Lev Trotsky dal “Programma Di Transizione”: I bolscevichi leninisti si trovano in prima fila in ogni forma di lotta, anche nel caso che si tratti degli interessi materiali o dei diritti democratici più modesti della classe operaia. Essi prendono parte attiva alla vita dei sindacati di massa, preoccupandosi di rafforzarli e di accrescerne lo spirito combattivo.
E alla fine eccoci alla resa
dei conti, le voci che per tanto tempo hanno accompagnato le/i Compagn* del
secondo documento, anche qui in Sardegna, si stanno concretizzando.
Ieri ad Oristano si è svolto
il CPF che doveva trarre considerazioni sulle recenti elezioni ed invece
nessuno si è visto, se non il segretario ed una manciata di componenti
dell’”opposizione”.
Ma possibile che ad un mese
dalle recenti elezioni sarde, proprio nessuno all’interno del Partito avesse la
sua da dire?
Ma andiamo con ordine.
La settimana scorsa, come da
prassi, il Segretario ha diramato le convocazioni, ma possibile che nessuno gli
avesse già anticipato l’intenzione di non partecipare?
Mi spiego meglio, davvero
nessuno poteva prendere il cellulare e avvisare Ignazio che ieri, sabato 14
Marzo, la componente del 3° documento non si sarebbe presentata e che quelli
del 2° non hanno nessuna intenzione di rinnovare le tessere?
Eppure nei corridoi di via
Mattei da tempo circolavano voci tanto più che il coordinatore dei GC, Diego,
ha pure redatto una lettera di dimissioni da ogni organo dirigenziale del
Partito.
Inoltre, unitamente a
questo, sempre la settimana scorsa, la “Maggioranza” Regionale ha elaborato un
documento che porterà Lunedì prossimo all’attenzione di Ferrero e che chiede di
entrare nell’alleanza “Vendoliana” solo nel collegio Sardo - Siciliano, in nome
della nostra autonomia. ( Leggilo qui).
In poche parole si andrà allo
scontro frontale con la linea decisa da tempo cioè che alle prossime elezioni
europee si andrà col simbolo di Rifondazione
e i riferimenti al GUE/NGL – Sinistra Europea e basta.
Così carichi e vogliosi di
parlare è successo che la componente di minoranza provinciale che fa capo a
Ferrero si è presentata con un’ora di anticipo per sfruttare meglio appunto il
CPF, ma alle 18, ora fissata per l’inizio della riunione, si è presentato il
segretario che dopo aver constatato la scarsa partecipazione della sua “maggioranza”,
molto mestamente ha rimesso il suo mandato quindi analizzando punto per punto
l’ordine del giorno in una riunione a questo punto informale.
Dunque mi chiedo, perché si
è arrivati a questo punto?
Se davvero ci si professa in
buona fede perché in maniera carbonara molt* hanno battuto una silenziosa
ritirata?
Perché se si è davvero
convinti che Rifondazionenon fosse più
utile a molti, questi si sono allontanati in maniera così vigliacca dal giorno
dopo le elezioni regionali?
Sapete che potrà accadere
che in Regione siederanno tra i banchi dell’opposizione consiglieri che eletti
col simolo Falce e Martello, ma che già da tempo preparano una ritirata
strategica verso altri lidi?
Ma tornando ad Oristano, si
è attuata una destrutturazione molto antipatica, dove addirittura la Segretaria
del nostro Circolo ha lasciato, senza comunicare, neppure via mail l’intenzione
di lasciare Rifondazione.
Eppure il Teresa Noce, fu da
lei fondato, ma non fa nulla, molti resteranno, altri si iscriveranno, ma ancor
di più molti altri torneranno e la prima occasione di rinascita del nostra
Circolo sarà una commemorazione del Compagno Pisci, prematuramente scomparso a
Giugno 2006.
Andrà peggio agli organismi
Provinciali con quasi tutta la componente 2 che ha già lasciato il CPF con la 3
in procinto di far ciò, dunque cosa accadrà?
Pare che siamo senza
vertici, poiché se al prossimo CPF le assenze verranno confermate allora
resteremo con un segretario, ma senza segreteria, garanzia e maggioranza.
Sono dal primo insediamento
del nuovo organismo dirigente provinciale che vado esponendo le mie paure e le
mie idee che alla fine si sono concretizzate, possibile che davvero tutto
questo non fosse evitabile?
Francia e Germania, con governi di qualsiasi colore politico, sono state fermissime nel mantenere il controllo dello stato nelle aziende strategiche, comprese le ferrovie; la politica italiana, al contrario, ha svenduto le aziende importanti a livello nazionale, FS incluse.
Nonostante il difficile momento per l’economia mondiale, che pure non si è ancora completamente manifestato nella cosiddetta economia reale, in Italia i decisori continuano a seguire il libero mercato e la “meravigliosa” globalizzazione, che già ha portato ai disastri attuali; gli esperti elargiscono le loro ricette, mentre i grandi manager smembrano le imprese nazionali tra cui le ferrovie italiane.
Delle privatizzazioni abbiamo scritto; di NTV e dei fondi lussemburghesi che stanno dietro ai fondatori abbiamo già parlato; della campagna-acquisti in Italia delle Aziende ferroviarie monopoliste straniere pure. Oggi poniamo la nostra attenzione su due notizie apparse sulla stampa: “Mauro Moretti conferma la strategia delle Ferrovie che puntano alla creazione di società regionali in un paio di aree importanti del Nord Italia” (Lombardia ed Emilia Romagna); presto nascerà “un consorzio formato da Trenitalia e dalla Ferrotramviaria” che opererà nel trasporto passeggeri a partire dal mese di giugno p.v..
