senso comune ancor più distorto.

Intanto i Potenti proseguono nel loro disegno di dominino. E ricordate la I legge della termodinamica "nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma" ergo se esistono i Ricchi è perchè ci sono TANTI poveri.

School Under Pressure!!

Inviato da rossoverde | 30 Ago, 2008, 00:52

La riforma della Scuola che si appresta a varare il Governo Belrusconi è l'ennesima polpetta avvelenata buona per la TV, ma sicuramente inutile per il Popolo Italiano.

L'altro giorno la Ministra della Pubblica Istruzione  parlava con la sua tipica aria di superiorità della Scuola Pubblica ovvero una di quelle tante istituzioni che la Politica Occidentale vuole a tutti i costi distruggere. Si perchè in un mondo che vorrebbe normalizzare anche la privatizzazione dell'Aria e dell'Acqua la "proprietà" pubblica efficiente sarebbe solo un ostacolo. Ma tornaimo a noi...conoscete la Scuola Media Numero 4 di Oristano? E quella che dovrrebbe dare l'istruzione ad uno dei quartieri più popolosi di Oristano...invece spesso non ci riesce e sapete perchè? Semplice i ragazzi abbandonano! E la colpa, mi dispiace dirlo al caro ministro Brunetta, non è dei Docenti!!

La Scuola da tempo ha perso la sua funzionalità di istruire e dare la possibilità di un futuro migliore, ma con i 3 punti della Ministra la selezione sarà esasperata; come si fà a giudicare chi di quel giudizio non frega nulla? La meritocrazia stile americano tanto decantata da questo Governo non è tanto chiara alle famiglie italiane che amaliate dal fascino del Cavaliere pensano davvero che lui sia unto dal Signore...sarà ma poco che abbiamo oggi sarà pagato a caro prezzo dai nostri figli domani. Spiegando terra terra il concetto è questo: hai soldi? Vai avanti e sogna il futuro; non hai soldi? Tanti saluti.

Non ci credete? Va bene!

Perchè un ragazzo non deve essere più solamente indirizzato (si parla di elementari e medie), ma deve essere associato ad un numero? Un giudizio  è come un back ground del ragazzo, indaga a fondo nei suoi comportamenti unitamente al suo rendimento scolastico. Da un professore ad un altro leggere un profilo è avere un'idea più ampia su chi ci si trova difronte. Un numero invece è asciutto decidere se un bambino di 6 anni è da 10 o da 6 è un crimine; certo è la rivoluzione culturale che questa gente sta portando in avanti, ma chi sicuramente sarà svantaggiato da questa riforma saranno tutti quei bimbi o ragazzi con storie difficili alle spalle. Parlo di quelli che abitano nei quartieri popolari fatti di gente che in generale ha poco e che certo non ripone il futuro dei figli nell'istruzione. E' l'attuazione della RIVOLUZIONE ARISTOCRATICA che formalizza le Classi Sociali e che nasconde dietro il Bullismo lil disagio sociale. 

Se si voleva vera riforma della scuola allora si sarebbe dovuto investire in essa ovvero "spendere" per offrire un'istruzione migliore e veramente efficiente!! Ma questo sicuramente  nell'agenda di quelle stesse persone che felicemente favorirebbe il dominio delle Scuole Private.

Così una scuola all'insegna del risparmio fa felici tutti...tranne quelle persone avranno il futuro bruciato...siamo alle solite vengono spacciate delle riforme epocali come affari che risolleveranno l'Italia dal Pil sotto zero; più probabile che sia l'ennesima cambiale che ci stà venendo fatta firmare.

Questa gente la butta tutto sull'unico valore che noi purtroppo riconosciamo più importante il Denaro e noi poveri Cristiani ancora ci fidiamo che risparmiare sulla libertà farà diminuire il prezzo del Pane...

