Lev Trotsky dal “Programma Di Transizione”: I bolscevichi leninisti si trovano in prima fila in ogni forma di lotta, anche nel caso che si tratti degli interessi materiali o dei diritti democratici più modesti della classe operaia. Essi prendono parte attiva alla vita dei sindacati di massa, preoccupandosi di rafforzarli e di accrescerne lo spirito combattivo.
Mercoledì
10 Giugno a Oristano si terrà una manifestazione a sostegno dei
lavoratori della Vip Sardegna insieme ai sindacati (Cgil e Uil), al
Prc, ai Giovani Comunisti e assieme a tutte le forze e ai singoli che
hanno a cuore le sorti dei lavoratori!
La manifestazione partirà
alle ore 08:30 davanti ai cancelli dell'azienda (Via Parigi - Zona
industriale) e terminerà di fronte alla Prefettura.
Ci
appelliamo a tutte le forze politiche, ai movimenti, alle associazioni
e a tutti i singoli che si richiamano ai valori del lavoro, della
giustizia e della solidarietà sociale affinchè partecipino a questa
importante manifestazione; è essenziale la presenza di tutte e tutti,
contro l'ennesima bastonata all'industria oristanese e contro la
continua prepotenza padronale.
Su http://gcoristano.splinder.com/
è scaricabile la rassegna stampa e i comunicati del PRC e dei GC
oristanesi riguardo la situzione dei lavoratori VIP per chi volesse
capire meglio la loro situazione!
Da Mercoledì 15 Aprile comincerà la raccolta Fondi e/o Atrezzature per gli animali anch'essi vittime del terremoto.
Iniziativa che sarà concordata con l'ENPA ed ENGEA AMBIENTE o comunque con i volontari operanti sul campo Abruzzse. Non si ferma invece la raccolta "vettovaglie" che saranno spedite alla Brigata della Solidarietà Attiva in Abruzzo al coordinamento dei Compagn* abruzzesi.
Dal sito ENPA:
Le donazioni vengono utilizzate per acquistare
in loco, a Sulmona, generi di prima necessità. La città è stata colpita
solo marginalmente, non sono segnalati danni alle strutture e, a
differenza dell’Aquila non ci sono problemi di approvvigionamento. Per
aiuti economici si ricordano, di seguito, le coordinate.
Conto corrente postale n. 95664553 Iban IT 58 D 07601 01400 000095664553 intestato a: Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali Causale: Emergenza animali terremoto Abruzzo
Per inviare direttamente gli aiuti tramite corriere espresso, sui
pacchi da inviare al Centro operativo dell'Enpa di Sulmona occorre
scrivere chiaramente “AIUTI PER TERREMOTO ABRUZZO”. L'emergenza investe
anche i corrieri i quali, tuttavia, danno priorità ai pacchi con tale
scritta. Si ricorda che l'indirizzo del Centro operativo Enpa di
Sulmona è il seguente:
Ente Nazionale Protezione Animali Onlus Centro Operativo Raccolta Aiuti per Animali C/o Ambiente Viale dell’Industria, 30 67039 Sulmona (AQ)
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ORISTANO 8 APRILE 2009 – PIAZZA ROMA
ORE 10:00 - 13:00 / 16:00 - 20:00
Gentile Cittadin*,
oggi
8 Aprile siamo QUI in questa piazza nel tentativo di reperire fondi da
inviare al più presto possibile in Abruzzo colpito da un gravissimo
sisma.
Ti
chiediamo un minimo contributo da inviare ai nostri concittadini che in
poco tempo hanno perso tutto! NOI ti diamo garanzia che il tuo aiuto
arriverà a destinazione in quantocampagna conclusa chiederemo di dare notizia dei versamenti fatti sui due quotidiani sardi L’Unione Sarda, LaNuova Sardegna e su Liberazione.
A
tutti rilasciamo una ricevuta con l’importo versato e nel caso tu ci
voglia lasciare il tuo nome, questo sarà pubblicata in una lista
assieme a tutti quelli che hanno partecipato a questa gara di
solidarietà.
