A Cagliari Grande Biologia e Chimica!! Studenti e Professori Uniti a difendere il DIRITTO all'Istruzione!!

Inviato da rossoverde | 31 Ott, 2008, 16:25

Ma li sentite?

Vanno dicendo una marea di Bugie, sanno a chi vogliono colpire, creano servizi ad'arte sguinzagliano la polizia contro gli studenti, vogliono avere la ragione quando non c'è l'hanno!!

Hanno invaso i talk show coi loro tirapiedi, guardano l'italiano medio e gli dicono che chi si ribella dall'essere schiavo è solo pigro!!

Loro, quelli che ci governano che prendono soldi dei dipendenti pubblici e di quei pochi che pagano le tasse e li regalano  a banche e imprese...eppoi con sferzante gettito di veleno attaccano chi sta difendendendo il proprio diritto a esistere...

Ci troviamo difronte alla nuova Classe dirigente, infarcita di Fascismo e populismo, che ha smesso i panni del Cristianesimo per dirci che gli Uomini non sono tutti uguali, ma essi in base al loro stato sociale sono più o meno degni di esistere.

 Sia chiaro la lotto studentesca ha un solo obbiettivo, che la meritocrazia sia in fine compiuta perchè solo una scuola PUBBLICA di livello quantomeno sufficiente può liberare ogni ragazzo dotandolo di quegli strumenti utili a conquistarsi il futuro. 

Basta con le cazzate che raccontano questi ministri ricchi, così ricchi che manco hanno studiato, che il titolo se lo sono comprati, che tentano di intimidirci. I senatori del PDL vanno a dire in giro che non è giusto che tutti vadano all'università, che è giusto che possa essere laureato SOLO chi è d'eccellenza...ma questo chi è che lo decide?

Quali sono i criteri che questa gente adotta? A quanto pare chi sarà povero e farà tanti sacrifici per avere un pezzo di carta chiamato Laurea sarà costretto a rinunciare...intanto chi ha le mani in pasta avrà più facilità a sistemare i propri cari.

Se l'Università diverrà privata, chi garantirà le borse di studio? Chi assicurerà che i posti di lavoro saranno garantiti per ,erito e non per raccomandazione? Un'istituto privato NON deve render conto di concorsi pubblici o di garantismo, potrà operare tagli indiscriminati, assunzioni dubbie e quant'altro...di più antilibertario...

E quel gruppo forte in tutte le facoltà, che noi universitari conosciamo bene che beneficia di tante cose che gli altri studenti normali non hanno, loro perchè anche questa volta stanno con Berlusconi? Chiedete chi sono...

Non fatevi ingannare da quella gente siate fiduciosi nei Giovani!!

 

Oristano in Agitazione!!

Inviato da rossoverde | 29 Ott, 2008, 00:03

Salute,

ho il piacere di avere chiuso il mio secondo giorno in una città che mostra la sua voglia di non arrendersi agli sfruttatori!!

Ieri mattina ho partecipato all'Assemblea sull'okkupazione della Ragioneria al "Mossa", mentre al pomeriggio ero al "Gramsci" all'Assemblea dibattio che ha dato il via all'okkupazione del Classico.

Intanto prosegue anche nella Stazione dei Treni di Oristano il Sit - In di protesta degli Operai della Geas  che rischiano il licenziamento, senza giusta causa. Il 27 ho partecipato alla vertenza assieme al Consiliere Regionale di Rifondazione, Paolo Pisu.

Con orgoglio i GC sono impegnati su tutti i fronti Scuola - Lavoro in testa!!

L'On. Paolo Pisu incontra i lavoratori GEAS/Trenitalia

Inviato da rossoverde | 27 Ott, 2008, 20:22
  GRUPPO P.R.C.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Ufficio di Rappresentanza dell'On. Paolo Pisu

ORISTANO 09170 – Via Enrico Mattei, 46 – Tel./Fax 0783 73879 / 71321

                                                                                                

COMUNICATO STAMPA

Oggetto : L'On. Paolo Pisu incontra i lavoratori GEAS/Trenitalia alla stazione di Oristano e               preannuncia lettera al Presidente Soru e agli Assessori Broccia e Congera .

                                                 

L'On. Paolo Pisu, consigliere regionale del Partito della Rifondazione Comunista, ha incontrato i lavoratori della GEAS, l'azienda che gestisce l'appalto per la pulizia dei vagoni e delle officine Trenitalia di tutta la Sardegna.