Congresso PRC - ODG Conclusivo - nuova linea politica

Inviato da rossoverde | 29 Lug, 2008, 01:32

1
Il Congresso considera chiusa e superata
la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il PD nella fallimentare esperienza di governo dell’Unione, dalla presentazione alle elezioni della lista della Sinistra Arcobaleno e dalla sbagliata gestione maggioritaria della direzione del partito.

Il Congresso prende atto
che nessuna delle mozioni poste alla base del VII Congresso nazionale del PRC è stata approvata.

Ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista.

Respinge la proposta della Costituente
di sinistra e qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa.

2
Il rilancio del PRC deve essere caratterizzato
in primo luogo da una svolta a sinistra. L’esperienza di governo dell’Unione ha mostrato l’impossibilità, data la linea del PD e i rapporti di forza esistenti, di un accordo organico per il governo del paese.

La sconfitta delle destre populiste
e della politica antioperaia della Confindustria è il nostro obiettivo di fase. A tale fine, la linea neocentrista che caratterizza oggi il Partito Democratico è del tutto inefficace e sarebbe quindi completamente sbagliata la proposta di ricostruzione del centro sinistra; ci ridurrebbe in una collocazione subalterna all’interno di un contesto bipolare.

Al contrario è necessario costruire l’opposizione al governo Berlusconi, intrecciando la questione sociale con quella democratica e morale, in un quadro di autonomia del PRC e di alternatività al progetto strategico del PD.


E’ importante recuperare l’idea che l’opposizione non è una mera collocazione nel quadro politico ma si configura come una fase di ricostruzione, di radicamento e di relazioni sociali, di battaglia culturale e politica. Nella crisi della globalizzazione capitalistica l’alternativa la si costruisce nella lotta sociale e politica contro il governo Berlusconi, i progetti confindustriali e le visioni fondamentaliste e integraliste. Dentro questa prospettiva è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali, sindacali e culturali.

3
Il rilancio del PRC parte dalla ripresa dell’iniziativa sociale e politica.
La promozione di lotte, la costruzione di vertenze, la ricostruzione dei legami sociali a partire da forme di mutualità, sono indispensabili al fine di qualificare dal punto di vista dell’utilità sociale il ruolo storico dei comunisti e della sinistra. Così come sono elementi necessari per valutare l’efficacia della nostra presenza nelle istituzioni e per ribadire la nostra alterità e intransigente opposizione rispetto alle degenerazioni della politica. Anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ferma restando la piena sovranità dei diversi livelli del partito, anche alla luce dell’importanza assunta dai governi locali nel dispiegarsi di politiche di sussidiarietà, privatizzazione e securitarie, è necessario verificare se gli accordi di governo siano coerenti con gli obiettivi generali che il partito si pone in  questa fase.

La lotta contro la manovra economica
antipopolare del governo delle destre, l’opposizione alle iniziative razziste e discriminatorie contro i migranti e i rom, il contrasto ai progetti di attacco al pubblico impiego e alla pubblica amministrazione, l’opposizione alla controriforma della giustizia e la questione morale, rappresentano terreni decisivi di iniziativa, di mobilitazione e di allargamento di un movimento di massa contro le politiche del governo.

E’ quindi necessario, fin da subito, che il nuovo gruppo dirigente
del partito lavori ad ogni possibile forma di coordinamento della sinistra politica, sociale e culturale al fine di mettere in campo la più ampia e forte mobilitazione contro il governo e la Confindustria. In questo quadro è necessario lavorare per la realizzazione di un nuovo 20 ottobre, una grande manifestazione di massa e una campagna politica di autunno che, partendo da quanti diedero vita all’appuntamento dello scorso anno, raccolga nuove forze, in particolare le espressioni di movimento e di lotta. Rientra in questo percorso l’impegno ad organizzare per il prossimo autunno la Conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Non è però sufficiente una manifestazione
; la ripresa di una iniziativa di lotta, richiede in primo luogo la messa in campo di una forte iniziativa in difesa delle condizioni di vita e di lavoro delle classi popolari; dalla difesa dei Contratti Nazionali di Lavoro alla questione dei salari e delle pensioni, dalla questione dirimente della lotta alla precarietà all’iniziativa contro la disoccupazione nel Mezzogiorno, dalla lotta per la casa alla difesa e sviluppo del welfare.