Ad
ogni modo in questo banchetto trovi una lista di enti che si stanno
mobilitando per la stessa causa e hanno aperto dei Conti Correnti.
Noi siamo parte della Brigata della Solidarietà Attiva.
Questi fondi saranno distribuiti in 3 parti uguali:
Banca Popolare Etica
Centro Servizio del Volontariato della Provincia dell'Aquila IT 27 N 05018 12100 000000404404
presso Banca Popolare Etica, sede di Padova, via Tommaseo 7
causale: Emergenza Terremoto Abruzzo
Croce Rossa Italiana
il Conto Corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana via Toscana 12 - 00187 Roma, codice Iban IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004, causale pro terremoto Abruzzo
Brigata della Solidarietà Attiva
Conto Corrente Bancario RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZO IBAN: IT32J0312703201CC0340001497
Ringraziandoti anticipatamente della tua collaborazione ti porgiamo i nostri più cordiali saluti.
La Brigata della Solidarietà Attiva Oristano
"La generosità degli oristanesi nella sola giornata di Martedì 7 Aprile ci ha permesso di raccogliere già 206,50€...grazie
a tutti...ma l'obbiettvio per mercoledì è di arrivare a quota 500,00€!!
Siamo sicuri vi riusciremo con l'aiuto di tutti!!"
CIRCOLI P.R.C.DI ORISTANO "PEEPINO IMPASTATO" E "TERESA NOCE"
Domani Martedì 7 e Mercoledì 8Aprile - i Giovani Comunisti, il Circolo Teresa Noce, il Circolo Peppino Impastato e la Federazione Giovani Socialisti saranno in Piazza Roma dalle ore 16:00 alle ore 20:00 per raccolta Fondi causa Terremoto Abruzzo!! Siete tutti invitati!!
Chiunque
passerà per questa strada potrà aiutare concretamente i nostri
concittadini, immediatamente avrà una ricevuta dei soldi
lasciati...successivamente a evento concluso i soldi raccolti saranno
devoluti agli enti sotto-indicati.
Ne daremo notizia sui due quotidiani sardi Unione Sarda, Nuova Sardegna e su Liberazione.
Le
associazioni giovanili El Gato Obrero, Oristanesi e Oristano Giovane
hanno promosso per Sabato 7 febbraio alle ore 20 l’organizzazione di
una fiaccolata in memoria di Frederic Mondoloni, il ragazzo francese
morto nei giorni scorsi per le conseguenze delle lesioni riportate nel corso di una rissa per futili motivi scoppiata nelle vie del centro storico.
La
manifestazione ha lo scopo di coinvolgere tutti gli oristanesi che
condannano il tragico episodio che sporca l'immagine di una comunità
cittadina che ripudia qualsiasi forma di violenza. La fiaccolata sarà
aperta a tutti senza alcuna distinzione di lingua, di religione, di
opinioni politiche e o di condizioni sociali.