L'incontro è avvenuto questa mattina presso la stazione ferroviaria di Oristano, dove da alcuni giorni è attivo un presidio permanente dei dipendenti GEAS per protestare contro i licenziamenti preannunciati dall'azienda.

La GEAS, che fa capo al gruppo Mazzoni di Piacenza, si aggiudicò la gara d'appalto nel 2006 ; nelle scorse settimane ha richiesto l'ennesima riduzione del personale : il licenziamento di 39 dipendenti, a cui ne verrebbero aggiunti altri 10 in una fase successiva. La motivazione addotta dall'azienda consisterebbe nella diminuzione del lavoro da svolgere, con il conseguente mancato pagamento da parte di Trenitalia dell'importo previsto nel capitolato d'appalto. Tutto ciò causerebbe  alla GEAS perdite quantificabili nell'ordine di circa 800 mila euro l'anno.

Tale motivazione, secondo quanto riferito dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali (presenti Vanda Meloni, segretaria provinciale FILT-CGIL, e Giorgio Murtas, referente territoriale SALPAS-ORSA), apparirebbe poco credibile e per taluni aspetti perfino sospetta, considerato che non esisterebbero prove della diminuzione quantitativa del lavoro e la stessa Trenitalia sostiene che i pagamenti previsti sono regolari e che si sta rispettando l'importo di 3 milioni e 800 mila euro previsto nella commessa ; in altri termini non ci sarebbe personale privo di lavoro da svolgere, tanto che il fermo di alcuni lavoratori ha determinato disagi immediati. La riduzione del personale porterebbe l'organico da 119 a 70 lavoratori : questa cifra è notevolmente inferiore (quasi il 50% in meno) rispetto alla quantità di manodopera garantita dalla GEAS nel capitolato d'appalto, in cui erano previste 137 unità lavorative, assunte con contratto a tempo indeterminato di “attività ferroviaria”.

Non è la prima volta che l'azienda chiede una riduzione del personale : subito dopo l'aggiudicazione dell'appalto era stata effettuata una riduzione, concordata con sindacati e lavoratori attraverso  forme di prepensionamento e mobilità lunga, da 137 a 119 unità lavorative ; il sospetto è che GEAS abbia deciso di tagliare ulteriormente il personale per poter ridurre la propria offerta, garantendosi un maggior profitto con la prossima, imminente, gara d'appalto. Infatti l'attuale appalto sarebbe già scaduto da alcuni mesi, ma l'azienda avrebbe aderito ad una proroga concessa da Trenitalia, che consente a quest'ultima di uniformare l'indizione delle gare a livello nazionale. Ma se così fosse, sostengono i lavoratori, che interesse avrebbe la GEAS a prorogare il proprio appalto in presenza delle citate perdite per 800 mila euro l'anno ? A rimetterci sarebbero sempre e comunque i lavoratori, che, una volta licenziati, non avrebbero diritto ad essere ricollocati col nuovo appalto o in presenza di un eventuale nuovo gestore.

Il consigliere Pisu, dopo aver ascoltato le considerazioni di lavoratori e sindacalisti, ha espresso la più ampia solidarietà, sua e di tutto il gruppo del P.R.C. , ed ha assunto l'impegno di portare il problema all'attenzione delle istituzioni regionali, attraverso una lettera che già domani invierà al Presidente Soru e agli Assessori Broccia e Congera, affinché si ricerchino tutte le soluzioni necessarie ad evitare la perdita di questi importanti posti di lavoro.

Oristano, 27 - 10 -08

Per Ufficio di Rappresentanza dell'On. Paolo Pisu

Giorgio Garau

Noi la crisi non la paghiamo!