E’ centrale la questione del reddito, a partire dalla difesa del potere di acquisto di salari e pensioni che va tutelato anche attraverso un meccanismo di difesa automatica del valore reale delle retribuzioni e dal tema ineludibile del salario sociale.

Si tratta di terreni decisivi per ricostruire l’unità del mondo del lavoro, tra nord e sud, tra lavoratori pubblici e privati, tra italiani e migranti, e per ricomporre le attuali cesure tra lavoratori garantiti e atipici. Si tratta di declinare queste lotte intrecciandole al conflitto di genere ed alle relazioni intergenerazionali. Solo la ripresa del conflitto di classe può evitare che la guerra tra i poveri prenda piede nel nostro paese, sedimentando razzismo e xenofobia.

Pur nel rispetto dell’autonomia del sindacato
, non possiamo che sottolineare la necessità assoluta che vengano superate le logiche concertative che hanno reso impossibile la difesa dei lavoratori e delle fasce a basso reddito. In questo quadro, riaffermando la necessità di una piena autonomia del sindacato da partiti, governo e padronato, auspichiamo la costruzione di una ampia sinistra sindacale che ponga al centro i nodi della democrazia e della ripresa del conflitto. Così come salutiamo positivamente ogni forma di coordinamento e di cooperazione nell’ambito del sindacalismo di base.

Riteniamo opportuno favorire
ogni elemento di conflitto dal basso nei luoghi di lavoro, la rinascita di un protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici, l’emergere di momenti di auto-organizzazione, tutti elementi decisivi affinché la battaglia anticoncertativa assuma una dimensione di massa. In questo quadro è necessario un forte investimento nella costruzione della presenza organizzata del partito nei luoghi di lavoro.

Intrecciati con la questione sociale
in senso stretto, sono cresciuti nel paese importanti movimenti di lotta su temi decisivi quali la laicità dello Stato, la difesa della Costituzione repubblicana e antifascista, il rilancio della scuola e dell’università pubblica, il diritto alla libertà di orientamento sessuale e la lotta contro ogni forma di discriminazione, omofobia, violenza alle donne e attacco alle loro libertà, al diritto di scelta e di decisione sul loro corpo com’è il tentativo di attacco alla 194 e la legge sulla procreazione assistita, la difesa dell’ambiente su questioni che interessano contesti locali ma pongono problemi generali relativi al modello di sviluppo. Basti pensare alle lotte contro la Tav, contro le grandi opere, contro la proliferazione di inceneritori e rigassificatori. Si deve dare un sostegno attivo a questi movimenti lavorando per una ricomposizione dei conflitti  in una strategia globale di trasformazione.

Diritti sociali, civili, ambientali sono per noi le diverse facce di uno stesso progetto: l’alternativa di società.
In questo quadro il VII Congresso del PRC ritiene necessario il lancio di una stagione referendaria sulle questioni della precarietà, della democrazia sui luoghi di lavoro, dell’antiproibizionismo, da gestire con il più vasto schieramento possibile.

4
Il PRC, riprendendo il percorso cominciato a Genova
, ribadisce la propria internità al movimento mondiale contro la globalizzazione capitalistica e, in questo quadro, la volontà di intensificare la collaborazione e le relazioni con i partiti comunisti e progressisti, con tutti i movimenti rivoluzionari e le importantissime esperienze latino-americane che si collocano contro le politiche neoliberiste e di guerra, con i popoli in lotta contro l’occupazione militare e per l’autodeterminazione.

In Europa, in particolare,
lavora ad un rafforzamento dell’unità delle forze comuniste e di sinistra alternative al Partito Socialista Europeo, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nordica, al quale aderiranno i futuri eletti.

