La fine di un Epoca per Rifondazione
Inviato da rossoverde | 13 Gen, 2009Non poteva essere evento meno tragico del Congresso di Chianciano il licenziamento di Sansonetti che mette la parola fine alla Rifondazione Comunista per come noi l’abbiamo conosciuta dalla sua nascita ad oggi...come annunciato in tutti i giornali i Vendoliani abbandonano la riunione del CDA che doveva sfiduciare il direttore di Liberazione.
Domanda - Che dire?
Risposta - Peccato!
Oggi in Sardegna si sta giocando un’importantissima partita che vede Renato Soru, sostenuto da RC come riCandidato al Governo della Regione….come sarà presa quest’ennesima scissione a Sinistra…dal popolo di Antonio Gramsci?
Sicuramente sarà l’ennesima occasione vincente che sarà messa a disposizione degli avversari per affondare una Sinistra Italiana che nel dichiarato tentativo di unità si lacera ulteriormente.
Purtroppo da troppo tempo è permeata l’idea che siano gli uomini a contare a scapito delle idee, così manco è più la destra a sferrare colpi a sinistra, sono gli stessi protagonisti Comunisti e Socialisti che nella loro convinta superiorità morale si scavano la fossa.
Ma cosa resta materialmente agli italiani di tutta questa battaglia sulla carta stampata?
POVERTà!
Si perché nel momento in cui il Capitalismo viene ingoiato in un buco nero che non ha via d’uscita, i Comunisti sono impegnati in beghe interne che poco hanno a che vedere con le rivoluzioni in Latino America.
La cosa ridicola è che mezzo mondo muore di fame, parola che oggi è comune anche agli occidentali, e una parte della Sinistra Italiana arriva parlare della sconfitta del lavoro.
Non è possibile che ci si debba arrendere alla non idea che possa esistere un mondo migliore, diverso e più giusto.
La crisi che ha investito Rifondazione a guida Bertinottiana è proprio questa, cioè l’idea che un partito Comunista non possa esistere in un Paese Capitalista, così invece di andare alla ricerca di una società alternativa, ci si allinea ad un Bipolarismo che obbliga ad alleanze preelettorali col centro sinistra andando a lenire solo in parte le sofferenze causate dalla disparità sociale.
Questa organizzazione però non funziona, sebbene Marx preveda alleanze con le forze d'opposizione e socialdemocratiche, queste non devono basarsi su vincoli di sangue, ma su programmi condivisi che spostino realmente la redistribuzione del reddito verso le classi deboli e che siano fatte in un’ottica per emancipazione delle classi meno abbienti.
Così mentre la dirigenza di ieri (l’ex Segretario Giordano ndr) era impegnata alla costruzione di un soggetto politico che fosse non più di contrapposizione al sistema, ma funzionale a esso, a sinistra: i movimenti, tanti simpatizzanti e molti militanti…si dissociavano…colpendo duramente Rifondazione e privandola di tante esperienze importanti per non dire fondamentali.
In questa battaglia egemonica…si è persa quell’idea che ha trasformato il PRC in una formazione di tutto rispetto, cioè l’alternativa di società con una sua carta di valori differente da quella capitalista.
E’ ovvio che un nuovo manifesto dei Comunisti abbia la questione ambientale al centro e nessuno esclude i Verdi da un’alleanza strategica…così come in Italia è sempre benvenuto il contributo dei Compagni Socialisti, ma la nostra idea va al di là della riparazione di un sistema guasto...o di un blando riformismo.
Sarò più concreto, le esperienze rivoluzionarie Mondiali post URSS si sono sempre basate sulle Teorie che i Marxisti in Europa hanno elaborato, da Marx a Lenin a Gramsci…la fine dell'evoluzione dl “pensiero” culminato con quel che è stato il ’68 non è stato un danno solamente per “noi” donne e uomini occidentali del nuovo millennio, ma ancor di più per quelle popolazioni che ci guardano speranzose d'aiuto per la loro liberazione e abbattimento di quel Socialismo Feudale o Borghese che li soggioga.
Cosa c’entrano i Vendoliani con tutto questo?