Inviato da rossoverde | 24 Ott, 2008, 10:22

Noi la crisi non la paghiamo! Questo slogan, che caratterizza le manifestazioni del movimento, mi pare rappresenti al meglio la piena politicità di questa stagione di lotte. La controriforma della Gelmini è stato l'elemento di innesco della protesta e il suo ritiro è l'obiettivo principale. Il movimento esprime perché una capacità di "leggere la fase" che mette in discussione non solo il berlusconismo ma l'intera stagione neoliberista e l'egemonia dell'impresa sui disegni di riforma sociale. Un movimento di tutta la scuola, dagli studenti agli insegnanti ai genitori, dove la comunicazione politica passa in primo luogo all'interno stesso del movimento, tra i diversi soggetti e le diverse generazioni che lo compongono. Un movimento radicalmente non violento che nel suo "non ci rappresenta nessuno" pone - a noi in primo luogo - un problema di riforma dell'agire politico che parta dalla capacità di costruzione sociale, dalla critica della rappresentanza come forma separata della politica.
Non é un caso che le mobilitazioni nelle scuole, nelle università, negli enti pubblici di ricerca dilagano assumendo le forme di un movimento ampio e generalizzato che non solo si oppone ai disegni regressivi del governo Berlusconi, ma mette in discussione, nel complesso la passivizzazione e il conformismo.
Inoltre, oggi, in una fase in cui la produzione di conoscenza é diventata un nodo centrale dello sviluppo e delle contraddizioni capitalistiche, questo movimento mette in scena una grande capacità di lettura, di andare alla radice, di cogliere i nessi tra la gestione governativa della crisi e i tagli all'istruzione pubblica (noi la crisi non la paghiamo, appunto), tra i tagli occupazionali e i tagli alla qualità della conoscenza e alla qualità del futuro (non tagliateci il futuro), tra l'impoverimento dei processi formativi e la riduzione degli spazi di agibilità democratica, tra recessione e repressione.
Il carattere espansivo di questo movimento sembra essere basato, dunque, sulla capacità di dare una risposta complessiva all'attacco sistemico (dalle elementari agli enti di ricerca) portato avanti da questo governo: la definitiva messa in discussione della funzione sociale della formazione e della ricerca pubblica.

L'impressione è che si stia configurando un processo ampio che unisce le generazioni attorno all'idea che il bene pubblico della conoscenza sia garantito a tutte e tutti. Genitori, studenti medi e universitari, dottorandi, ricercatori precari, lavoratori tecnici e amministrativi, docenti di ogni ordine e grado sono oggi uniti nella lotta contro l'obiettivo del governo di dismettere la struttura pubblica della formazione andando a ledere i principi basilari della nostra Costituzione repubblicana.
E' un movimento che nasce nelle scuole e nelle università ma parla alla società tutta, che occupa non solo le strade, ma le città. Il mondo è scosso dalla crisi dei mercati finanziari e da un modo capitalistico di produzione che dimostra di non essere compatibile con lo sviluppo umano e con l'aspirazione a una società democratica dove sviluppo economico e benessere sociale si muovano all'unisono. Il Governo Berlusconi invece di portare avanti una politica seria di sostegno alla domanda, aumentando da un lato il potere d'acquisto delle famiglie e allargando dall'altro gli spazi di accesso alla conoscenza, risorsa fondamentale per produrre uno sviluppo qualitativo delle società contemporanee, risponde alla crisi in modo regressivo, mostrando a pieno il suo volto reazionario. Il sistema bancario vacilla e il governo gli corre in soccorso mettendo a disposizione dei responsabili della crisi fiumi di risorse sottratte alle famiglie. Non si tagliano gli armamenti, non si bloccano progetti inutili e dannosi come la Tav o il ponte sullo Stretto di Messina, ma si riduce la spesa sociale e si massacrano ricerca e istruzione pubblica. Se il progetto del governo andrà in porto, a breve 85mila insegnanti e 45mila lavoratori tecnici e amministrativi delle scuole verranno mandati a casa. Con il taglio di circa 1.500 milioni di euro alle Università a cui si aggiunge il blocco sostanziale delle assunzioni, decine di migliaia di precari della ricerca dovranno abbandonare il paese o ancor peggio ripiegare su altre prospettive di lavoro, mentre 57mila lavoratori precari del comparto pubblico da qui a sei mesi non si vedranno rinnovati i contratti pur avendo maturato i requisiti per le stabilizzazioni previste nelle due passate leggi finanziarie.
E poi l'opzione scellerata offerta a scuole e università, atterrate dal taglio dei finanziamenti pubblici, di trasformarsi in fondazioni regalando di fatto ai privati la possibilità di gestire risorse e strutture pubbliche, condizionando pesantemente la formazione e la ricerca nel nostro paese. Per non parlare dello svuotamento del tempo pieno, che invece di essere esteso anche in quelle realtà, soprattutto meridionali, dove non è mai stato veramente applicato, viene ridotto o quantomeno svuotato di significato, mentre con la reintroduzione della "maestra unica" e del voto in condotta si ripropone un modello di scuola gerarchico e autoritario.
Questa è la società che ci propone la destra. Dove la scuola è ridotta a palestra di conformismo e la ricerca precarizzata, schiava dei capricci di un mercato instabile. L'altro aspetto della gestione governativa della recessione è l'autoritarismo repressivo: dall'esercito nelle città al 5 in condotta alla minaccia della polizia nelle università. Questo movimento perché è troppo vasto e la minaccia dell'uso della forza non è in grado di fermarlo.
Da un lato, abbiamo un governo che ci propone classismo, stato di polizia, razzismo istituzionale, anche attraverso l'istituzione di classi separate per i cittadini migranti; dall'altro una intera articolazione sociale che denuda il re, mostrando tutta la vitalità democratica, la rabbia ma anche la gioia di una società che chiede di investire nella conoscenza come bene comune.
Dobbiamo operare in questo movimento, per la sua crescita e la sua vittoria. Dobbiamo lavorare a saldare concretamente la lotta per la conoscenza come bene comune con la lotta al carovita. Sono due aspetti della stessa medaglia, l'ha capito il movimento lo può capire la maggioranza del paese. Lo sbocco politico del movimento è la sua vittoria, cioè il ritiro del decreto Gelmini. A questo sbocco politico dobbiamo lavorare, sia dentro il movimento sia allargando il più possibile la mobilitazione contro il carovita. Al congresso avevamo scommesso sulla possibilità di dar vita ad un autunno caldo. Adesso la temperatura è già salita di un bel po', compito nostro trovare i nessi tra il disagio sociale diffuso e la lotta, tra la lotta contro il governo e quella contro Confindustria; nostro compito lavorare ad allargare il movimento. La crisi noi non la paghiamo che deve diventare la nostra parola d'ordine, sin dalla mobilitazione del 25.