Per questo motivo il Congresso
dà mandato agli organismi dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del programma che sarà definito nel prossimo autunno. Questa decisione si deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’ Unione Europea. Il Congresso ritiene gravissima qualsiasi manomissione della legge elettorale per le europee e impegna tutto il partito a contrastare questo progetto con il massimo di mobilitazione democratica di massa.


In Italia, in vista del prossimo vertice del G8
, il PRC si deve impegnare, nelle istanze del movimento contro la globalizzazione, a ricostruire lo schieramento di forze politiche e sociali che condusse la mobilitazione contro il G8 di Genova, senza tacere sulle responsabilità del governo Prodi e sull’accondiscendenza del governo Soru nell’individuazione della sede del vertice in Italia alla Maddalena.


Il PRC deve impegnarsi,
nell’ambito del movimento pacifista, in ogni lotta contro le guerre in corso nel mondo, contro la NATO e contro tutte le basi militari straniere, a partire da quella di Vicenza, e deve impegnarsi per il ritiro dei contingenti italiani dai teatri di guerra.

5
Il Congresso ritiene necessario rilanciare il partito
e il progetto strategico della rifondazione comunista ed impegna il nuovo gruppo dirigente a promuovere ed incoraggiare un effettivo e pluralistico dibattito politico e teorico che prosegua nel segno dell’innovazione e della ricerca. In questo quadro, la ricerca sul tema della nonviolenza non riguarda per noi un assoluto metafisico ma una pratica di lotta da agire nel conflitto e nella critica del potere.


E’ parimenti necessario
rilanciare l’indagine sulla morfologia del capitalismo contemporaneo, allargare il lavoro di inchiesta sulla nuova composizione di classe e sulle forme di organizzazione del conflitto.

Il rilancio del partito è impossibile senza la cura del partito stesso.

Il Congresso impegna il nuovo gruppo dirigente a procedere nella riforma del partito, in particolare mettendo in discussione il carattere monosessuato e separato della politica, muovendo dalle indicazioni emerse dalla Conferenza di Organizzazione di Carrara.

E’ necessario impedire ogni degenerazione del partito
in senso leaderistico e plebiscitario ed ogni subordinazione del partito alle rappresentanze istituzionali e ai rapporti verticistici con altre forze politiche.
La gestione unitaria del partito, nel rispetto di eventuali dialettiche interne agli organismi dirigenti a tutti i livelli, deve essere intesa come partecipazione ai processi decisionali e non come mero diritto di critica a decisioni assunte da maggioranze o, peggio ancora, da cerchie ristrette di dirigenti.


La democrazia non è una forma qualsiasi
di funzionamento del partito. Non si deve ridurre alla pura dialettica tra diverse posizioni né confondere in alcun modo con forme plebiscitarie di consenso. Il tesseramento deve essere strumento di partecipazione alla vita del partito, al suo progetto politico e alle sue decisioni. Non deve mai ridursi a strumento burocratico di conta interna. La democrazia necessita di partecipazione libera ed informata alla formazione di decisioni circa gli indirizzi politici di fondo e le scelte più importanti. In questo quadro la democrazia di genere è elemento essenziale della trasformazione della società per un mondo in cui eguaglianza e differenza siano elementi fondativi dell’autocostituzione di soggettività critiche, consapevoli, sessuate.


Gli organismi dirigenti
a tutti i livelli non devono essere retti da una logica elitaria e devono essere fondati sul principio di responsabilità. La rotazione degli incarichi, la non commistione di incarichi di partito con incarichi istituzionali di governo, il rinnovamento costante degli organismi e il superamento del loro carattere monosessuato, l’introduzione di codici etici relativi ai comportamenti connessi ai privilegi sono obiettivi che il Congresso indica come prioritari al nuovo gruppo dirigente.


