Lev Trotsky dal “Programma Di Transizione”: I bolscevichi leninisti si trovano in prima fila in ogni forma di lotta, anche nel caso che si tratti degli interessi materiali o dei diritti democratici più modesti della classe operaia. Essi prendono parte attiva alla vita dei sindacati di massa, preoccupandosi di rafforzarli e di accrescerne lo spirito combattivo.
Manco iniziato, che già abbiamo un defezione, il Compagno Attilio Salaris lascia il suo incarico così come il Movimento dei GC (temporaneamente).
Motivi i strettamente personali, speriamo non sia niente di grave.
Saluti Attilio, riprenditi presto, ti aspettiamo a braccia aperte e ricorda le parole di Bertinotti (in Guzzanti): LA SINISTRA è GIOCO DIVERTIMENTO ALLEGRIA...ALABARDA SPAZIALE!! - oppure - SHIRO LANCIAMI I COMPONENTI!!!
1
Il Congresso considera chiusa e superata
la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il PD nella
fallimentare esperienza di governo dell’Unione, dalla presentazione
alle elezioni della lista della Sinistra Arcobaleno e dalla sbagliata
gestione maggioritaria della direzione del partito.
Il Congresso prende atto che nessuna delle mozioni poste alla base del VII Congresso nazionale del PRC è stata approvata.
Ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista.
Respinge la proposta della Costituente di sinistra e
qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra
formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo
aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa.
2
Il rilancio del PRC deve essere caratterizzato in
primo luogo da una svolta a sinistra. L’esperienza di governo
dell’Unione ha mostrato l’impossibilità, data la linea del PD e i
rapporti di forza esistenti, di un accordo organico per il governo del
paese.
La sconfitta delle destre populiste e della politica
antioperaia della Confindustria è il nostro obiettivo di fase. A tale
fine, la linea neocentrista che caratterizza oggi il Partito
Democratico è del tutto inefficace e sarebbe quindi completamente
sbagliata la proposta di ricostruzione del centro sinistra; ci
ridurrebbe in una collocazione subalterna all’interno di un contesto
bipolare.
Al contrario è necessario costruire l’opposizione al governo
Berlusconi, intrecciando la questione sociale con quella democratica e
morale, in un quadro di autonomia del PRC e di alternatività al
progetto strategico del PD.
E’ importante recuperare l’idea che l’opposizione non è una mera
collocazione nel quadro politico ma si configura come una fase di
ricostruzione, di radicamento e di relazioni sociali, di battaglia
culturale e politica. Nella crisi della globalizzazione capitalistica
l’alternativa la si costruisce nella lotta sociale e politica contro il
governo Berlusconi, i progetti confindustriali e le visioni
fondamentaliste e integraliste. Dentro questa prospettiva è
indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una
collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste,
di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si
muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali,
sindacali e culturali.
3
Il rilancio del PRC parte dalla ripresa dell’iniziativa sociale e politica.
La promozione di lotte, la costruzione di vertenze, la ricostruzione
dei legami sociali a partire da forme di mutualità, sono indispensabili
al fine di qualificare dal punto di vista dell’utilità sociale il ruolo
storico dei comunisti e della sinistra. Così come sono elementi
necessari per valutare l’efficacia della nostra presenza nelle
istituzioni e per ribadire la nostra alterità e intransigente
opposizione rispetto alle degenerazioni della politica. Anche in vista
delle prossime elezioni amministrative, ferma restando la piena
sovranità dei diversi livelli del partito, anche alla luce
dell’importanza assunta dai governi locali nel dispiegarsi di politiche
di sussidiarietà, privatizzazione e securitarie, è necessario
verificare se gli accordi di governo siano coerenti con gli obiettivi
generali che il partito si pone in questa fase.
La lotta contro la manovra economica antipopolare del
governo delle destre, l’opposizione alle iniziative razziste e
discriminatorie contro i migranti e i rom, il contrasto ai progetti di
attacco al pubblico impiego e alla pubblica amministrazione,
l’opposizione alla controriforma della giustizia e la questione morale,
rappresentano terreni decisivi di iniziativa, di mobilitazione e di
allargamento di un movimento di massa contro le politiche del governo.
E’ quindi necessario, fin da subito, che il nuovo gruppo dirigente del
partito lavori ad ogni possibile forma di coordinamento della sinistra
politica, sociale e culturale al fine di mettere in campo la più ampia
e forte mobilitazione contro il governo e la Confindustria. In questo
quadro è necessario lavorare per la realizzazione di un nuovo 20
ottobre, una grande manifestazione di massa e una campagna politica di
autunno che, partendo da quanti diedero vita all’appuntamento dello
scorso anno, raccolga nuove forze, in particolare le espressioni di
movimento e di lotta. Rientra in questo percorso l’impegno ad
organizzare per il prossimo autunno la Conferenza Nazionale delle
lavoratrici e dei lavoratori.
Non è però sufficiente una manifestazione; la ripresa di
una iniziativa di lotta, richiede in primo luogo la messa in campo di
una forte iniziativa in difesa delle condizioni di vita e di lavoro
delle classi popolari; dalla difesa dei Contratti Nazionali di Lavoro
alla questione dei salari e delle pensioni, dalla questione dirimente
della lotta alla precarietà all’iniziativa contro la disoccupazione nel
Mezzogiorno, dalla lotta per la casa alla difesa e sviluppo del welfare.
E’ centrale la questione del reddito, a partire dalla difesa del
potere di acquisto di salari e pensioni che va tutelato anche
attraverso un meccanismo di difesa automatica del valore reale delle
retribuzioni e dal tema ineludibile del salario sociale.
Si tratta di terreni decisivi per ricostruire l’unità del mondo
del lavoro, tra nord e sud, tra lavoratori pubblici e privati, tra
italiani e migranti, e per ricomporre le attuali cesure tra lavoratori
garantiti e atipici. Si tratta di declinare queste lotte intrecciandole
al conflitto di genere ed alle relazioni intergenerazionali. Solo la
ripresa del conflitto di classe può evitare che la guerra tra i poveri
prenda piede nel nostro paese, sedimentando razzismo e xenofobia.