 

Paolo Ferrero

Segretario Nazionale PRC

CIGL CISL UIL UGL SNALS COBAS e RIFONDAZIONE in Corteo..

Inviato da rossoverde | 23 Ott, 2008, 15:11
Oristano
Circa 200 manifestanti, perlopiu’ docenti ma anche una delegazione di studenti, hanno sfilato stamattina sotto la pioggia per le vie di Oristano per protestare contro la riforma Gelmini della scuola, che minaccia di ridurre drasticamente il numero di autonomie scolastiche e di portare alla chiusura molte piccole scuole della provincia. Il corteo, promosso da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, e’ partito verso le 10.10 dalla centrale piazza Roma per arrivare in via Carducci, davanti alla sede dell’ex provveditorato agli studi, oggi ufficio scolastico provinciale, dove una delegazione di docenti e studenti ha consegnato al dirigente un documento in cui si ribadiscono le ragioni della protesta. I manifestanti si sono poi spostati verso via Pietri per concludere la protesta davanti alla prefettura.
 
 

 La delegazione di studenti alla quale fa riferimento l'articolo sono i GC di oristano che hanno sfilato in coda al corteo sindacale sventolando i vessilli di Rifondazione.
 E' deplorevole come i mezzi di comunicazione locali abbiano censurato la nostra partecipazione. Ad Oristano Rifondazione Comunista era presente al fianco dei lavoratori e degli studenti contro il governo reazionario delle destre.

Lettera a Liberazione: Cara Liberazione il tuo Direttore è Stanco!