Nei
prossimi giorni verrà reso pubblico il programma dettagliato
dell’iniziativa e l’itinerario che interesserà le vie del centro
storico. Altre associazioni, enti, istituzioni e tutti i cittadini
possono segnalare la loro adesione e la propria partecipazione inviando
una mail all’indirizzo oristanesi@gmail.com
A vedere i segnali era prevedibile una crisi del
governo Soru; molto probabile che si verificasse sulle scelte
urbanistiche. Negli ultimi vent’anni è successo spesso che dietro le
dimissioni di un governo regionale vi fossero contrasti, mai spiegati,
sui temi del governo del territorio. In questo caso c’è altro. Nello
sfondo ci sono da mesi le questioni interne del Partito democratico:
quadro fosco e mutevole, difficile da decifrare tra le righe dei vari
passaggi, e rivelatore della imminenza delle elezioni. Per cui nello
scontro si intrecciano varie questioni, ma il nodo dell’urbanistica
resta saldamente al centro, nonostante i tentativi di minimizzarlo. Lo
è stato nel corso della legislatura, con conflitti nella fase di
redazione del Piano paesaggistico la cui approvazione, con quel
contenuto atipico, non è stata mai accettata da una parte della
maggioranza, piuttosto subita con malcelato fastidio, espresso in più
occasioni sotto altre forme. Credo che al fondo vi sia un serio
malinteso, prodotto della sottovalutazione di molti riguardo alle
dichiarazioni d’intenti di Soru sul governo del territorio, contenute
con evidenza nel programma elettorale della coalizione del
centrosinistra. Basta rileggerlo quel documento, arditamente proposto
agli elettori - che lo hanno accolto - e si troverebbe descritta la
volontà di una rigorosa tutela dei paesaggi sardi, senza spazi per i
patteggiamenti tipo quelli che hanno portato i precedenti Ptp alla
invalidazione con disonore. Facile immaginare che più di uno abbia
pensato che intanto i programmi contano fino a un certo punto, perché
poi le cose si aggiustano. Già visto. L’obiettivo di quella parte del
centrosinistra che ha condiviso il progetto, è invece rimasto fermo e
la indisponibilità alle mediazioni sul programma è sembrata agli
avversari insopportabile. Si potrebbe discutere fino ai dettagli per
scoprire se l’atteggiamento del governo regionale sia stato troppo
discontinuo, e l’idea del “piano senza difetti” inconciliabile con le
necessità della politica e dei suoi equilibri. Sarebbe un esercizio
inutile. Conta piuttosto evidenziare che questa fase ci ha messo
finalmente tra le regioni guardate con rispetto dall’Europa sui temi
ambientali. I fatti. Non è chiaro quello che è accaduto come è in tutte
le crisi della politica. I contrasti sembrano riconducibili alla
questione delle competenze nella approvazione del Ppr, se della Giunta
o del Consiglio. Il cui ruolo è sembrato finora marginale (per via del
sistema elettorale o per l’ assenza dei partiti un tempo promotori di
dibattiti nel territorio?). La necessità di riconoscere al Consiglio
maggiori poteri era stata decisa attribuendogli la competenza nella
approvazione di un documento preliminare, impegnativo per la
approvazione del Ppr. Del quale resta aperta la fase due. La redazione
in corso, per le zone interne, da concludersi necessariamente prima
delle elezioni (quando se no?) chiede una ovvia accelerazione. La
ragionevole tesi di utilizzare, in fase transitoria, il documento
d’indirizzo già approvato dal Consiglio nel 2005, è stata contrastata,
per affermare il ruolo dell’Assemblea - è stato detto. Ma impossibile
non vedere in ciò il segno di una scarsa volontà a completare in tempo
il Ppr. Poco in sintonia con fatti recenti: l’insuccesso clamoroso del
referendum ammazzacoste e soprattutto le tragedie delle alluvioni. Una
prova di forza sul punto più in vetrina del programma e più caro al
presidente? Forse. Una strategia palazzinara? Non esattamente. Ci sono
nel Partito democratico e nella coalizione di centrosinistra che
governa la Regione forze che si richiamano alle migliori tesi
dell’ambientalismo, ma c’è, non lo si può negare, l’idea di regolare
caso per caso le faccende nel territorio contraddicendo alla radice i
principi generali. Quante volte abbiamo sentito declamare la formula:
«Siamo per la tutela del territorio e del paesaggio, ma»... Ed è quel
“ma” che rivela un’attitudine al compromesso, cronica e temo
incorreggibile.
Dichiarazione di Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali del Prc
"I dati
del primo rapporto "Sport e Società" del Censis non sono esaltanti e
devono servire ad avviare una seria riflessione sul sistema di
promozione e diffusione dello sport nel nostro Paese, evidentemente
poco efficace.
Le cause si conoscono e sono riconducibili ad un'organizzazione
eccessivamente incentrata sul Coni e male articolata nelle istituzioni
pubbliche, come Regioni ed enti locali, che dovrebbero avere maggiori
risorse per migliorare i propri servizi sportivi, soprattutto in ambito
sociale. Non basta constatare che mezza Italia è sedentaria, bisogna
intervenire per garantire a tutti i cittadini l'accesso all'attività
motoria. E il punto di partenza non può che essere la scuola,
aumentando le ore dedicate al movimento ed adeguando le strutture per
una continuità educativa anche in orario extracurriculare. Inoltre, la
cittadinanza ha bisogno di impianti sportivi leggeri e polivalenti, non
di megastrutture per grandi eventi.