Perché fu proprio Bertinotti a volere la creazione della Sinistra Europea radicandoci dentro il nostro partito e diventandone pure primo Presidente; in più come è scritto nel preambolo dello statuto e nello stesso manifesto: “la Sinistra Europea unisce tutte quelle forze che si battono, in Europa, per un modello di società differente da quello neoliberista, che sono impegnate contro la guerra e il riarmo e per la costruzione dell'Europa sociale”.
Io in queste poche parole ci leggo opposizione radicale al nostro sistema.
Come è possibile che a Gennaio 2004 tutto questo fosse l’auspicio del PRC (allora guidato dagli odierni scissionisti), mentre nello stesso mese del 2009 in piena crisi capitalistica con lo spegnimento del sogno Americano, si renda necessaria la creazione di un nuovo partito che sia forza di governo assieme al Partido Democratico creato sul modello statunitense, oggi fortemente in declino?
E’ una resa al sistema, ovvero è il seppellimento stesso della Sinistra Europea.
Realmente se si realizzasse questa nuova idea di Sinistra di Governo come si potrebbe incidere con il 6% (per essere buoni) e con il Vaticano in Casa?
L'esperienza della Sinistra con Prodi è fallita 2 volte, inutile girarci attorno o inventare altre scuse...la nostra natura è troppo differente da molte forze politiche el panorama italiano...e le nostre sconfitte pesano di più.
Rifondazione deve tornare, assieme alle altre formazioni Comuniste, a fare teoria Comunista, che tenga conto dei 160 anni passati dalla scrittura del manifesto di Marx aggiornandolo delle esperienze marxiste e aggiungendo l’esperienza ambientalista.
Bisogna necessariamente fare un passo in dietro e ripensare al concetto di opposizione, contrastare fortemente la politica di alternanza ripartendo da una collocazione di opposizione che porti sempre e comunque alla difesa dei più deboli.
Se il 24 Gennaio a Chianciano, si verificherà l’uscita di parte della minoranza Nazionale del PRC, sarà il segnale che la Sinistra Unita (per come viene sbandierata da certa gente) non potrà mai esistere.
I progetti necessitano di tempo, non del ricatto.
A questo punto sorge un dubbio, possibile che chi ha perso il timone non sia in grado di stare all’interno di un Partito come semplice iscritto?
Anche se la nuova dirigenza dovesse fallire, non può avere la stessa fiducia che i Bertinottiani hanno detenuto dal 1993 al 2007?
Bisogna avere il coraggio di produrre nuove teorie, sbagliando si impara, ma se ieri rifondammo il Comunismo alla caduta del Muro di Berlino e dell’Urss, perché seppellirlo oggi che il Capitalismo è in crisi?
Il discorso è complicato quanto semplice, siamo abituati male abbiamo ereditato dalla DC l’arte della Politica fallimentare legata alle correnti e agli scacchieri, abbiamo lasciato che il liderismo prendesse il posto della forza del pensiero, abbiamo slegato le nostre anime dal nostro vero fine adattandoci alla realtà effetuale. La sconfitta di Aprile è stato il culmine della pratica che ha epurato i nemici interni.
Una faida intestina che ha portato molti illustri esponenti a demonizzare gli avversari dentro il partito in tutti i maggiori quotidiani…in tutto questo la Destra è avanzata andando a corrompere il cuore di molti.
Oggi viviamo in un Paese privo di opposizione con una Sinistra elittaria che non sa come aiutare l’operaio o il precario; le lobby si divorano quel che rimane del nostro paese unito nella carta geografica, ma realmente profondamente diviso dalla crescente povertà.
In tutto questo la risposta NON è il Partito unico della Sinistra, ma la ricerca di un alternatività che veda tutti i partiti comunisti e ambientalisti far blocco comune contro il neoliberismo costruendo una carta di valori di società alternativa che sia credibile che riaccenda l’entusiasmo e sia cesoia di questo sistema, frantumandolo e radicalmente cambiandolo…e il Marxismo la traccia da seguire.
Ma in fine mando comunque un saluto a chi si appresta ad operare la scissione, poiché la loro dipartita è comunque una grave perdita per Rifondazione in quanto sono convinto che la vostra scelta sia una sconfitta per tutti.
Ettore Dettori - PRC - CPF OR