Inviato da rossoverde | 17 Ott, 2008, 17:48
Car* Compagn*,
scusate ma non reggo l'ennesima provocazione del Direttore di Liberazione.
Lui è stanco inutile, continua, sproloquiare ignorando liberamente che i Comunisti hanno scelto di Essere Comunisti.
Perchè è curioso che nonostante la maggior parte degli iscritti a Rifondazione, sia pure nelle loro differenze, hanno scelto di restare uniti sotto la Falce de il Martello debbano ancora sentirsi in Campagna Congressuale e avere uomini settari che continuano a predicare qual'è la scelta migliore per la nostra soprevvivenza.
Piero Sansonetti è il Direttore del Quotidiano di Rifondazione nella Catastrofe di Aprile, lui con la sua direzione di questo giornale ha quantomeno responsabilità, più o meno come  altri, nella conduzione della campagna elettorale del Partito che ha sancito la Sconfitta del Progetto Sinistra Arcobaleno.
E nonostante Lui navigato uomo di Sinistra critichi  la Destra Italiana per il suo despotismo, è ancora in sella a Liberazione, influenzandola spudoratamente verso quelli che sono i suoi orientamenti.
Lo schifoso articolo di oggi 17 ottobre è una prova tangibile della sua stanchezza politica e direttiva.
La critica senza pudore a chi per la prima volta guida il Partito e la miserabile difesa di chi ha condotto la Sinistra Italiana all'uscita dal Parlamento.
Il Direttore di Liberazione è esattamente quello per la quale tanti Compagn* hanno combattuto durante quest'ultimo congresso, la stanchezza e la vecchiaia di un gruppo dirigente che nel bene e nel male non ha mai ceduto di un passo alle effettive esigenze delle popolazioni.
La mia prima tessera la feci nel 95 allora era segretario Bertinotti avevo 17 anni. L'ultima mia tessera firmata da Giordano ha visto Bertinotti nostro candidato Premier...ora di anni ne ho 30.
Allora io mi chiedo è possibile che in 13 anni Rifondazione non sia stata in grado di superare Bertinotti? E' tuttavia possibile che se lui venga (passatemi il termine) spodestato le persone a lui vicine comincino con la rappresaglia?
Fausto l'ho ammirato e tuttora provo stima per lui, ma non riesco più a sopportarlo.
Che lui lo voglia o no ha caratterizzato Rifondazione dalla sua nascita alla fine della sua prima fase.
Così gente come me, che NON ha mai militato nel PCI, ma che ha cominciato l'attività nel PRC si sente comunista esattamente come quel simbolo Falce e Martello stà a indicare.
Per noi COMUNISTI non è una questione ideologica, ma uno stile di vita, l'idea che il Capitalismo renda tutto effimero e passeggero ci da la forza di combattere quotidianamente perchè anche NOI vogliamo la realizzazione del nostro ego; non in senso materiale ma nel senso dei sentimenti.
E' quell'idea che i COMUNISTI lottano anche dentro un bus cittadino non celando le loro idee, ma che che con occhi fieri parlano coi loro simili indicando che esiste una via che può rendere migliore questo mondo, dove la ricchezza non è avere soldi, ma poter godere di quel che la vita ti offre.
Che tristezza sentire Bertinotti e Sansonetti dire che oggi COMUNISTA non si può dire, denota vecchiaia, stanchezza...pena per dei signori anziani che probabilmente alla loro età vogliono ancora dare un senso alla loro esistenza.
Meno male che ancora c'è chi và nei bar a parlare della possibilità di un mondo migliore, non saranno come Sandino o Zapata, ma la luce negli occhi è quella.

Caro Direttore,
se ha vinto la Falce ed il Martello e se a Roma ervamo 300000 mettiti il cuore in pace e supera tu l'idea dell'Arcobaleno e accetta i Comunisti per quello che sono Comunisti.
Sono sicuro che quando sarà il momento sapranno trovare la via che li riporterà più forti di prima e stai tranquillo quella NON sarà la Strada che il buon Fausto Bertinotti ci ha lasciato in eredità.

Cordiali Saluti
Ettore Dettori
PRC CPF Oristano

Iniziativa al Gramsci di Cagliari

Inviato da rossoverde | 16 Ott, 2008, 11:48
Non è una risposta vera, però volevamo invitare tutti a partecipare a questa iniziativa che abbiamo messo in piedi proprio in vista dello scipero del 17 Ottobre,
saluti comunisti

Laura Stochino

Il Circolo PRC "A. Gramsci" di Cagliari vi invita all'iniziativa:

   DIFENDIAMO LA SCUOLA PUBBLICA
   DALLA MINISTRA GELMINI!
   ==============================
   ASSEMBLEA POPOLARE E DIBATTITO
   CONTRO I TAGLI ALL'ISTRUZIONE E ALL'ORARIO SCOLASTICO

       MERCOLEDI' 15 OTTOBRE 2008, ORE 17.30
       CAGLIARI, GIARDINETTI VIA BRIANZA
       (fronte mercato di Via Quirra, dietro Scuola Media Statale)