Pur nel rispetto dell’autonomia del sindacato, non
possiamo che sottolineare la necessità assoluta che vengano superate le
logiche concertative che hanno reso impossibile la difesa dei
lavoratori e delle fasce a basso reddito. In questo quadro,
riaffermando la necessità di una piena autonomia del sindacato da
partiti, governo e padronato, auspichiamo la costruzione di una ampia
sinistra sindacale che ponga al centro i nodi della democrazia e della
ripresa del conflitto. Così come salutiamo positivamente ogni forma di
coordinamento e di cooperazione nell’ambito del sindacalismo di base.
Riteniamo opportuno favorire ogni elemento di conflitto
dal basso nei luoghi di lavoro, la rinascita di un protagonismo dei
lavoratori e delle lavoratrici, l’emergere di momenti di
auto-organizzazione, tutti elementi decisivi affinché la battaglia
anticoncertativa assuma una dimensione di massa. In questo quadro è
necessario un forte investimento nella costruzione della presenza
organizzata del partito nei luoghi di lavoro.
Intrecciati con la questione sociale in senso stretto,
sono cresciuti nel paese importanti movimenti di lotta su temi decisivi
quali la laicità dello Stato, la difesa della Costituzione repubblicana
e antifascista, il rilancio della scuola e dell’università pubblica, il
diritto alla libertà di orientamento sessuale e la lotta contro ogni
forma di discriminazione, omofobia, violenza alle donne e attacco alle
loro libertà, al diritto di scelta e di decisione sul loro corpo com’è
il tentativo di attacco alla 194 e la legge sulla procreazione
assistita, la difesa dell’ambiente su questioni che interessano
contesti locali ma pongono problemi generali relativi al modello di
sviluppo. Basti pensare alle lotte contro la Tav, contro le grandi
opere, contro la proliferazione di inceneritori e rigassificatori. Si
deve dare un sostegno attivo a questi movimenti lavorando per una
ricomposizione dei conflitti in una strategia globale di
trasformazione.
Diritti sociali, civili, ambientali sono per noi le diverse facce di uno stesso progetto: l’alternativa di società.
In questo quadro il VII Congresso del PRC ritiene necessario il lancio
di una stagione referendaria sulle questioni della precarietà, della
democrazia sui luoghi di lavoro, dell’antiproibizionismo, da gestire
con il più vasto schieramento possibile.
4
Il PRC, riprendendo il percorso cominciato a Genova,
ribadisce la propria internità al movimento mondiale contro la
globalizzazione capitalistica e, in questo quadro, la volontà di
intensificare la collaborazione e le relazioni con i partiti comunisti
e progressisti, con tutti i movimenti rivoluzionari e le
importantissime esperienze latino-americane che si collocano contro le
politiche neoliberiste e di guerra, con i popoli in lotta contro
l’occupazione militare e per l’autodeterminazione.
In Europa, in particolare, lavora ad un rafforzamento
dell’unità delle forze comuniste e di sinistra alternative al Partito
Socialista Europeo, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea
sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria
Europea-Sinistra Verde Nordica, al quale aderiranno i futuri eletti.
Per questo motivo il Congresso dà mandato agli organismi
dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il
simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del
programma che sarà definito nel prossimo autunno. Questa decisione si
deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle
elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra,
sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e
all’impostazione neoliberista e di guerra dell’ Unione Europea. Il
Congresso ritiene gravissima qualsiasi manomissione della legge
elettorale per le europee e impegna tutto il partito a contrastare
questo progetto con il massimo di mobilitazione democratica di massa.
In Italia, in vista del prossimo vertice del G8,
il PRC si deve impegnare, nelle istanze del movimento contro la
globalizzazione, a ricostruire lo schieramento di forze politiche e
sociali che condusse la mobilitazione contro il G8 di Genova, senza
tacere sulle responsabilità del governo Prodi e sull’accondiscendenza
del governo Soru nell’individuazione della sede del vertice in Italia
alla Maddalena.
Il PRC deve impegnarsi,
nell’ambito del movimento pacifista, in ogni lotta contro le guerre in
corso nel mondo, contro la NATO e contro tutte le basi militari
straniere, a partire da quella di Vicenza, e deve impegnarsi per il
ritiro dei contingenti italiani dai teatri di guerra.
5
Il Congresso ritiene necessario rilanciare il partito
e il progetto strategico della rifondazione comunista ed impegna il
nuovo gruppo dirigente a promuovere ed incoraggiare un effettivo e
pluralistico dibattito politico e teorico che prosegua nel segno
dell’innovazione e della ricerca. In questo quadro, la ricerca sul tema
della nonviolenza non riguarda per noi un assoluto metafisico ma una
pratica di lotta da agire nel conflitto e nella critica del potere.
E’ parimenti necessario
rilanciare l’indagine sulla morfologia del capitalismo contemporaneo,
allargare il lavoro di inchiesta sulla nuova composizione di classe e
sulle forme di organizzazione del conflitto.
Il rilancio del partito è impossibile senza la cura del partito stesso.
Il Congresso impegna il nuovo gruppo dirigente a procedere nella
riforma del partito, in particolare mettendo in discussione il
carattere monosessuato e separato della politica, muovendo dalle
indicazioni emerse dalla Conferenza di Organizzazione di Carrara.
E’ necessario impedire ogni degenerazione del partito in
senso leaderistico e plebiscitario ed ogni subordinazione del partito
alle rappresentanze istituzionali e ai rapporti verticistici con altre
forze politiche.
La gestione unitaria del partito, nel rispetto di eventuali dialettiche
interne agli organismi dirigenti a tutti i livelli, deve essere intesa
come partecipazione ai processi decisionali e non come mero diritto di
critica a decisioni assunte da maggioranze o, peggio ancora, da cerchie
ristrette di dirigenti.
La democrazia non è una forma qualsiasi
di funzionamento del partito. Non si deve ridurre alla pura dialettica
tra diverse posizioni né confondere in alcun modo con forme
plebiscitarie di consenso. Il tesseramento deve essere strumento di
partecipazione alla vita del partito, al suo progetto politico e alle
sue decisioni. Non deve mai ridursi a strumento burocratico di conta
interna. La democrazia necessita di partecipazione libera ed informata
alla formazione di decisioni circa gli indirizzi politici di fondo e le
scelte più importanti. In questo quadro la democrazia di genere è
elemento essenziale della trasformazione della società per un mondo in
cui eguaglianza e differenza siano elementi fondativi
dell’autocostituzione di soggettività critiche, consapevoli, sessuate.