Il Congresso impegna
infine il nuovo gruppo dirigente a lavorare, con gli strumenti opportuni, al miglioramento della formazione di tutti gli iscritti, dai militanti di base ai dirigenti nazionali”.

Chianciano, 27 Luglio 2008

Il PRC ha un nuovo Segretario Nazionale...Buon Lavoro Paolo Ferrero

Inviato da rossoverde | 29 Lug, 2008, 01:32

E' andata così, come oramai tutti sanno, il PRC ha un nuovo segretario l'ex Mnistro Paolo Ferrero. Non è stato facile eleggerlo troppi veti, troppi giochi e tanto veleno durante la fase congressuale. Già, infatti nessuno ha vinto per superare Nichi Vendola al 47% c'è voluta un'alleanza di 4 mozioni a raggiungere il 53%. Per chi poi (come me) ha seguito il Congresso in diretta su Radio Radicale, ha potuto vedere da subito quali asprezze i delegati hanno tirato fuori. Morale della favola il PRC ha perso qualcosa...ma potrà ritrovare benissimo altro.

In effetti era ovvio che si sarebbe arrivato a tanto dopo una gestione lunga e delle stesse persone come quella che avuto il nostro Partito, unitamente al tonfo elettorale,  molt* compagn* avevano più di qualche sassolino da togliersi dalle scarpe...così Vendola ha finito per pagare le colpe dei Padri, un pò per questioni politiche un pò per colpa sua. Ad ogni modo l'impressione di questi 4 giorni alla Radio era uno scontro forntale su due linee che probabilmente hanno poco a che spartire fra loro; ha prevalso il Marxismo, che non credo sia male per una formazione che si dice Comunista ancora nel 2008. Il nuovo programma varato da 4 correnti su 5 non mette in discussione la costruzione della sinistra, ma ne fissa solo i paletti e rilancia la sfida in chiave Marxista nel nuovo millennio. Certo a 24h dall'elezione di Ferrero poco si può dire su cosa accadrà e quale sarà il nostro futuro, ma bisogna essere fiduciosi che qualcosa si muoverà. 

Eppoi  alle divisioni politche spesso si aggiungono gli antagonismi personali che hanno portato recentemente alla creazione delle varie formazioni comuniste...così la parola UNITà a Sinistra qui in Italia riesce difficile. E' possibile vederlo nel PDCI che dopo 10 anni anni abbozza un tentativo di riunificazione proprio col PRC o in Sinistra Critica che nel suo sito da un giudizio negativo sul 7° Congresso Rifondarolo. Ma va bene così, daltronde è normale che  ciò avvenga, anzi è proprio segno del dinamismo che contraddistingue anche la nostra parte...gli scenari NON sono statici. 

Ad ogni modo il problema più grave da superare è quello di riacquistare egemonia culturale, che da troppo tempo ormai abbiamo lasciato ad altri. Così un compito immediato di Rifondazione è riprendere la sfida che Gramsci riteneva uno dei cardini per potersi farsi capire meglio dal Popolo. 

Poi quel che succederà molti di noi non lo possono sapere, ma se alcuni Compagn* sceglieranno altre strade vuol dire che avranno sentito alrte vocazioni. Ma badate la storia è abbastanza ciclica, nel 19 - 21 una sinistra divisa consegnò il Paese alla cultura fascista...

In tempi più recenti le formazioni di Sinistra che parteciparono ai Governi degli anni 70, 80 e 90, non contrastarono sufficientemente lo stadio embrionale del (Neo) Liberismo (anzi lo favorirono) e il frutto di quelle politiche scellerate le stiamo pagando oggi, essendo pur passati per Tangentopoli, con la generazione dei trentenni disokkupata o precaria. Per non parlare poi dell'attuale sistema di informazione Radiotelevisivo o della carta Stampata.