Se vogliamo veramente riconoscere e sostenere il ruolo socio-educativo
dello sport, dobbiamo collocarlo nelle politiche del welfare e non in
un recinto ristretto e finalizzato al risultato come quello del Coni.
Lo Stato
non può concedere centinaia di milioni di euro al Coni, che in parte li
utilizza per privatizzare il sistema attraverso la Coni Servizi Spa e
nulla allo sport sociale, quello delle scuole, dei quartieri. Quindi,
Petrucci la smetta di chiedere altri soldi, ne ha già troppi. È
necessaria, al contrario, una gestione più orizzontale delle risorse e
dei servizi, partecipata da enti locali, scuole, associazioni,
famiglie, persone".
Entro
il 2030 gruppi profughi si sposteranno verso l'Antartide, le Olimpiadi
si terranno solo nel Cyberspazio e l'Australia centrale verrà
abbandonata a causa dell'eccessiva siccità. Lo prevedono gli esotici
scenari contenuti in uno studio sul cambiamento climatico reso noto
oggi.
Forum for the Future, un centro studi che ha sede a Londra,
e i ricercatori degli Hewlett-Packard Labs spiegano che il loro intento
è quello di dare avvio a un dibattito su come evitare i peggiori
effetti del riscaldamento globale presentando una serie di scenari
radicali per il futuro.
"Il cambiamento climatico colpirà l'economia almeno quanto il 'credit crunch'", dice lo studio di 76 pagine.
Gli
scenari vanno dall'adozione di una maggiore efficienza energetica, con
le centrali di desalinizzazione, alimentate grazie all'energia solare,
che trasformeranno il Sahara in un'area verde, a un futuro in cui a
causa dell'aumento delle temperature l'Antartide comincerà a divenire
meta di un nuovo tipo di rifugiati, "profughi climatici".
"Abbiamo
ancora la possibilità di modificare il futuro", dice a Reuters Peter
Madden, responsabile del Forum. "Questo è ciò che il mondo potrebbe
diventare e alcune opzioni non sono molto piacevoli".
Madden dice
che la maggior parte dei rapporti sul cambiamento climatico si
concentrano sulle conclusioni scientifiche relative alle emissioni di
biossido di carbonio, senza prendere in considerazione le risposte
psicologiche o sociali.
"Gli storici del futuro potrebbero
guardare ai nostri come 'gli anni del cambiamento climatico. Ci
considereranno una generazione eroica oppure guaderanno a noi con
incomprensione e disgusto, come facciamo noi ora con chi permise lo
schiavismo".
Madden dice che lo studio non cerca di stabilire
esattamente cosa è più probabile che accada, ma solo indicare alcune
delle possibilità.
CINQUE SCENARI
Lo studio indica cinque scenari.
Prima
l'efficienza - L'innovazione tecnologica contribuirà a risolvere il
problema del cambiamento climatico e a incentivare una forte crescita e
il consumismo. Il Sahara diventerà verde e il litorale orientale degli
Usa, per esempio, sarà "protetto da un muro di cemento ecologico che
genera energia dalle onde e dalle maree".
Trasformazione dei
servizi - I prezzi alle stelle per l'emissione del Co2 condurranno a
una economia basata sui servizi. La gente non userà più le auto, ma le
biciclette. "L'Australia centrale e l'Oklahoma sono state abbandonate
per la mancanza d'acqua. Gli atleti saranno a casa loro durante le
prime Olimpiadi virtuali, concorrendo uno contro l'altro nello spazio
virtuale davanti a miliardi di spettatori".
Redifinire il
progresso - Una depressione globale tra il 2009 e il 2018 costringerà
la gente ad adottare stili di vita più sobri e a concentrarsi sul
benessere e sulla qualità della vita. Negli Stati Uniti, le persone
"lavoreranno 25 ore a settimana e faranno fino a 10 ore di lavoro
volontario".