Gli organismi dirigenti a
tutti i livelli non devono essere retti da una logica elitaria e devono
essere fondati sul principio di responsabilità. La rotazione degli
incarichi, la non commistione di incarichi di partito con incarichi
istituzionali di governo, il rinnovamento costante degli organismi e il
superamento del loro carattere monosessuato, l’introduzione di codici
etici relativi ai comportamenti connessi ai privilegi sono obiettivi
che il Congresso indica come prioritari al nuovo gruppo dirigente.
Il Congresso impegna
infine il nuovo gruppo dirigente a lavorare, con gli strumenti
opportuni, al miglioramento della formazione di tutti gli iscritti, dai
militanti di base ai dirigenti nazionali”.
E' andata così, come oramai tutti sanno, il PRC ha un nuovo
segretario l'ex Mnistro Paolo Ferrero. Non è stato facile eleggerlo
troppi veti, troppi giochi e tanto veleno durante la fase congressuale.
Già, infatti nessuno ha vinto per superare Nichi Vendola al 47% c'è
voluta un'alleanza di 4 mozioni a raggiungere il 53%. Per chi poi (come
me) ha seguito il Congresso in diretta su Radio Radicale, ha potuto
vedere da subito quali asprezze i delegati hanno tirato fuori. Morale
della favola il PRC ha perso qualcosa...ma potrà ritrovare benissimo
altro.
In effetti era ovvio che si sarebbe arrivato a tanto dopo
una gestione lunga e delle stesse persone come quella che avuto il
nostro Partito, unitamente al tonfo elettorale, molt* compagn* avevano
più di qualche sassolino da togliersi dalle scarpe...così Vendola ha
finito per pagare le colpe dei Padri, un pò per questioni politiche un
pò per colpa sua. Ad ogni modo l'impressione di questi 4 giorni alla
Radio era uno scontro forntale su due linee che probabilmente hanno
poco a che spartire fra loro; ha prevalso il Marxismo, che non credo
sia male per una formazione che si dice Comunista ancora nel 2008. Il
nuovo programma varato da 4 correnti su 5 non mette in discussione la
costruzione della sinistra, ma ne fissa solo i paletti e rilancia la
sfida in chiave Marxista nel nuovo millennio. Certo a 24h dall'elezione
di Ferrero poco si può dire su cosa accadrà e quale sarà il nostro
futuro, ma bisogna essere fiduciosi che qualcosa si muoverà.
Eppoi alle divisioni politche spesso si aggiungono gli antagonismi personali che hanno portato recentemente alla creazione delle varie formazioni comuniste...così la parola UNITà
a Sinistra qui in Italia riesce difficile. E' possibile vederlo nel PDCI
che dopo 10 anni anni abbozza un tentativo di riunificazione proprio col PRC o in
Sinistra Critica che nel suo sito da un giudizio negativo sul 7°
Congresso Rifondarolo. Ma va bene così, daltronde è normale che ciò
avvenga, anzi è proprio segno del dinamismo che contraddistingue anche
la nostra parte...gli scenari NON sono statici.
Ad ogni modo il
problema più grave da superare è quello di riacquistare egemonia culturale, che da troppo tempo
ormai abbiamo lasciato ad altri. Così un compito immediato di Rifondazione è riprendere la
sfida che Gramsci riteneva uno dei cardini per potersi farsi capire
meglio dal Popolo.
Poi quel che succederà molti di noi non lo
possono sapere, ma se alcuni Compagn* sceglieranno altre strade vuol dire
che avranno sentito alrte vocazioni. Ma badate la storia è abbastanza
ciclica, nel 19 - 21 una sinistra divisa consegnò il Paese alla cultura
fascista...
In tempi più recenti le formazioni di Sinistra che
parteciparono ai Governi degli anni 70, 80 e 90, non contrastarono sufficientemente lo stadio embrionale del (Neo) Liberismo (anzi lo favorirono) e il frutto di quelle politiche scellerate le
stiamo pagando oggi, essendo pur passati per Tangentopoli, con la
generazione dei trentenni disokkupata o precaria. Per non parlare poi
dell'attuale sistema di informazione Radiotelevisivo o della carta
Stampata.
Ora l'ipotesi è che per qualsiasi Partito
Comunista il miglior interlocutore sia un Partito Socialista o Social
Democratico, ma in Italia NON esiste questa condizione, il PS italiano è allo 0,9% mentre il PD è tutto fuorchè una formazione di Sinistra è un modello Americano che non ha niente a che spartire con i Comunisti (o post)...e lo si è visto alle ultime Elezioni dove il loro Capo...più che a destra sparava a Manca...col risultato che pure loro hanno contribuito alla nostra crisi d'identità. Così le formazioni Marxiste stanno meglio all'opposizione o al Governo, ma con almeno il 51% dei consensi. E non è un crimine se
qualche Compagn* crede che sia necessaria una sinistra di
Governo...solo è necessaria chiarezza nei confronti degli
Popolo (sopratutto verso gli elettori)...soprattutto in tempi dove la Social Democrazia è stata
sostituita dal Social Liberismo. Il nostro è un partito fortemente
ideologico, la nostra gente pretende molto e si delude facilmente...e
spesso la perdiamo irrimediabilemente così solo con la chiarezza e
la coerenza possiamo tenere accese le loro speranze di un Mondo
migliore. In buona parte è plausibile il documento finale elaborato a
Chianciano (che è sempre migliorabile), perchè non è ne arretramento culturale ne
arroccamento ideologico, ma semplicemente non si può e non si vuole trasformare un partito Marxista
in uno Riformista. La scelta del GUE (Sinistra Verde e Comunista) e
della Sinsitra Europea è appunto una linea politica chiara che riporta
al centro del nostro dibattio l'idea di un Comunismo moderno, ma sempre
in chiave Marxista.
