Caso GEAS
Inviato da rossoverde | 27 Nov, 2008
Il più anziano ha 50 anni e di livello H, ciò vuol dire che è uno degli
ultimi assunti, è sassarese e ha ha figli a carico; è operaio dlla GEAS
Mazzoni ditta appaltatrice delle FS che nel 2006 ha vinto il bando
indetto da Trenitalia per i servizi ferroviari.
Il 19 Ottobre
scattava nll'isola l'occupazione sequenziale delle Stazioni Ferroviarie
perchè il piano dell'azienda piacentina GEAS Mazzoni è di licenziare
dal 20 Novembre 39 lavoratori dei 199 operanti nell'isola.
Motivazione? Semplice lo scrive la società " non
congruità dei fatturati assegnati alla ditta come pure la quantità
delle lavorazioni assegnati che risultano insufficienti alla
fatturazione del monte ore a disposizione "
Insomma, se non cè lavoro, si tagliano i dipendenti, ma Trenitalia avrebbe dato garanzie rispetto alle lavorazioni
aggiuntive.
Arnaldo
Boreddu della FILT CGL afferma che la GEAS avrebbe avuto circa il 93%
delle lavorazioni previste dal capitolato, dal committente.
E intanto dal 2006 a oggi la forza lavoro operaia è già diminuita di 18 unità.
Così mentre sono già partite altre 39 gli operai hanno portato avanti la loro protesta.
Già perchè nonostante il tempo passi l'azienda piacentina è irremovibile nella sua azione di smantellamento del personale.
Davide Fenu del Salpas Orsa afferma " siamo
difronte ad un atteggiamento irresponsabile di un'azienda che vuole
scaricare sui lavoratori l'esito di una gara d'appalto giocata al
ribasso ".
Ciò che contestano i sindacati in effetti è che a
gennaio/febbraio scadrà l'appalto cosìcchè sarebbe impossibile l'avvio
degli ammortizzatori sociali.
Insomma secondo i sindacati l'azienda
ha realmente fatto lauti guadagni da questi servizi a tal punto che
negli incontri a tre gli stessi, presente Trenitalia, la committente,
abbiano scoperto che la GEAS abbia rifiutato altre commesse per
mancanza di personale e dunque sollevano il dubbio sulla trasparenza
dello sfruttamento delle risorse pubbliche destinate alle aziende
realmente in crisi.
In sostanza:
La
GEAS, che fa capo al gruppo Mazzoni di Piacenza, si aggiudicò
la gara d'appalto nel 2006 ; nelle scorse settimane ha richiesto l'ennesima
riduzione del personale : il licenziamento di 39 dipendenti, a cui ne
verrebbero aggiunti altri 10
in una fase successiva. La motivazione addotta
dall'azienda consisterebbe nella diminuzione del lavoro da svolgere, con il
conseguente mancato pagamento da parte di Trenitalia dell'importo previsto nel
capitolato d'appalto. Tutto ciò causerebbe
alla GEAS perdite quantificabili nell'ordine di circa 800 mila euro
l'anno.
Tale motivazione, secondo quanto riferito dai
lavoratori e dai rappresentanti sindacali (presenti Vanda Meloni, segretaria
provinciale FILT-CGIL, e Giorgio Murtas, referente territoriale SALPAS-ORSA),
apparirebbe poco credibile e per taluni aspetti perfino sospetta, considerato
che non esisterebbero prove della diminuzione quantitativa del lavoro e la stessa
Trenitalia sostiene che i pagamenti previsti sono regolari e che si sta
rispettando l'importo di 3 milioni e 800 mila euro previsto nella commessa ; in
altri termini non ci sarebbe personale privo di lavoro da svolgere, tanto che
il fermo di alcuni lavoratori ha determinato disagi immediati. La riduzione del
personale porterebbe l'organico da 119 a 70 lavoratori : questa cifra è
notevolmente inferiore (quasi il 50% in meno) rispetto alla quantità di
manodopera garantita dalla GEAS nel capitolato d'appalto, in cui erano previste
137 unità lavorative, assunte con contratto a tempo indeterminato di “attività
ferroviaria”.
Non è la prima volta che l'azienda chiede una
riduzione del personale : subito dopo l'aggiudicazione dell'appalto era stata
effettuata una riduzione, concordata con sindacati e lavoratori attraverso forme di prepensionamento e mobilità lunga,
da 137 a
119 unità lavorative ; il sospetto è che GEAS abbia deciso di tagliare
ulteriormente il personale per poter ridurre la propria offerta, garantendosi
un maggior profitto con la prossima, imminente, gara d'appalto. Infatti
l'attuale appalto sarebbe già scaduto da alcuni mesi, ma l'azienda avrebbe
aderito ad una proroga concessa da Trenitalia, che consente a quest'ultima di
uniformare l'indizione delle gare a livello nazionale. Ma se così fosse,
sostengono i lavoratori, che interesse avrebbe la GEAS a prorogare il proprio
appalto in presenza delle citate perdite per 800 mila euro l'anno? A
rimetterci sarebbero sempre e comunque i lavoratori, che, una volta licenziati,
non avrebbero diritto ad essere ricollocati col nuovo appalto o in presenza di
un eventuale nuovo gestore.
All'incontro azienda-sindacati di ieri Mercoledì 19 Novembre
2008, si e` arrivati al muro contro muro. La GEAS intende confermare i
licenziamenti, sia quelli gia` effettuati, sia quelli previsti (pare
stia per ricominciare l'invio delle lettere). Questo nonostante
Trenitalia abbia dichiarato pubblicamente di aver versato a GEAS tutte
le spettanze, che dovrebbero essere piu` che sufficienti a coprire gli
stipendi di tutto il personale.
Per questo, i lavoratori da Cagliari a Oristano da Olbia a Sassari sono di nuovo in assemblea permanente.
Da lunedi`24 Novembre sono ripresi i disagi (ritardi e cancellazioni
dei treni per mancanza di pulizie dei vagoni e delle officine)
nonostante le precettazioni.