Economia di guerra ambientale - Il mondo non è
riuscito ad agire contro il cambiamento climatico, il commercio
mondiale è crollato dopo che il petrolio è arrivato a costare 400
milioni di dollari al barile. Gli impianti elettrici si spengono
automaticamente quando le famigli eccedono la propria quota energetica.
Mondo
protezionista - La globalizzazione è in ritirata dopo la scarsa
risposta coordinata al cambiamento climatico. Il Marocco ha chiesto di
entrare nell'Unione europea in cambio di accesso esclusivo alle
forniture di energia solare fino al 2050.
Il primo luglio 2008 è stato effettuato a Terralba lo
sgombero di una comunità rom, insediata da molti anni e costituita da nuclei
familiari stabilmente residenti, che contano nel loro insieme un totale di 54
persone. Un altro insediamento di minore dimensione subirà la stessa sorte tra
qualche giorno. L’ordine burocratico della demolizione, affidato per 33 mila
euro alle ruspe, si è tradotto nel problema fisico della cacciata, per la quale
è stata mobilitata la
Forza Pubblica. Non essendo stato possibile affidare queste
persone alle acque del mare o ad altre modalità di dissolvimento, è rimasto tal
quale il problema della loro collocazione. Un esperto di questa materia disse
al processo di Norimberga che non è difficile far fuori le persone, il problema
è dissolvere la loro fisicità.
Questo problema ha messo in
moto due ipotesi di intervento, ispirate da senso dell’emergenza e spirito di
solidarietà. La prima di queste, determinata e ammirevole, è stata posta in
essere dal sacerdote don Giovanni Usai in una comunità di Arborea; la
dichiarata scelta di disobbedienza di quest’uomo ha reso ridicola l’ulteriore
intimazione di cacciata notificatagli anche dalsindaco di quel comune, e per ora tutte quelle 54non-persone restano con lui. La seconda
ipotesi, mendicata in queste settimane dal prefetto Tuveri presso tutti i
sindaci della provinciae sponsorizzata
da alcuni esponenti politici, prospetterebbe una suddivisione del gruppo rom di
Terralba fra diversi comuni provvisoriamente disponibili alla cristiana
accoglienza. Tutto ciò accade nel silenzio tombale della classe politica
stessa: non mancano ovviamente le esposizioni individuali, ma il vuoto di
politica reale, in termini di attenzione, di intervento e di prospettiva, è
totale. E’ persino più sconcertante dell’abissale sconcezza delle ordinanze dei
sindaci di Terralba e Arborea, che costituiscono evidentemente le risultanze
terminali di una ragione di governo affaccendata sul G8, sui posizionamenti
elettorali e su consimili amenità.
La gravità di questa situazione, per la catena di
precedenti sociali, amministrativi e giuridici che presenta, necessita di uno
sforzo di immediata chiarificazione, e pone alla classe politica, alla
coscienza civile e alla Procura della Repubblica tre interrogativi fondamentali:
1:l’ordinanza del sindaco di Terralba, in termini formali e in termini
sostanziali, è legittima?
2:l’eventuale disponibilità di alcuni sindaci all’accoglienza può valere
come modello di soluzione?
3:lo
smembramento di una comunità è insignificante dal punto di vista dei diritti
umani?
1:L'ordinanza:
l’intimazione del sindaco di Terralba connette due sue precedenti
ordinanze: sgombero degli accampamenti e demolizione delle opere abusive;tale connessione, il cui fondamento di
legittimità è l’abuso edilizio, si risolve, testualmente, nella intimazione di
“allontanamento dal territorio comunale
dei campi nomadi”. Anche i bambini capiscono che se una contestazione di
abuso edilizio desse al sindaco il potere di disporre della dislocazione corporea
e della libertà personale degli individui, contro gli artt. 13, 14, 16, 17 e 18
della Costituzione, ci troveremmo in una situazione surreale. Inoltre il
campo rom di Terralba non è affatto
nomade, risulta stabilmente
all'anagrafe e alla vigilanza pubblica, è stabilissimo da molti anni e per di
più posizionato su aree di cui le persone che lo abitano vantano la proprietà.