Peccato che di lunedì non escano i giornali
a noi vicini (liberazione e manifesto) perchè gli unici disponibili
portavano un punto di vista che francamente è antirifondazione. Non
esiste nessuna vocazione minoritaria, ha vinto sul filo di lana un
documento appoggiato da 4 mozioni su 5; per quanto tutto ciò possa
apparire strano questo risultato lo ha dato la democrazia. Eppoi il
voto NOMINALE non era una scusa per costringere i fedeli a rispettare i patti, ma semplicemente un atto dovuto per maggior trasparenza, ma
voi vi rendete conto se qualche documento avesse vinto e il numero dei votanti non fosse tornato? Queste sono
prassi che nel PRC si usano, possono essere discutibili, ma esistono e può esserne richiesto l'uso e in certi
momenti sono regole più chiare di altre. Ad ogni modo ho letto cose
molto fastidiose che ahimè ci guardavano da un solo punto di vista,
quello di chi ha bisogno dei nostri voti per andare a governare, a
prescindere dai programmi, dunque condannandoci per averli "scaricati".
Critiche anche navigando su internet da alcune forze di sinistra...che
non credono nel rilancio di Rifondazione...staremo a vedere!
Giappone, Islanda e Norvegia accusano le Balene di rubare i pesci
all'uomo, i pescatori nostrani invece rivolgono le stesse accuse ai
delfini, allora cosa fare?
E' la solita annosa questione moderna
che va a colpire i lavori ricchi di tradizione tramandati di padre in
figlio, che nell'era del Capitalismo più efferato devono scontrarsi con
le multinazionali per portare a casa il Pane. Su Notizie Verdi di
martedì 1 Luglio è uscito un interessante articolo che affronta il
problema delle Balene che in via di estinzione vengono selvaggiamente
cacciate dai paesi consumatori delle sue carni. Il 23 Giugno a
Santiago del Cile si è riunita la IWC (l'organo internazionale
che regola la caccia alle balene) che doveva deliberare se tenere o no
in piedi la moratoria che vieta la caccia ai cetacei dal 1986. 2 erano
i Gruppi a confronto "I Cacciatori" contro i "I Difensori".
Ebbene
affrontiamo questo discorso che sembri non toccarci!! Si perchè se i 3
Paesi (Cacciatori) sopracitati riescono a tenere in scacco ben 13 Paesi
(Difensori) che si oppongono (più le varie ONG schierate con loro) vuol
dire che qualcosa non torna. Le Balene NON sono predatori, non hanno
neppure denti, hanno bensì Fanoni, che sono specie di peli che servono
per "filtrare" il cibo, dunque è lungi da loro mangiare pesce, sono
considerati specie di "erbivori", anche se questo termine è incorretto.
Allora cosa è che sta rendendo poveri i Mari di tutto il Mondo?
Beh studiosi canadesi, tali: Boris Verm e Ramson Mayers hanno
accertato dei dati che vedono nell'inquinamento la causa principale
della diminuzione del Pescato Mondiale. Il risultato dei loro studi è
che negli ultimi 50 anni sono sono scomparsi dai 7 mari, circa il 90%
dei grandi pesci commestibili: Tonni, Merluzzi, Squali, Pesci-Spada,
Marlin. In sostanza in alto mare si è pescato troppo e male, con gravi
danni agli ecosistemi derivati dall'uso delle famigerate reti da pesca
a strascico. In più circa il 75% dei pescherecci mondiali circola con
Carichi non consentiti, muovendo un illecito pari a 10 Miliardi di euro
l'anno.
La Pesca selvaggia ha una pratica non controllabile nei
paesi in via di sviluppo, dove questi continuano ad ignorare le leggi
che regolano la pesca. Occorre dunque mediare soluzioni, ad esempio
aree marine protette con proibizione di ogni attività "invasiva";
cercando di arrivare a proteggere tramite i Parchi, circa il 12%
dell'Oceano entro il 2012. Chiaramente bisogna dare rilevanza alle zone
riproduttive.
Per leggere la notizia completa contatta la redazione di Notizie Verdi
Ora
appare chiaro che la Sinistra e in particolar modo Rifondazione
Comunista, debba prender posizione contro la pratica di sfruttamento
del Mare prenda chiara posizione in difesa dei Parchi...allo stesso
tempo è necessario instaurare un dialogo stabile coi pescatori, in
quanto anch'essi sono parte integrante del mare (non me ne vogliano)
quanto i suoi abitanti. La modernità davvero deve portare alla difesa
del mestiere del pescatore, ma le minacce che ci sta regalando l'età
contemporanea devono farci fare una seria riflessione sul valore
effettivo di questo mestiere. E' nescessario impegnarsi a trovare un
altro modo di far pesca che non sfrutti, ma che sia in armonia con
l'ecosistema marino.
Altre specie di predatori mammiferi del mare
sono a rischio estinzione, i Delfini. A Oristano e in Provincia esiste
una forte communità di pescatori, sia di mare che di zone lacustri,
ebbene impegnamoci ad ascoltare e a fornire soluzioni alternative ai
soliti modi a oggi attuati e non stanchiamoci mai di fare informazione;
un'altra economia è possibile, così come un altro mondo. Fermo restando che siamo contrari allo sterminio mirato di Gabbiani, Pellicani, Delfini o ogni qulasiasi altro essere vivente accusato ingiustamente di "concorrenza" alla pesca.
Istruire è la parola d'ordine anche a costo di scontrarsi cone le sacche di conservazione, non tutti riescono ad avere gli occhi puntati sul mondo in quanto guardare in casa propria è più facile; dunque sta noi trovare una politica altermondista che possa dare anche ai Pescatori la possibilità di vivere in questo nuovo millennio in armonia con gli altri abitanti del mare.
Leggevo oggi su un quotidiano locale che la nostra gloriosa squadra
cittadina la Tharros, sta morendo, e non perchè non ha 85 milioni di
euro per ingaggiare Ronaldinho, ma per il disinteresse degli
oristanesi. Già l'apatia che contrddistingue il Capoluogo Occidentale
oltre che essere famosa nel Mondo sta pure diventando omicida.
Perchè
dico ciò?
