Lettera a Liberazione: Cara Liberazione il tuo Direttore è Stanco!
Inviato da rossoverde | 17 Ott, 2008
Car* Compagn*,
scusate ma non reggo l'ennesima provocazione del Direttore di Liberazione.
Lui è stanco inutile, continua, sproloquiare ignorando liberamente che i Comunisti hanno scelto di Essere Comunisti.
Perchè è curioso che nonostante la maggior parte degli iscritti a Rifondazione, sia pure nelle loro differenze, hanno scelto di restare uniti sotto la Falce de il Martello debbano ancora sentirsi in Campagna Congressuale e avere uomini settari che continuano a predicare qual'è la scelta migliore per la nostra soprevvivenza.
Piero Sansonetti è il Direttore del Quotidiano di Rifondazione nella Catastrofe di Aprile, lui con la sua direzione di questo giornale ha quantomeno responsabilità, più o meno come altri, nella conduzione della campagna elettorale del Partito che ha sancito la Sconfitta del Progetto Sinistra Arcobaleno.
E nonostante Lui navigato uomo di Sinistra critichi la Destra Italiana per il suo despotismo, è ancora in sella a Liberazione, influenzandola spudoratamente verso quelli che sono i suoi orientamenti.
Lo schifoso articolo di oggi 17 ottobre è una prova tangibile della sua stanchezza politica e direttiva.
La critica senza pudore a chi per la prima volta guida il Partito e la miserabile difesa di chi ha condotto la Sinistra Italiana all'uscita dal Parlamento.
Il Direttore di Liberazione è esattamente quello per la quale tanti Compagn* hanno combattuto durante quest'ultimo congresso, la stanchezza e la vecchiaia di un gruppo dirigente che nel bene e nel male non ha mai ceduto di un passo alle effettive esigenze delle popolazioni.
La mia prima tessera la feci nel 95 allora era segretario Bertinotti avevo 17 anni. L'ultima mia tessera firmata da Giordano ha visto Bertinotti nostro candidato Premier...ora di anni ne ho 30.
Allora io mi chiedo è possibile che in 13 anni Rifondazione non sia stata in grado di superare Bertinotti? E' tuttavia possibile che se lui venga (passatemi il termine) spodestato le persone a lui vicine comincino con la rappresaglia?
Fausto l'ho ammirato e tuttora provo stima per lui, ma non riesco più a sopportarlo.
Che lui lo voglia o no ha caratterizzato Rifondazione dalla sua nascita alla fine della sua prima fase.
Così gente come me, che NON ha mai militato nel PCI, ma che ha cominciato l'attività nel PRC si sente comunista esattamente come quel simbolo Falce e Martello stà a indicare.
Per noi COMUNISTI non è una questione ideologica, ma uno stile di vita, l'idea che il Capitalismo renda tutto effimero e passeggero ci da la forza di combattere quotidianamente perchè anche NOI vogliamo la realizzazione del nostro ego; non in senso materiale ma nel senso dei sentimenti.
E' quell'idea che i COMUNISTI lottano anche dentro un bus cittadino non celando le loro idee, ma che che con occhi fieri parlano coi loro simili indicando che esiste una via che può rendere migliore questo mondo, dove la ricchezza non è avere soldi, ma poter godere di quel che la vita ti offre.
Che tristezza sentire Bertinotti e Sansonetti dire che oggi COMUNISTA non si può dire, denota vecchiaia, stanchezza...pena per dei signori anziani che probabilmente alla loro età vogliono ancora dare un senso alla loro esistenza.
Meno male che ancora c'è chi và nei bar a parlare della possibilità di un mondo migliore, non saranno come Sandino o Zapata, ma la luce negli occhi è quella.
Caro Direttore,
se ha vinto la Falce ed il Martello e se a Roma ervamo 300000 mettiti il cuore in pace e supera tu l'idea dell'Arcobaleno e accetta i Comunisti per quello che sono Comunisti.
Sono sicuro che quando sarà il momento sapranno trovare la via che li riporterà più forti di prima e stai tranquillo quella NON sarà la Strada che il buon Fausto Bertinotti ci ha lasciato in eredità.
scusate ma non reggo l'ennesima provocazione del Direttore di Liberazione.