Vogliamo sapere chi opera dietro tutto questo, non per fare “dietrologia” bensì per capire cosa sta succedendo in ferrovia, al nostro contratto di lavoro, al nostro lavoro... I nostri mezzi per reperire informazioni sono modesti ma internet ci aiuta assai!
È noto che le FERROVIE EMILIA ROMAGNA sono controllate dalla Regione, e partecipate dai Comuni e da altre società che agiscono nel trasporto su gomma; è noto anche che le FERROVIE NORD MILANO sono controllate dalla Regione Lombardia e da altri soci, tra i quali Ferrovie dello Stato SpA con una quota pari al 14,74%. Sappiamo inoltre che le Nord hanno costituito accordi o joint venture con altre aziende italiane e straniere, ad esempio, nel trasporto merci su ferro con DB (ferrovie tedesche), tramite Raillon Italia, e nel trasporto su gomma con la multinazionale anglosassone, l’inglese ARRIVA.
Le FS SpA risultano quindi fortemente presenti nelle FNM ma ciò non ha impedito che, attraverso un’intesa con FNM, le ferrovie tedesche conquistassero posizioni sempre più massicce al nord (con nuove strategie per le tratte cargo anche del centro e sud Italia), a danno di Trenitalia Cargo – pur essendo quest’ultima completamente controllata da FS SpA; si è trattato di un vero e proprio “matricidio”! Lo stesso dicasi per il trasporto passeggeri regionale: DB e ARRIVA infatti non hanno mai celato il loro interesse per le reti locali del nord, sia su ferro che su gomma. Ma allora, la strada intrapresa porta alla dismissione di Trenitalia all’interno delle società regionali?! Pare proprio di si!
Per quanto riguarda il consorzio tra Trenitalia e Ferrotramviaria, la situazione non è tanto semplice come appare…in realtà in Puglia, nel profondo sud, si muovono interessi globali (grazie anche agli amministratori pugliesi?!); vediamoli…
FERROTRAMVIARIA SpA è una società privata, concessionaria dal 1936 dei collegamenti su rotaia nella provincia di Bari; è titolare di licenza per il trasporto passeggeri nazionale, è azionista e socio fondatore di Rail Traction Company (17,65% delle azioni) – RTC è già partecipata da Reset 2000 di Giuseppe Sciarrone, a sua volta azionista di NTV.
Il proprietario e presidente di Ferrotramviaria è il conte Enrico Maria Pasquini (sposato con una pronipote di Giovanni Agnelli), ambasciatore di San Marino, presidente e amministratore delegato di finanziarie nella Repubblica di San Marino (Montezemolo, Della Valle e C. fondi lussemburghesi!). Recentemente ha ordinato dei treni non all’industria ferroviaria italiana bensì alla Alstom, la società francese che fornirà i convogli anche a NTV.
Secondo una recente ricostruzione del settimanale “Il Mondo”, Ferrotramviaria insieme a Vito Gamberale (ex Autostrade per l’Italia), Francesco Mengozzi (ex Ferrovie e Alitalia) e, udite udite, anche Lehman brothers, sottoscrivendo una quota del capitale attraverso i propri fondi, avrebbero dovuto costituire il terzo vettore dei treni ad alta velocità in Italia. Non sappiamo quale sarà l’epilogo - è infatti noto come la Banca d’affari americana, Lehman brothers, sia miseramente fallita rovinando milioni di investitori anche in Italia - ma la questione che ha dell’incredibile è che nel Fondo che dovrebbe portare a termine l’operazione “terzo polo AV”, in qualità di socio fondatore, è presente la Cassa depositi e prestiti che a sua volta è controllata al 70% dal Ministero del Tesoro (ricordiamoci che i buoni postali finanziano la CDP…): morale della favola, il Ministero del Tesoro aiuta una società privata a fare le scarpe a Trenitalia al 100% di proprietà dello stesso Tesoro!!! E non è tutto, adesso ci si mette anche Moretti con il Consorzio!
Per doverosa informazione, il fondo F2I (dove F sta per Fondo, 2 sta per due miliardi di capitale e I sta per Italia), è un fondo nazionale per le infrastrutture, inaugurato dall’allora Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa (centro sinistra), partecipato dal Tesoro attraverso la Cassa depositi e prestiti, dalle solite Banche Intesa San Paolo e Unicredit, e dalle Fondazioni Bancarie (già note in molte operazioni di privatizzazione). Come amministratore delegato di F2I, fin dalla fondazione nel gennaio del 2007, è stato nominato Vito Alfonso Gamberale, già noto come amministratore di Autostrade per l’Italia, inventore della formula concessionaria che ha depredato lo Stato facendo arricchire ancora di più la famiglia Benetton con le autostrade.
Povero nostro Paese! Poveri italiani! Poveri ferrovieri! E i sindacalisti di professione cosa dicono?!? Di fatto chi tace aiuta coloro che vogliono porre la ricchezza prodotta sotto il controllo della grande finanza e industria.
Abbiamo scritto sulla farsa delle liberalizzazioni e sulla falsa concorrenza, denunciando che quest’ultima nel settore dei trasporti (tipico caso di monopolio naturale) non può certo realizzarsi. Adesso, dalle notizie appena sopra riportate, dobbiamo concludere che sembra esservi un ritorno al passato: le Compagnie Ferroviarie di inizio del secolo scorso si ripropongono oggi, a maggior ragione in tempi di crisi, per finire di spolpare l’osso!
Mentre i cittadini e i lavoratori soffrono, continua la svendita del futuro della Nazione, per poco amor patrio e tanto amor proprio.