Perchè l'andazzo preso da ormai troppo tempo è questo cioè
lasciare che gli eventi e le delusioni personali prendano il
sopravvento sul sentimento comune di rivalsa di essere orgogliosi delle
proprie origini. Lo si vide già quando chiuse il Gatto e la Volpe un
negozio di gicattoli che era come un istituzione dove tanti oristanesi
compravano regali per i loro figli, amici e parenti...così se altri
negozi di giocattoli si sono aperti in sua sostituzione è stata
l'indiferenza della situazione che ha fatto più male che i debiti.
Come
è possibile che una cittadina Capoluogo di Provincia sia così passiva a
tutto ciò che la circonda è un mistero, già le cronache paesane
dell'800 riferivano di un luogo noioso e poco incline alla vitalità, ma
possibile che non si possa rimediare a questo? Sicuramente vi è la
possibilià ed è proprio per questo che la Politica locale deve essere
in contro tendenza alle ultime giunte che si sono succedute. Un'azione
progressista atta a far prendere coscienza ai cittadini dei loro mezzi
può senza ombra di dubbio portare ad un attivismo cittadino maggiore.
Come? Opponendoci a tutto questo...
Fino
ad oggi abbiamo lasciato che le istituzioni locali si occupassero di
noi, le ultime giunte hanno potuto lavorare senza praticamente
opposizione, ma non parlo solo di sale ovattate, ma soprattutto
fuori...Così non si può negare che (e i dati lo dimostrano) la
percezione della qualità di vita sia tendente al
peggioramento...proprio perchè essendo immersi in un clima di sfiducia,
tutto sembra crollare. Ma questo non impediva di fare delle battaglie
per rendere Oristano un centro culturale del mediterranneo. Si è scelto
però di chiudersi a riccio, esattamente come la più efferata ricetta
della conservazione. Pochi e controllabili è meglio che un piccolo
grande polo interculturale che porti anche idee nuove. Il potere
concentrato nelle mani di poche persone abilmente trincerate dietro la
Burocrazia, nessun piano di sviluppo o di rinascita, solo uno slogan
"tutta colpa dei comunisti".
Da tempo questa città è specchio di ciò
che è diventata l'italia, cioè aridità pura. I trentenni che emigrano
alla ricerca di lavoro, anziani inferociti da servizi scadenti, i
giovani che sfogano la loro noia in atti di razzismo e vandalismo...mi
sembra di vivere in prima persona (adattato ai giorni nostri) il libro
Cristo si è fermato a Eboli.
Allora cosa centra la Tharros in tutto questo, direte voi?
Quando
lo sport Nazionale e ultramiliardario non riesce più a far breccia nel
cuore degli sportivi della Città allora è giunto il tempo di fare
autocritica e capire cosa non va di questo posto...
Avanti dunque SINISTRA, parti da qui dall'unire i cittadini di Oristano, nella speranza di un futuro migliore...questo posto necessita di cooperative che possano dare lavoro a tutti e che possano veramente portare alla redistribuzione della ricchezza; bisogna allo stesso tempo diffidare dei vari padri e padroni che con le loro promesse e la loro scarsa considerazione della dignità umana utilizzano le persone come merce di scambio. Rifiutiamo il lavoro clientelare e allo stesso tempo combattiamo gli egoismi...tutti un pò più dinamici e felici può e deve essere obbiettivo comune!!
E AI PADRONI CHE CI VORREBBERO SCHIAVI DEL SOLDO, RISPONDIAMO IN CORO CHE ESSER RICCHI NON è SOLO UNA QUESTIONE DI MATERIA, MA CHE OGNI UOMO è RICCO QUANDO è LIBERO E PUò ESPRIMERSI!! I SOLDI NON FANNO LA FELICITà UN MONDO PIù GIUSTO E MENO INQUINATO SI!! LASCIAMO AD ALTRI LA POSSIBILITà DI COMPRARSI IL PARADISO CON GLI EURO E I DOLLARI, NOI INTANTO COMINCIAMO A RIPRENDERCI ORISTANO E LA THARROS!!
Si è svolto Giovedì 17 a Corte Baccas (Santa Giusta) il II Congresso del Circolo di Oristano / Santa Giusta - Teresa Noce.
Sono stati rinnovati gli Organismi Dirigenti che hanno confermato Eleonora Casula alla Segreteria.
Aprezzate new entri del nuovo Direttivo sono state l'ex segretario Ettore Dettori, Elisabetta Ra**io, Marco Contu (dinamico Giovane Comunista)...mentre è stato confermato Ignazio Ibba.
Domenica prossima a Chianciano ci sarà il 7° Congresso Nazionale che dovrà dare una risposta reale alla necessità di tenere in vita questo partito. Il dibattito interno è stato aspro e lo si è visto palesemente Domenica scorsa al Provinciale di Oristano dove la tensione è salita alle stelle durante l'elezione del nuovo CPF. L'andamento infatti ha rispecchiato le tensioni che sono trapelate in tutta Italia.
Così più che criticare l'andazzo è auspicabile che le varie anime escano fuori e giochino a viso scoperto poichè è necessario tornare a fare opposizione battagliera alle destre che nella nostra conflittualità stanno trovando un alleato in più. Così è necessario che si definiscano i ruoli di ognuno.
Come molti ben sanno il Governo Berlusconi sta portando avanti una politica che, dal nostro punto di vista, necessita di sicura opposizione, ma allo stesso tempo è compito della sinistra tornare a guadagnare la fiducia della gente. Troppo tempo nelle sale ovattate sicuramente ci ha fatto perdere percezione con la realtà, l'Italia è un Paese in continua evoluzione e materialmente benestante...questo però non vuol dire che tutti stanno bene. Il continuo smantellamento dello Stato Sociale, la perdita del potere d'acquisto dell'euro, la crisi globale delle materie prime, il precariato ci stanno rendendo una Nazione sull'orlo di una crisi di nervi.
E' fondamentale tornare nelle fabbriche, nelle campagne, tra le associziazioni, come uomini e donne libere e slegati dal potere, gli Italiani non sono ne cattivi ne stupidi, sono semplicemente uomini e donne come tanti/e altri nel mondo, che si risentono quando si sentono traditi/e.
Allora se stare fuori dal Parlamento, cioè nelle Piazze al freddo del prossimo Autunno/Inverno, ci DEVE a NOI far tornare un pò di congizione della realtà, così da metterci lavorare seriemante per un'Alternativa di Società.