Lui è stanco inutile, continua, sproloquiare ignorando liberamente che i Comunisti hanno scelto di Essere Comunisti.
Perchè è curioso che nonostante la maggior parte degli iscritti a Rifondazione, sia pure nelle loro differenze, hanno scelto di restare uniti sotto la Falce de il Martello debbano ancora sentirsi in Campagna Congressuale e avere uomini settari che continuano a predicare qual'è la scelta migliore per la nostra soprevvivenza.
Piero Sansonetti è il Direttore del Quotidiano di Rifondazione nella Catastrofe di Aprile, lui con la sua direzione di questo giornale ha quantomeno responsabilità, più o meno come altri, nella conduzione della campagna elettorale del Partito che ha sancito la Sconfitta del Progetto Sinistra Arcobaleno.
E nonostante Lui navigato uomo di Sinistra critichi la Destra Italiana per il suo despotismo, è ancora in sella a Liberazione, influenzandola spudoratamente verso quelli che sono i suoi orientamenti.
Lo schifoso articolo di oggi 17 ottobre è una prova tangibile della sua stanchezza politica e direttiva.
La critica senza pudore a chi per la prima volta guida il Partito e la miserabile difesa di chi ha condotto la Sinistra Italiana all'uscita dal Parlamento.
Il Direttore di Liberazione è esattamente quello per la quale tanti Compagn* hanno combattuto durante quest'ultimo congresso, la stanchezza e la vecchiaia di un gruppo dirigente che nel bene e nel male non ha mai ceduto di un passo alle effettive esigenze delle popolazioni.
La mia prima tessera la feci nel 95 allora era segretario Bertinotti avevo 17 anni. L'ultima mia tessera firmata da Giordano ha visto Bertinotti nostro candidato Premier...ora di anni ne ho 30.
Allora io mi chiedo è possibile che in 13 anni Rifondazione non sia stata in grado di superare Bertinotti? E' tuttavia possibile che se lui venga (passatemi il termine) spodestato le persone a lui vicine comincino con la rappresaglia?
Fausto l'ho ammirato e tuttora provo stima per lui, ma non riesco più a sopportarlo.
Che lui lo voglia o no ha caratterizzato Rifondazione dalla sua nascita alla fine della sua prima fase.
Così gente come me, che NON ha mai militato nel PCI, ma che ha cominciato l'attività nel PRC si sente comunista esattamente come quel simbolo Falce e Martello stà a indicare.
Per noi COMUNISTI non è una questione ideologica, ma uno stile di vita, l'idea che il Capitalismo renda tutto effimero e passeggero ci da la forza di combattere quotidianamente perchè anche NOI vogliamo la realizzazione del nostro ego; non in senso materiale ma nel senso dei sentimenti.
E' quell'idea che i COMUNISTI lottano anche dentro un bus cittadino non celando le loro idee, ma che che con occhi fieri parlano coi loro simili indicando che esiste una via che può rendere migliore questo mondo, dove la ricchezza non è avere soldi, ma poter godere di quel che la vita ti offre.
Che tristezza sentire Bertinotti e Sansonetti dire che oggi COMUNISTA non si può dire, denota vecchiaia, stanchezza...pena per dei signori anziani che probabilmente alla loro età vogliono ancora dare un senso alla loro esistenza.
Meno male che ancora c'è chi và nei bar a parlare della possibilità di un mondo migliore, non saranno come Sandino o Zapata, ma la luce negli occhi è quella.
Caro Direttore,
se ha vinto la Falce ed il Martello e se a Roma ervamo 300000 mettiti il cuore in pace e supera tu l'idea dell'Arcobaleno e accetta i Comunisti per quello che sono Comunisti.
Sono sicuro che quando sarà il momento sapranno trovare la via che li riporterà più forti di prima e stai tranquillo quella NON sarà la Strada che il buon Fausto Bertinotti ci ha lasciato in eredità.
Cordiali Saluti
Ettore Dettori
PRC CPF Oristano
Ettore Dettori
PRC CPF Oristano