A parte la seria ipotesi di abuso compiuto dai pubblici poteri ai danni di
persone fisiche e beni privati, si evidenzia qui il paradosso per cui anziché
contrastare il nomadismo favorendo regolari residenze stanziali, si distruggono con le ruspe le
residenze stanziali per rigettarne i componenti, umiliati e saccheggiati di
tutti i loro averi, nel randagismo puro. In Consiglio comunale, tanto per inserire un tocco
di umorismo, si è perfino evocato il canile. Nella logica di alcune
amministrazioni agisce un’intelligenza sovrumana.
2:L’accoglienza:
l'accoglienza è una nobile disposizione umana, ed è un dovere morale nei casi
di calamità e di disgrazia. Ma questo non è un caso di calamità: fare
appello alla morale quando si calpesta il diritto non fa bene né alla morale né
al diritto, e col contrappeso della solidarietà si spalanca il terreno
all’abuso di potere e all’arbitrio puro. Per questo riteniamo che il
tentativo perseguito dal Prefetto di Oristano, pur umanamente apprezzabile, sia
profondamente sbagliato in termini di principio e del tutto privo di
prospettiva in termini di fatto. Esso manca del requisito fondamentale: la
garanzia che siano i soggetti in questione a decidere liberamente dove stare.
Fino ad ora resta il fatto che la loro casa è in quell’ unica loro terra, e che
ne sono stati cacciati in offesa al'essenza della loro vita: le loro cose, le
loro attività quotidiana e la scuola. Essi sono sotto la protezione dell’art.13
della Costituzione, e in questa situazione di fatto ogni condizione costrittiva
di accoglienza finirebbe per legittimare l’abuso di cui sono vittime.
3:Lo
smembramento: stando alle cronache ci sono in provincia comunità
tradizionalmente dialoganti e comunità modernamente grette: il documento del
vicesindaco di Gonnoscodina, diretto a una libera discussione in quella
popolazione, e l’intervista del capo dei vigili di Arborea, che in veste di
pubblico ufficiale vuole a tutti i costi le impronte digitali (senza che
nessuno dei suoi concittadini abbia avuto il buon senso di chiederne la
rimozione), sono un esempio di quanto in soli trenta chilometri può essere
vario il mondo. E’ dunque teoricamente possibile che con un po’ di dirindin e
progetti socialmente utili si possa suddividere in modo caritatevole il
problema, “smembrare” la storia sociale e l’identità fisica della comunità rom
e supporre di poter vivere felici e contenti. Ma è più che probabile che gli immaginari
zingari felici percepiscano questa ipotesi come quella di una deportazione. Può
sembrare che abbiano troppe pretese: ma chi accetterebbe un simile smembramento
delle proprie storie affettive e del proprio orizzonte di socialità? In nome di
quale ordine costituito, di quale principio di sicurezza o di quale dio si può
fare questa selezione di esseri umani come si fa una marchiatura di bestiame?
Chi mai accetterebbe di uscire per strada sapendo di essere guardato a vista e
di doversi atteggiare di fronte a chiunque come un cane riconoscente? Nessuno
tra noi, e assolutamente nessuno tra loro.
Le nostre università vantano meriti riconosciuti nel
campo dell'antropologia, ma anch'esse sono solitamente mute su questa gente. I
rom non hanno una consuetudine sociale monofamiliare, ritagliata su tempi di
casa, di professione, di promozione sociale ecc. Il senso della loro esistenza
è in reti familiari estese, con valori e disvalori comportamentali radicati nei
loro codici morali, così come quelli di tutte le diverse società umane; c’è un
limite alla nostra pretesa di intromissione e anche alla nostra pretesa di
giudizio, ammesso che nel suo insieme la nostra storia e il nostro costume
abbia poi così tanto da insegnare; è l’orizzonte di senso della loro vita che
attende da noi di essere riconosciuto, così come è un bene che essi si rendano
disponibili a riconoscere il nostro. I sardi hanno sempre vissuto a parti
invertite questo dramma, e non è un bene per nessuno che la loro memoria comune
sia così cedevole alla conformazione dominante. Lareciprocità non è mai facile: costringe
ciascuno a vedersi con gli occhi di chi gli sta di fronte. La privazione di
questanecessità della condizione umana,
l’accecamento di quello sguardo, è ciò che chiamiamo razzismo.
