Il manifesto del Nuovo Comunismo non può che partire dalla difesa degli umoni e dell'ambiente

Inviato da rossoverde | 27 Gen, 2009
In questi giorni ero decisamente incavolato per la sparata del Compagno Vendola, che in barba a tutto quello che che aveva predicato se ne è uscito fuori col suo nuovo partitino di sinistra. Quale sarà la sua collocazione? Non lo so, ma resta che il suo intervento è stato davvero palloso. Un uomo che ha sciorinato parole senza dire mai nulla di concreto, un linguaggio aulico infarcito di polemica con attacchi frontali a Rifondazione e tutto concentrato sulle ormai tristi vicende del Congresso di Chianciano Terme.

 

Ma poi siamo sicuri che effettivamente i nostri panni sporchi interessino davvero qualcuno? Penso che la verità stia nel fatto che il Comunismo abbia sempre rappresentato quel movimento di liberazione internazionale  che ha spinto i Paesi Latino Americani a continue Rivoluzioni.

Intendiamoci, l'Europa, e con essa l'Italia, è vecchia logorata da anni di Capitalismo e arrivata al capolinea di un'epoca. Dal 1848 a oggi acqua sotto i ponti ne è passata, questo è vero, ma nessuno dei pensatori Comunisti o Socialisti, non avrebbe mai e poi mai permesso che l'ideologia Marxista fosse tanto seppellita così sta accadendo oggi. E' inevitabile che oggi la Filosofia Comunista debba necessariamente confrontarsi col 900 analizzando vittorie e sconfitte dei movimenti Comunisti e Socialisti, ma tenendo presente che lo stato di cose che portano alla realizzazione del Capitalismo vada contrastato. 

Ed è dunque sbagliato dire che  la Falce ed il Martello siano superati, prendiamo per esempio il simbolo Cristiano per eccellenza la Croce, nessuno si sognerebbe mai di toglierla poichè è parte integrante di una Fede, ma anche di una idea di vità, la vita Cristiana; così i Comunisti, che nel loro vessillo ripongono le loro speranze di uguaglianza e libertà.

Ma è anche vero che a oggi è necessaria la scrittura di un nuovo manifesto che contenga come parte integrante un ecologismo ferreo simbolo, non solo della liberazione dell’uomo dalla schiavitù, ma che sia garanzia di armonia tra esseri ed ecosistema. Questo è quanto di più progressista possa esistere oggi sulla faccia della terra, in quanto spingerebbe sempre avanti la ricerca scientifica e l’equilibrio col pianete.

Ecco perché è importante non rinunciare alle componenti eco-pacifiste e neppure al confronto costante coi partiti ecologisti. E’ necessaria l’unità di intenti, non la compressione di tutti in un’unica formazione, il nostro obbiettivo è al di là dei confini nazionali.

In quest’ottica mi accingo a esprimere la mia solidarietà ad una Gattara che qualche giorno fa si è vista dare fuoco alla propria macchina da dei balordi. L’amore per gli altri le sto procurando solo guai! Io credo che esistano le condizioni per continuare a tener duro e riorganizzare una opposizione ad un sistema fallimentare che protegge gli “audaci” uomini armati e soffoca i “patetici” deboli.

Contra S’arroganzia de is prepotentis gherra a s’egoismu.

 


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