Ora l'ipotesi è che per qualsiasi Partito Comunista il miglior interlocutore sia un Partito Socialista o Social Democratico, ma in Italia NON esiste questa condizione, il PS italiano è allo 0,9% mentre il PD è tutto fuorchè una formazione di Sinistra è un modello Americano che non ha niente a che spartire con i Comunisti (o post)...e lo si è visto alle ultime Elezioni dove il loro Capo...più che a destra sparava a Manca...col risultato che pure loro hanno contribuito alla nostra crisi d'identità. Così le formazioni Marxiste stanno meglio all'opposizione o al Governo, ma con almeno il 51% dei consensi. E non è un crimine se qualche Compagn* crede che sia necessaria una sinistra di Governo...solo è necessaria chiarezza nei confronti degli Popolo (sopratutto verso gli elettori)...soprattutto in tempi dove la Social Democrazia è stata sostituita dal Social Liberismo. Il nostro è un partito fortemente ideologico, la nostra gente pretende molto e si delude facilmente...e spesso la perdiamo irrimediabilemente così solo con la chiarezza e la coerenza possiamo tenere accese le loro speranze di un Mondo migliore. In buona parte è plausibile il documento finale elaborato a Chianciano (che è sempre migliorabile), perchè non è ne arretramento culturale ne arroccamento ideologico, ma semplicemente non si può e non si vuole trasformare un partito Marxista in uno Riformista. La scelta del GUE (Sinistra Verde e Comunista) e della Sinsitra Europea è appunto una linea politica chiara che riporta al centro del nostro dibattio l'idea di un Comunismo moderno, ma sempre in chiave Marxista.

Peccato che di lunedì non escano i giornali a noi vicini (liberazione e manifesto)   perchè gli unici disponibili portavano un punto di vista che francamente è antirifondazione. Non esiste nessuna vocazione minoritaria, ha vinto  sul filo di lana un documento appoggiato da 4 mozioni su 5; per quanto tutto ciò possa apparire strano questo risultato lo ha dato la democrazia. Eppoi il voto NOMINALE non era una scusa per costringere i fedeli a rispettare i patti, ma semplicemente un atto dovuto per maggior trasparenza, ma voi vi rendete conto se qualche documento avesse vinto e il  numero dei votanti non fosse tornato? Queste sono prassi che nel PRC si usano, possono essere discutibili, ma esistono e può esserne richiesto l'uso e in certi momenti sono regole più chiare di altre. Ad ogni modo ho letto cose molto fastidiose che ahimè ci guardavano da un solo punto di vista, quello di chi ha bisogno dei nostri voti per andare a governare, a prescindere dai programmi, dunque condannandoci per averli "scaricati". Critiche anche navigando su internet da alcune forze di sinistra...che non credono nel rilancio di Rifondazione...staremo a vedere!

Lavoro e Pesca nel 2008 un problema da non sottovalutare

Inviato da rossoverde | 24 Lug, 2008, 21:42

Giappone, Islanda e Norvegia accusano le Balene di rubare i pesci all'uomo, i pescatori nostrani invece rivolgono le stesse accuse ai delfini, allora cosa fare?

E' la solita annosa questione moderna che va a colpire i lavori ricchi di tradizione tramandati di padre in figlio, che nell'era del Capitalismo più efferato devono scontrarsi con le multinazionali per portare a casa il Pane. Su Notizie Verdi di martedì 1 Luglio è uscito un interessante articolo che affronta il problema delle Balene che in via di estinzione vengono selvaggiamente cacciate dai paesi consumatori delle sue carni.  Il 23 Giugno a Santiago del Cile si è riunita la IWC (l'organo internazionale che regola la caccia alle balene) che doveva deliberare se tenere o no in piedi la moratoria che vieta la caccia ai cetacei dal 1986. 2 erano i Gruppi a confronto "I Cacciatori" contro i "I Difensori". 