domenica 13 alle ore 19 ci sarà a TERRALBA una assemblea pubblica sulla "evacuazione" del CAMPO ROM.
non è stato facile per i cittadini di Terralba che hanno dato vita al loro piccolo comitato
1: superare lo sconcerto iniziale
2: misurarsi con il muro di indifferenza e di ostilità comunque presenti nella cittadinanza
3: assumere una posizione rivendicata pubblicamente.
Credo
non sfugga a nessuno la gravità del caso di Terralba per quanto esso
rischia di legittimare nel comportamento delle istituzioni, e cioè
nella conformazione della figura del sindaco sceriffo al canone
Lombroso-Borghezio, che è comunque molto più avanti (nell'universo
della paranoia) di quanto non lo siano il pacchetto sicurezza e il
cervello strizzato di Maroni.
La vergogna di Terralba è il rovescio
storico dell'orgoglio di Pratobello, giusto per capirne la dimensione
come precedente giuridico e la consequenzialità nei comportamenti di
fatto da parte della Prefettura e di altri sindaci (in primis quello di
Arborea).
Per
tale ragione è INDISPENSABILE essere presenti all'assemblea di
Terralba, che si terrà in piazza e che dovrà essere partecipata secondo
gli orientamenti emergenti nel locale comitato: presumo quindi che sia
più che opportuno rinunciare a bandiere e comizi e partecipare in
semplice fisicità, solidarietà e condivisione, poi si vedrà.
Fino
a ieri ritenevo di poter portare a Terralba l'orchestra ROM che
abbiamo nel programma della festa di Bosa: invece sono emersi problemi
seri sulla loro libertà di movimento (visti, identificazioni, paura
ecc.) e non possono venire neanche a Bosa. Questo è oggi lo stato della
vita nazionale. Di conseguenza chiunque tra voi abbia la possibilità di
portare a Bosa e soprattutto a Terralba un violino o comunque un poco
di musica di strada lo faccia: varrà più di un milione di parole.
Vi prego di far girare l'informazione. - Grazie, Gian Luigi
Il Congresso del Circolo PRC-SE TERESA NOCE è convocato per.domenica13 pv alle ore 19.00.. .. pressola sededellacoop Il Seme in località
Corte e Baccas, comune diSantaGiusta,
Programma dei lavori
- Elezione della Presidenza del
Congresso
- Relazione del Segretario
uscente
- Intervento di saluto
degli/delle invitati/e
- Presentazione dei documenti congressuali
(max. 10 minuti cadauno)
- Nomina delle commissioni
(verifica poteri, politica, elettorale)
- Dibattito
- Eventuali repliche dei
presentatori dei documenti congressuali (max. 5 minuti cadauno)
- Conclusioni della/del
compagna/o designata/o dalla Commissione Congressuale di Federazione
- Votazioni sui documenti
congressuali, gli emendamenti nazionali, gli emendamenti allo Statutononché gli ordini del giorno e i documenti
finali del Circolo
- Elezione degli organismi
dirigenti, di garanzia e delle delegate e dei delegati al Congresso diFederazione
Ricordo ai compagn*:
·che alla votazione dei documenti si procede ad appello nominale conrelativasottoscrizione personale,e con
secondo appello nominativo
immediatamente successivo allaconclusione del primo.Tale operazione verrà svoltaal termine deldibattito chesiconcluderà per le ore 21.00 .
·che hanno diritto alvototutti i compagn* iscrittidel2007cherinnovano o hanno rinnovato l’iscrizione al partitoconfirmadelrelativotagliandotessera eversamento quota( minima PRC 15
euro, GC 10euro), i compagn*
iscrittinel2008fino a10giorniprima dello svolgimento delcongresso, i compagn*tesseratianchenel2007 presenti allo svolgimento del
congressoche richiederanno latessera2008firmando ilrelativotagliandoeversandoalmeno laquota minima.