       Sito web: http://difendiamolascuola.blogspot.com/

Per una scuola PUBBLICA, LAICA e ANTIRAZZISTA

Intervengono:

   * PEPPINO LODDO         - CGIL Scuola
   * GIANCARLO DELLA CORTE - COBAS Scuola Sardegna
   * FEDERICO ANGIUS       - RdB / CUB
   * GENNARO LOFFREDO      - Responsabile nazionale scuola PRC-SE

Coordina Irma Ibba (Circolo PRC «A. Gramsci» Cagliari)

   ==================================
   A seguire (ore 21 circa) CONCERTO:
       RTP ACOUSTIC ENSEMBLE
       (Ska - Reggae)
   ==================================

Invitiamo a partecipare gli studenti, i genitori, gli insegnanti e
tutti i lavoratori che vogliono difendere l'insegnamento pubblico

I materiali dell'iniziativa sono scaricabili dal sito:
   http://difendiamolascuola.blogspot.com/

Organizza il Circolo PRC "A. Gramsci"
Via Doberdò 101/103, Cagliari (Is Mirrionis)
Partito della Rifondazione Comunista - http://www.rifondazione.it/

Con la partecipazione di:
   * Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
   * COBAS Scuola
   * RdB / CUB

--
Circolo PRC "A. Gramsci"
Via Doberdo' 101/103, Cagliari
info@gramscicagliari.org

Clima: in 2030 profughi fuggiranno in Antartide, dice studio

Inviato da rossoverde | 13 Ott, 2008, 12:44

OSLO (Reuters) - di Alister Doyle

Entro il 2030 gruppi profughi si sposteranno verso l'Antartide, le Olimpiadi si terranno solo nel Cyberspazio e l'Australia centrale verrà abbandonata a causa dell'eccessiva siccità. Lo prevedono gli esotici scenari contenuti in uno studio sul cambiamento climatico reso noto oggi.

Forum for the Future, un centro studi che ha sede a Londra, e i ricercatori degli Hewlett-Packard Labs spiegano che il loro intento è quello di dare avvio a un dibattito su come evitare i peggiori effetti del riscaldamento globale presentando una serie di scenari radicali per il futuro.

"Il cambiamento climatico colpirà l'economia almeno quanto il 'credit crunch'", dice lo studio di 76 pagine.

Gli scenari vanno dall'adozione di una maggiore efficienza energetica, con le centrali di desalinizzazione, alimentate grazie all'energia solare, che trasformeranno il Sahara in un'area verde, a un futuro in cui a causa dell'aumento delle temperature l'Antartide comincerà a divenire meta di un nuovo tipo di rifugiati, "profughi climatici".

"Abbiamo ancora la possibilità di modificare il futuro", dice a Reuters Peter Madden, responsabile del Forum. "Questo è ciò che il mondo potrebbe diventare e alcune opzioni non sono molto piacevoli".

Madden dice che la maggior parte dei rapporti sul cambiamento climatico si concentrano sulle conclusioni scientifiche relative alle emissioni di biossido di carbonio, senza prendere in considerazione le risposte psicologiche o sociali.

"Gli storici del futuro potrebbero guardare ai nostri come 'gli anni del cambiamento climatico. Ci considereranno una generazione eroica oppure guaderanno a noi con incomprensione e disgusto, come facciamo noi ora con chi permise lo schiavismo".

Madden dice che lo studio non cerca di stabilire esattamente cosa è più probabile che accada, ma solo indicare alcune delle possibilità.

CINQUE SCENARI

Lo studio indica cinque scenari.

Prima l'efficienza - L'innovazione tecnologica contribuirà a risolvere il problema del cambiamento climatico e a incentivare una forte crescita e il consumismo. Il Sahara diventerà verde e il litorale orientale degli Usa, per esempio, sarà "protetto da un muro di cemento ecologico che genera energia dalle onde e dalle maree".

Trasformazione dei servizi - I prezzi alle stelle per l'emissione del Co2 condurranno a una economia basata sui servizi. La gente non userà più le auto, ma le biciclette. "L'Australia centrale e l'Oklahoma sono state abbandonate per la mancanza d'acqua. Gli atleti saranno a casa loro durante le prime Olimpiadi virtuali, concorrendo uno contro l'altro nello spazio virtuale davanti a miliardi di spettatori".