Ebbene affrontiamo questo discorso che sembri non toccarci!! Si perchè se i 3 Paesi (Cacciatori) sopracitati riescono a tenere in scacco ben 13 Paesi (Difensori) che si oppongono (più le varie ONG schierate con loro) vuol dire che qualcosa non torna. Le Balene NON sono predatori, non hanno neppure denti, hanno bensì Fanoni, che sono specie di peli che servono per "filtrare" il cibo, dunque è lungi da loro mangiare pesce, sono considerati specie di "erbivori", anche se questo termine è incorretto.

Allora cosa è che sta rendendo poveri i Mari di tutto il Mondo? Beh studiosi canadesi, tali: Boris Verm  e Ramson Mayers hanno accertato dei dati che vedono nell'inquinamento la causa principale della diminuzione del Pescato Mondiale. Il risultato dei loro studi è che negli ultimi 50 anni sono sono scomparsi dai 7 mari, circa il 90% dei grandi pesci commestibili: Tonni, Merluzzi, Squali, Pesci-Spada, Marlin. In sostanza in alto mare si è pescato troppo e male, con gravi danni agli ecosistemi derivati dall'uso delle famigerate reti da pesca a strascico. In più circa il 75% dei pescherecci mondiali circola con Carichi non consentiti, muovendo un illecito pari a 10 Miliardi di euro l'anno. 

La Pesca selvaggia ha una pratica non controllabile nei paesi in via di sviluppo, dove questi continuano ad ignorare le leggi che regolano la pesca. Occorre dunque mediare soluzioni, ad esempio aree marine protette con proibizione di ogni attività "invasiva"; cercando di arrivare a proteggere tramite i Parchi, circa il 12% dell'Oceano entro il 2012. Chiaramente bisogna dare rilevanza alle zone riproduttive. 

Per leggere la notizia completa contatta la redazione di Notizie Verdi

Ora appare chiaro che la Sinistra e in particolar modo Rifondazione Comunista, debba prender posizione contro la pratica di sfruttamento del Mare prenda chiara posizione in difesa dei Parchi...allo stesso tempo è necessario instaurare un dialogo stabile coi pescatori, in quanto anch'essi sono parte integrante del mare (non me ne vogliano) quanto i suoi abitanti. La modernità davvero deve portare alla difesa del mestiere del pescatore, ma le minacce che ci sta regalando l'età contemporanea devono farci fare una seria riflessione sul valore effettivo di questo mestiere. E' nescessario impegnarsi a trovare un altro modo di far pesca che non sfrutti, ma che sia in armonia con l'ecosistema marino.

Altre specie di predatori mammiferi del mare sono a rischio estinzione, i Delfini. A Oristano e in Provincia esiste una forte communità di pescatori, sia di mare che di zone lacustri, ebbene impegnamoci ad ascoltare e a fornire soluzioni alternative ai soliti modi a oggi attuati e non stanchiamoci mai di fare informazione; un'altra economia è possibile, così come un altro mondo. Fermo restando che siamo contrari allo sterminio mirato di Gabbiani, Pellicani, Delfini o ogni qulasiasi altro essere vivente accusato ingiustamente di "concorrenza" alla pesca.
Istruire è la parola d'ordine anche a costo di scontrarsi cone le sacche di conservazione, non tutti riescono ad avere gli occhi puntati sul mondo in quanto guardare in casa propria è più facile; dunque sta noi trovare una politica altermondista che possa dare anche ai Pescatori la possibilità di vivere in questo nuovo millennio in armonia con gli altri abitanti del mare.

Il Caso Tharros è l'espressione di una Città che muore!!

Inviato da rossoverde | 23 Lug, 2008, 15:28

Leggevo oggi su un quotidiano locale che la nostra gloriosa squadra cittadina la Tharros, sta morendo, e non perchè non ha 85 milioni di euro per ingaggiare Ronaldinho, ma per il disinteresse degli oristanesi. Già l'apatia che contrddistingue il Capoluogo Occidentale oltre che essere famosa nel Mondo sta pure diventando omicida.

Perchè dico ciò?