·Sono ancora a disposizione le copiedei documenti congressuali,perchinon leabbiaancora ricevute, perchè permotivazioni economichenon
possiamo inviare a domiciliovostro,
potetescaricarveledal sito del partitowww.rifondazione.itorichiederli al3397916117, orecarvi infederazione,v. Mattei464
piano aritirare una copia.
Il 7 luglio riempiamo di impronte digitali il Ministero dell'Interno
E'
già iniziata la schedatura e la rilevazione delle impronte digitali dei
rom, minori compresi, nei campi rom con lo scopo di "censire" quanti vi
risiedono. Una misura fortemente voluta dal ministro Maroni, nonostante
l'indignazione con cui è stata accolta da gran parte dell'opinione
pubblica.
Forti perplessità sulla legittimità di un simile
provvedimento ha espresso anche il Commissario europeo ai diritti
umani. Associazioni laiche e cattoliche, italiane e internazionali,
intellettuali, artisti, giornalisti, politici hanno denunciato il
razzismo di questa misura giudicata un grave vulnus della democrazia e
della Convenzione per la tutela dei diritti del fanciullo. Un atto
discriminatorio e persecutorio.
E' necessario dare visibilità, anche con azioni simboliche, alla nostra indignazione.
Compag* e Amic*,
sempre riferendomi alle componenti che presto si andranno a confrontare in Consulta, credo che ogni ENTE possa utilizzare questa tribuna per prendere una netta posizione contro il Razzismo.
Quello che oggi sta accadendo in Italia, e che ahimè arriva pure in Sardegna proprio a Terralba Provincia di Oristano dove il Sindaco ha comandato lo sgombero di un Campo Nomadi, sia un indice grossolano del degrado culturale che la nostra società sta vivendo.
E' vero ci sentiamo vittime di un sistema globale che ci opprime e che col suo giogo fa sentire vittime tutti in eugual modo, ma la risposta non è prendersela col più debole.
Nessuno ha la bacchetta magica e i problemi di convivenza non li risolverà ne questo Blog ne le belle parole che io posso usare per esprimere le mie preoccupazioni in merito alle scelte del Ministro Maroni, ma l'unica possibilità che abbiamo per uscire dalle Paure del nostro Secolo è l'apertura e il dialogo.
Negli primi anni del 900 toccò a noi Italiani ed in particolare Sardi emigrare, eravamo poveri e le terre di Argentina, Australia, Belgio e America erano quel sogno di una vita migliore che lo stivale non dava.
Non dobbiamo dimenticare questo, poiché non tutti i "diversi" sono delinquenti, spesso sono dei poveracci in fuga dalle persecuzioni.
Vedete una cosa ha comunque caratterizzato la vita di tanti operatori di Pace di questo Paese siano essi Cristiani o No e cioè l'estrema ricerca dell'integrazione dei Popoli delle più svariate Culture...
Perciò trovo sia stato un gesto lodevole quello del Prete di Terralba che appresa la notizia dellosgombero di 67 Nomadi ha attivato tutti i suoi canali per non lasciarli soli...aiutandoli e denunciando l'azione odiosa del comune.
Così trovo che vada tenuta in grossa considerazione una persona come Elenora Casula che da tempi non sospetti battaglia per i diritti e l'accettazione ad Oristano e dintorni del Popolo ROM...e che da tempo temeva azioni di questa entità e violenza. Vedi qui.
Eh badate guardare solo in casa nostra non è un pregio ma un forte limite avete presente il Segretario della FIFA Blatter?
Ha messo in discussione i Mondiali di Calcio del 2010 in Sud Africa proprio perchè è in atto una guerriglia che ha per oggetto l'odio razziale.
Insomma il passo tra il populismo e la violenza può essere breve e se non riusciamo a capire quando è il momento di dire basta e fare qualche passo indietro...potrebbero essere dolori, altro che Mondiali di Calcio!!!