Redifinire il progresso - Una depressione globale tra il 2009 e il 2018 costringerà la gente ad adottare stili di vita più sobri e a concentrarsi sul benessere e sulla qualità della vita. Negli Stati Uniti, le persone "lavoreranno 25 ore a settimana e faranno fino a 10 ore di lavoro volontario".

Economia di guerra ambientale - Il mondo non è riuscito ad agire contro il cambiamento climatico, il commercio mondiale è crollato dopo che il petrolio è arrivato a costare 400 milioni di dollari al barile. Gli impianti elettrici si spengono automaticamente quando le famigli eccedono la propria quota energetica.

Mondo protezionista - La globalizzazione è in ritirata dopo la scarsa risposta coordinata al cambiamento climatico. Il Marocco ha chiesto di entrare nell'Unione europea in cambio di accesso esclusivo alle forniture di energia solare fino al 2050.

(Per leggere gli ultimi post del blog di Reuters dedicato all'ambiente: http://blogs.reuters.com/environment/)

L'importanza che anche a Oristano il PRC abbia un programma!! Posizione ufficiale del 5° Documento

Inviato da rossoverde | 3 Ott, 2008, 13:21

Come membro del CPF provinciale oristanese e appartenente al defunto 5° documento vorrei sottolineare i motivi che non mi porteranno a sostenere nessuna Segreteria senza una chiara linea politica.

Da troppo tempo ormai Rifondazione nella nostra provincia, così come nel Capoluogo sta subendo un tracollo verticale, cioè precipita sempre in un anonimato che rende davvero ancor più triste il fatto che questo partito sià in linea diretta il principale erede del pensiero di Gramsci. All'ultimo CPF si respirava un belò clima da Siberia Stalinista, dove due blocchi contrapposti hanno evidenziato troppe irresposnabilità alla fazione avversaria...insomma niente di nuovo. Quel che mi ha lasciato basito è stato il fatto che nessuno di noi abbia pensato che fosse giusto arrivare all'elezione del futuro segrtario con un programma certo e chiaro. E' stato fatto un nome, di un compagno che sicuramente esperto e adatto a questo ruolo, però chiamato in causa ha dovuto più difendere se stesso e la sua buona fede che parlare effettivamente di politica.

La politica appunto, quello che manca da troppo tempo, che dovrebbe riportare la Sinistra a incidere nelle scelte delle persone, che dovrebbe nel campo dare una risposta di Alternativa di Società così come tanto tempo fà diceva Fausto Bertinotti. Possibile noi Compagni della provincia col più alto numeo di Fascisti e Democristiani riciclatisi sotto l'insegna del Neoliberismo, non riusciamo davvero a trovarci utili in tutte le componenti di un CPF per non parlare poi del funzionamento dei Circoli e dei Giovani Comunisti?

E' necessario vincolare le Segreterie tutte ad un PROGRAMMA, siano esse di Circolo siano esse di Federazione e Regionali, in quanto è giusto dare la possibilità alle maggioranze di operare e alle opposizioni di opporsi. A Chianciano è stata trovata una sintesi di 4 documenti che tra l'altro hanno sottolineato che NOI RIFONDAZIONE ripudiamo il leaderismo...questa è appunto  la messa in campo di un nome (o di un manipolo di oligarchi) che agisca come garante della genuinità dell'azione politica. Se ignoriamo questo punto, stiamo in primis ignorando il Congresso più dilagnante della nostra storia e in più staimo esponendo un Compagno a critiche verso la sua persone e non verso la sua funzione di Segretario.

Se noi ignoriamo tutto questo, Chianciano NON è servito a nulla. 

Così la Mozione 5 (insieme ad altri) sta lavorando ad un Documento che sosterrà al prossimo CPF e sulla quale sarà (si spera) votata la Segreteria Provinciale al quale, anche se richiesto, sempre la Mozione Numero 5 NON PRENDERà comunque parte.

In ballo c'è una funzione di Partito troppo importante che dia all'organo CPF stesso un ruolo centrale che sia di coordinamento per i circoli sparsi sul territorio, che sostenga sempre i Giovani Comunisti, ma non solo.

Così è importante cambiare radicalmente  l'operato svolto fin qui, che vede logiche individuali prevalere sul collettivo.

 Ettore E. Dettori - 5° Documento