Perchè l'andazzo preso da ormai troppo tempo è questo cioè lasciare che gli eventi e le delusioni personali prendano il sopravvento sul sentimento comune di rivalsa di essere orgogliosi delle proprie origini. Lo si vide già quando chiuse il Gatto e la Volpe un negozio di gicattoli che era come un istituzione dove tanti oristanesi compravano regali per i loro figli, amici e parenti...così se altri negozi di giocattoli si sono aperti in sua sostituzione è stata l'indiferenza della situazione che ha fatto più male che i debiti.

Come è possibile che una cittadina Capoluogo di Provincia sia così passiva a tutto ciò che la circonda è un mistero, già le cronache paesane dell'800 riferivano di un luogo noioso e poco incline alla vitalità, ma possibile che non si possa rimediare a questo? Sicuramente vi è la possibilià ed è proprio per questo che la Politica locale deve essere in contro tendenza alle ultime giunte che si sono succedute. Un'azione progressista atta a far prendere coscienza ai cittadini dei loro mezzi può senza ombra di dubbio  portare ad un attivismo cittadino maggiore.

Come? Opponendoci a tutto questo...

Fino ad oggi abbiamo lasciato che le istituzioni locali si occupassero di noi, le ultime giunte hanno potuto lavorare senza praticamente opposizione, ma non parlo solo di sale ovattate, ma soprattutto fuori...Così non si può negare che (e i dati lo dimostrano) la percezione della qualità di vita sia tendente al peggioramento...proprio perchè essendo immersi in un clima di sfiducia, tutto sembra crollare. Ma questo non impediva di fare delle battaglie per rendere Oristano un centro culturale del mediterranneo. Si è scelto però di chiudersi a riccio, esattamente come la più efferata ricetta della conservazione. Pochi e controllabili è meglio che un piccolo grande polo interculturale che porti anche idee nuove. Il potere concentrato nelle mani di poche persone abilmente trincerate dietro la Burocrazia, nessun piano di sviluppo o di rinascita, solo uno slogan "tutta colpa dei comunisti".

Da tempo questa città è specchio di ciò che è diventata l'italia, cioè aridità pura. I trentenni che emigrano alla ricerca di lavoro, anziani inferociti da servizi scadenti,  i giovani che sfogano la loro noia in atti di razzismo e vandalismo...mi sembra di vivere in prima persona (adattato ai giorni nostri) il libro Cristo si è fermato a Eboli.

Allora cosa centra la Tharros in tutto questo, direte voi?

Quando lo sport Nazionale e ultramiliardario non riesce più a far breccia nel cuore degli sportivi della  Città allora è giunto il tempo di fare autocritica e capire cosa non va di questo posto...

Avanti dunque SINISTRA, parti da qui dall'unire i cittadini di Oristano, nella speranza di un futuro migliore...questo posto necessita di cooperative che possano dare lavoro a tutti e che possano veramente portare alla redistribuzione della ricchezza; bisogna allo stesso tempo diffidare dei vari padri e padroni che con le loro promesse e la loro scarsa considerazione della dignità umana utilizzano le persone come merce di scambio. Rifiutiamo il lavoro clientelare e allo stesso tempo combattiamo gli egoismi...tutti un pò più dinamici e felici può e deve essere obbiettivo comune!!

E AI PADRONI CHE CI VORREBBERO SCHIAVI DEL SOLDO, RISPONDIAMO IN CORO CHE ESSER RICCHI NON è SOLO UNA QUESTIONE DI MATERIA, MA CHE OGNI UOMO è RICCO QUANDO è LIBERO E PUò ESPRIMERSI!! I SOLDI NON FANNO LA FELICITà UN MONDO PIù GIUSTO E MENO INQUINATO SI!! LASCIAMO AD ALTRI LA POSSIBILITà DI COMPRARSI IL PARADISO CON GLI EURO E I DOLLARI, NOI INTANTO COMINCIAMO A RIPRENDERCI ORISTANO E LA THARROS!!