A partire dalle municipalità, ad esempio Oristano, dove la Giunta Nonnis agonizzante e litigiosa mostra il vero volto delle Destre Italiane basate su poca concretezza e tanta tanta finzione scenica. E' compito nostro mobilitarci e far sentire loro il fiato sul collo, poichè stare fuori dal Palazzo degli Scolopi non vuol dire non essere presenti nella Società!!
Il primo luglio 2008 è stato effettuato a Terralba lo
sgombero di una comunità rom, insediata da molti anni e costituita da nuclei
familiari stabilmente residenti, che contano nel loro insieme un totale di 54
persone. Un altro insediamento di minore dimensione subirà la stessa sorte tra
qualche giorno. L’ordine burocratico della demolizione, affidato per 33 mila
euro alle ruspe, si è tradotto nel problema fisico della cacciata, per la quale
è stata mobilitata la
Forza Pubblica. Non essendo stato possibile affidare queste
persone alle acque del mare o ad altre modalità di dissolvimento, è rimasto tal
quale il problema della loro collocazione. Un esperto di questa materia disse
al processo di Norimberga che non è difficile far fuori le persone, il problema
è dissolvere la loro fisicità.
Questo problema ha messo in
moto due ipotesi di intervento, ispirate da senso dell’emergenza e spirito di
solidarietà. La prima di queste, determinata e ammirevole, è stata posta in
essere dal sacerdote don Giovanni Usai in una comunità di Arborea; la
dichiarata scelta di disobbedienza di quest’uomo ha reso ridicola l’ulteriore
intimazione di cacciata notificatagli anche dalsindaco di quel comune, e per ora tutte quelle 54non-persone restano con lui. La seconda
ipotesi, mendicata in queste settimane dal prefetto Tuveri presso tutti i
sindaci della provinciae sponsorizzata
da alcuni esponenti politici, prospetterebbe una suddivisione del gruppo rom di
Terralba fra diversi comuni provvisoriamente disponibili alla cristiana
accoglienza. Tutto ciò accade nel silenzio tombale della classe politica
stessa: non mancano ovviamente le esposizioni individuali, ma il vuoto di
politica reale, in termini di attenzione, di intervento e di prospettiva, è
totale. E’ persino più sconcertante dell’abissale sconcezza delle ordinanze dei
sindaci di Terralba e Arborea, che costituiscono evidentemente le risultanze
terminali di una ragione di governo affaccendata sul G8, sui posizionamenti
elettorali e su consimili amenità.
La gravità di questa situazione, per la catena di
precedenti sociali, amministrativi e giuridici che presenta, necessita di uno
sforzo di immediata chiarificazione, e pone alla classe politica, alla
coscienza civile e alla Procura della Repubblica tre interrogativi fondamentali:
1:l’ordinanza del sindaco di Terralba, in termini formali e in termini
sostanziali, è legittima?
2:l’eventuale disponibilità di alcuni sindaci all’accoglienza può valere
come modello di soluzione?
3:lo
smembramento di una comunità è insignificante dal punto di vista dei diritti
umani?
1:L'ordinanza:
l’intimazione del sindaco di Terralba connette due sue precedenti
ordinanze: sgombero degli accampamenti e demolizione delle opere abusive;tale connessione, il cui fondamento di
legittimità è l’abuso edilizio, si risolve, testualmente, nella intimazione di
“allontanamento dal territorio comunale
dei campi nomadi”. Anche i bambini capiscono che se una contestazione di
abuso edilizio desse al sindaco il potere di disporre della dislocazione corporea
e della libertà personale degli individui, contro gli artt. 13, 14, 16, 17 e 18
della Costituzione, ci troveremmo in una situazione surreale. Inoltre il
campo rom di Terralba non è affatto
nomade, risulta stabilmente
all'anagrafe e alla vigilanza pubblica, è stabilissimo da molti anni e per di
più posizionato su aree di cui le persone che lo abitano vantano la proprietà.
A parte la seria ipotesi di abuso compiuto dai pubblici poteri ai danni di
persone fisiche e beni privati, si evidenzia qui il paradosso per cui anziché
contrastare il nomadismo favorendo regolari residenze stanziali, si distruggono con le ruspe le
residenze stanziali per rigettarne i componenti, umiliati e saccheggiati di
tutti i loro averi, nel randagismo puro. In Consiglio comunale, tanto per inserire un tocco
di umorismo, si è perfino evocato il canile. Nella logica di alcune
amministrazioni agisce un’intelligenza sovrumana.
2:L’accoglienza:
l'accoglienza è una nobile disposizione umana, ed è un dovere morale nei casi
di calamità e di disgrazia. Ma questo non è un caso di calamità: fare
appello alla morale quando si calpesta il diritto non fa bene né alla morale né
al diritto, e col contrappeso della solidarietà si spalanca il terreno
all’abuso di potere e all’arbitrio puro. Per questo riteniamo che il
tentativo perseguito dal Prefetto di Oristano, pur umanamente apprezzabile, sia
profondamente sbagliato in termini di principio e del tutto privo di
prospettiva in termini di fatto. Esso manca del requisito fondamentale: la
garanzia che siano i soggetti in questione a decidere liberamente dove stare.
Fino ad ora resta il fatto che la loro casa è in quell’ unica loro terra, e che
ne sono stati cacciati in offesa al'essenza della loro vita: le loro cose, le
loro attività quotidiana e la scuola. Essi sono sotto la protezione dell’art.13
della Costituzione, e in questa situazione di fatto ogni condizione costrittiva
di accoglienza finirebbe per legittimare l’abuso di cui sono vittime.
3:Lo
smembramento: stando alle cronache ci sono in provincia comunità
tradizionalmente dialoganti e comunità modernamente grette: il documento del
vicesindaco di Gonnoscodina, diretto a una libera discussione in quella
popolazione, e l’intervista del capo dei vigili di Arborea, che in veste di
pubblico ufficiale vuole a tutti i costi le impronte digitali (senza che
nessuno dei suoi concittadini abbia avuto il buon senso di chiederne la
rimozione), sono un esempio di quanto in soli trenta chilometri può essere
vario il mondo. E’ dunque teoricamente possibile che con un po’ di dirindin e
progetti socialmente utili si possa suddividere in modo caritatevole il
problema, “smembrare” la storia sociale e l’identità fisica della comunità rom
e supporre di poter vivere felici e contenti. Ma è più che probabile che gli immaginari
zingari felici percepiscano questa ipotesi come quella di una deportazione. Può
sembrare che abbiano troppe pretese: ma chi accetterebbe un simile smembramento
delle proprie storie affettive e del proprio orizzonte di socialità? In nome di
quale ordine costituito, di quale principio di sicurezza o di quale dio si può
fare questa selezione di esseri umani come si fa una marchiatura di bestiame?
Chi mai accetterebbe di uscire per strada sapendo di essere guardato a vista e
di doversi atteggiare di fronte a chiunque come un cane riconoscente? Nessuno
tra noi, e assolutamente nessuno tra loro.
Le nostre università vantano meriti riconosciuti nel
campo dell'antropologia, ma anch'esse sono solitamente mute su questa gente. I
rom non hanno una consuetudine sociale monofamiliare, ritagliata su tempi di
casa, di professione, di promozione sociale ecc. Il senso della loro esistenza
è in reti familiari estese, con valori e disvalori comportamentali radicati nei
loro codici morali, così come quelli di tutte le diverse società umane; c’è un
limite alla nostra pretesa di intromissione e anche alla nostra pretesa di
giudizio, ammesso che nel suo insieme la nostra storia e il nostro costume
abbia poi così tanto da insegnare; è l’orizzonte di senso della loro vita che
attende da noi di essere riconosciuto, così come è un bene che essi si rendano
disponibili a riconoscere il nostro. I sardi hanno sempre vissuto a parti
invertite questo dramma, e non è un bene per nessuno che la loro memoria comune
sia così cedevole alla conformazione dominante. Lareciprocità non è mai facile: costringe
ciascuno a vedersi con gli occhi di chi gli sta di fronte. La privazione di
questanecessità della condizione umana,
l’accecamento di quello sguardo, è ciò che chiamiamo razzismo.
Riepilogo per quanto
riguarda la piazza: matteo ha sentito cugusi: niente marina
piccola, a quanto pare è gestita da un privato e ce la possiamo
scordare. Dobbiamo optare x una piazza cittadina, un
giorno feriale, che a parer mio, non coincida con lo shopping sotto le
stelle... (troppa concorrenza).
Sto ancora aspettando risposta sia dalle associazioni che dalla
compagnia... la piazza della solidarietà non è molto solidale in questo
momento....
Abbiamo fissato la prox riunione x mercoledì 16 alle 18 in
federazione (via asproni). per allora dovrei avere qualche segno di vita dalle
associazioni.
domenica 13 alle ore 19 ci sarà a TERRALBA una assemblea pubblica sulla "evacuazione" del CAMPO ROM.
non è stato facile per i cittadini di Terralba che hanno dato vita al loro piccolo comitato
1: superare lo sconcerto iniziale
2: misurarsi con il muro di indifferenza e di ostilità comunque presenti nella cittadinanza
3: assumere una posizione rivendicata pubblicamente.
Credo
non sfugga a nessuno la gravità del caso di Terralba per quanto esso
rischia di legittimare nel comportamento delle istituzioni, e cioè
nella conformazione della figura del sindaco sceriffo al canone
Lombroso-Borghezio, che è comunque molto più avanti (nell'universo
della paranoia) di quanto non lo siano il pacchetto sicurezza e il
cervello strizzato di Maroni.
La vergogna di Terralba è il rovescio
storico dell'orgoglio di Pratobello, giusto per capirne la dimensione
come precedente giuridico e la consequenzialità nei comportamenti di
fatto da parte della Prefettura e di altri sindaci (in primis quello di
Arborea).
Per
tale ragione è INDISPENSABILE essere presenti all'assemblea di
Terralba, che si terrà in piazza e che dovrà essere partecipata secondo
gli orientamenti emergenti nel locale comitato: presumo quindi che sia
più che opportuno rinunciare a bandiere e comizi e partecipare in
semplice fisicità, solidarietà e condivisione, poi si vedrà.
Fino
a ieri ritenevo di poter portare a Terralba l'orchestra ROM che
abbiamo nel programma della festa di Bosa: invece sono emersi problemi
seri sulla loro libertà di movimento (visti, identificazioni, paura
ecc.) e non possono venire neanche a Bosa. Questo è oggi lo stato della
vita nazionale. Di conseguenza chiunque tra voi abbia la possibilità di
portare a Bosa e soprattutto a Terralba un violino o comunque un poco
di musica di strada lo faccia: varrà più di un milione di parole.
Vi prego di far girare l'informazione. - Grazie, Gian Luigi
Il Congresso del Circolo PRC-SE TERESA NOCE è convocato per.domenica13 pv alle ore 19.00.. .. pressola sededellacoop Il Seme in località
Corte e Baccas, comune diSantaGiusta,
Programma dei lavori
- Elezione della Presidenza del
Congresso
- Relazione del Segretario
uscente
- Intervento di saluto
degli/delle invitati/e
- Presentazione dei documenti congressuali
(max. 10 minuti cadauno)
- Nomina delle commissioni
(verifica poteri, politica, elettorale)
- Dibattito
- Eventuali repliche dei
presentatori dei documenti congressuali (max. 5 minuti cadauno)
- Conclusioni della/del
compagna/o designata/o dalla Commissione Congressuale di Federazione
- Votazioni sui documenti
congressuali, gli emendamenti nazionali, gli emendamenti allo Statutononché gli ordini del giorno e i documenti
finali del Circolo
- Elezione degli organismi
dirigenti, di garanzia e delle delegate e dei delegati al Congresso diFederazione
Ricordo ai compagn*:
·che alla votazione dei documenti si procede ad appello nominale conrelativasottoscrizione personale,e con
secondo appello nominativo
immediatamente successivo allaconclusione del primo.Tale operazione verrà svoltaal termine deldibattito chesiconcluderà per le ore 21.00 .
·che hanno diritto alvototutti i compagn* iscrittidel2007cherinnovano o hanno rinnovato l’iscrizione al partitoconfirmadelrelativotagliandotessera eversamento quota( minima PRC 15
euro, GC 10euro), i compagn*
iscrittinel2008fino a10giorniprima dello svolgimento delcongresso, i compagn*tesseratianchenel2007 presenti allo svolgimento del
congressoche richiederanno latessera2008firmando ilrelativotagliandoeversandoalmeno laquota minima.
·Sono ancora a disposizione le copiedei documenti congressuali,perchinon leabbiaancora ricevute, perchè permotivazioni economichenon
possiamo inviare a domiciliovostro,
potetescaricarveledal sito del partitowww.rifondazione.itorichiederli al3397916117, orecarvi infederazione,v. Mattei464
piano aritirare una copia.
Il 7 luglio riempiamo di impronte digitali il Ministero dell'Interno
E'
già iniziata la schedatura e la rilevazione delle impronte digitali dei
rom, minori compresi, nei campi rom con lo scopo di "censire" quanti vi
risiedono. Una misura fortemente voluta dal ministro Maroni, nonostante
l'indignazione con cui è stata accolta da gran parte dell'opinione
pubblica.
Forti perplessità sulla legittimità di un simile
provvedimento ha espresso anche il Commissario europeo ai diritti
umani. Associazioni laiche e cattoliche, italiane e internazionali,
intellettuali, artisti, giornalisti, politici hanno denunciato il
razzismo di questa misura giudicata un grave vulnus della democrazia e
della Convenzione per la tutela dei diritti del fanciullo. Un atto
discriminatorio e persecutorio.
E' necessario dare visibilità, anche con azioni simboliche, alla nostra indignazione.
Compag* e Amic*,
sempre riferendomi alle componenti che presto si andranno a confrontare in Consulta, credo che ogni ENTE possa utilizzare questa tribuna per prendere una netta posizione contro il Razzismo.
Quello che oggi sta accadendo in Italia, e che ahimè arriva pure in Sardegna proprio a Terralba Provincia di Oristano dove il Sindaco ha comandato lo sgombero di un Campo Nomadi, sia un indice grossolano del degrado culturale che la nostra società sta vivendo.
E' vero ci sentiamo vittime di un sistema globale che ci opprime e che col suo giogo fa sentire vittime tutti in eugual modo, ma la risposta non è prendersela col più debole.
Nessuno ha la bacchetta magica e i problemi di convivenza non li risolverà ne questo Blog ne le belle parole che io posso usare per esprimere le mie preoccupazioni in merito alle scelte del Ministro Maroni, ma l'unica possibilità che abbiamo per uscire dalle Paure del nostro Secolo è l'apertura e il dialogo.
Negli primi anni del 900 toccò a noi Italiani ed in particolare Sardi emigrare, eravamo poveri e le terre di Argentina, Australia, Belgio e America erano quel sogno di una vita migliore che lo stivale non dava.
Non dobbiamo dimenticare questo, poiché non tutti i "diversi" sono delinquenti, spesso sono dei poveracci in fuga dalle persecuzioni.
Vedete una cosa ha comunque caratterizzato la vita di tanti operatori di Pace di questo Paese siano essi Cristiani o No e cioè l'estrema ricerca dell'integrazione dei Popoli delle più svariate Culture...
Perciò trovo sia stato un gesto lodevole quello del Prete di Terralba che appresa la notizia dellosgombero di 67 Nomadi ha attivato tutti i suoi canali per non lasciarli soli...aiutandoli e denunciando l'azione odiosa del comune.
Così trovo che vada tenuta in grossa considerazione una persona come Elenora Casula che da tempi non sospetti battaglia per i diritti e l'accettazione ad Oristano e dintorni del Popolo ROM...e che da tempo temeva azioni di questa entità e violenza. Vedi qui.
Eh badate guardare solo in casa nostra non è un pregio ma un forte limite avete presente il Segretario della FIFA Blatter?
Ha messo in discussione i Mondiali di Calcio del 2010 in Sud Africa proprio perchè è in atto una guerriglia che ha per oggetto l'odio razziale.
Insomma il passo tra il populismo e la violenza può essere breve e se non riusciamo a capire quando è il momento di dire basta e fare qualche passo indietro...potrebbero essere dolori, altro che Mondiali di Calcio!!!
4^ COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE “Casa – Politiche Sociali – Problematiche Sanitarie e Giovanili 8^ COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE “Politiche per la Gioventù – Spettacolo – Sport – Turismo
La riunione delle Commissioni si terrà:
Venerdì 11 Luglio 2008 alle ore 8,30 presso la Sala Gruppi Maggioranza (Palazzo Scolopi)
per l’esame del seguente O.d.G.:
1)
Esame richieste pervenute da Associazioni Giovanili locali in ordine ad
eventuale modifica Statuto Consulta Giovanile di Oristano 2) Varie ed eventuali.
sono venuto a conoscenza oggi che il 27 Giungo 2008 il l'Assessore alle
Politiche Giovanili ha modificato lo statuto su richiesta delle
Associazioni Cattoliche.
Non ci siamo mai ancora riuniti e già cominciano le frizioni che
dovranno poi portare ai ruoli chiave della consulta; come voi tutti ben
sapete noi sinistra siamo ultraminoritari in città ecco perchè a
livello di giovanili è necessario creare un cartello unico che faccia
fronte alla spudoratezza delle destre.
La
nostra situazione poi è ben più grave vista l'assenza dal Parlamento
che ci vede spariti per i Mass Media e dunque deletti dalla faccia
della Terra, ma così non è, anzi!!
E' vero siamo diversi, cìè chi
è Marxista e chi Riformista, c'è chi è Ambientalista e chi
Altermondista, ma in questo caso è necessario far fornte comune perchè
la nostra società tende alla deriva culturale che appiattisce i valori
partorisce semplificazioni fastidiose a fenomeni complessi.
I
giovani hanno un dono che i vecchi hanno perso e questo è l'azzardo e
la voglia di combattere per i propri principi. Lasciamo dunque ai
Partiti le logiche che li hanno condotti alle catastrofiche sconfitte
di aprile (PS e SA) mentre noi dimostriamo che il dialogo e l'unità
anticapilasta dal basso è possibile, ma soparattutto che bisogna
scommettere sui giovani poichè essi sono una risorsa.