Attilio Salaris si dimette da Portavoce dei GC in Consulta Comunale...

Inviato da rossoverde | 1 Ago, 2008, 13:57

Manco iniziato, che già abbiamo un defezione, il Compagno Attilio Salaris lascia il suo incarico così come il Movimento dei GC (temporaneamente).

Motivi i strettamente personali, speriamo non sia niente di grave.

Saluti Attilio, riprenditi presto, ti aspettiamo a braccia aperte e ricorda le parole di Bertinotti (in Guzzanti): LA SINISTRA è GIOCO DIVERTIMENTO ALLEGRIA...ALABARDA SPAZIALE!! - oppure - SHIRO LANCIAMI I COMPONENTI!!!

Congresso PRC - ODG Conclusivo - nuova linea politica

Inviato da rossoverde | 29 Lug, 2008, 01:32

1
Il Congresso considera chiusa e superata
la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il PD nella fallimentare esperienza di governo dell’Unione, dalla presentazione alle elezioni della lista della Sinistra Arcobaleno e dalla sbagliata gestione maggioritaria della direzione del partito.

Il Congresso prende atto
che nessuna delle mozioni poste alla base del VII Congresso nazionale del PRC è stata approvata.

Ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista.

Respinge la proposta della Costituente
di sinistra e qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa.

2
Il rilancio del PRC deve essere caratterizzato
in primo luogo da una svolta a sinistra. L’esperienza di governo dell’Unione ha mostrato l’impossibilità, data la linea del PD e i rapporti di forza esistenti, di un accordo organico per il governo del paese.

La sconfitta delle destre populiste
e della politica antioperaia della Confindustria è il nostro obiettivo di fase. A tale fine, la linea neocentrista che caratterizza oggi il Partito Democratico è del tutto inefficace e sarebbe quindi completamente sbagliata la proposta di ricostruzione del centro sinistra; ci ridurrebbe in una collocazione subalterna all’interno di un contesto bipolare.

Al contrario è necessario costruire l’opposizione al governo Berlusconi, intrecciando la questione sociale con quella democratica e morale, in un quadro di autonomia del PRC e di alternatività al progetto strategico del PD.


E’ importante recuperare l’idea che l’opposizione non è una mera collocazione nel quadro politico ma si configura come una fase di ricostruzione, di radicamento e di relazioni sociali, di battaglia culturale e politica. Nella crisi della globalizzazione capitalistica l’alternativa la si costruisce nella lotta sociale e politica contro il governo Berlusconi, i progetti confindustriali e le visioni fondamentaliste e integraliste. Dentro questa prospettiva è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali, sindacali e culturali.

3
Il rilancio del PRC parte dalla ripresa dell’iniziativa sociale e politica.
La promozione di lotte, la costruzione di vertenze, la ricostruzione dei legami sociali a partire da forme di mutualità, sono indispensabili al fine di qualificare dal punto di vista dell’utilità sociale il ruolo storico dei comunisti e della sinistra. Così come sono elementi necessari per valutare l’efficacia della nostra presenza nelle istituzioni e per ribadire la nostra alterità e intransigente opposizione rispetto alle degenerazioni della politica. Anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ferma restando la piena sovranità dei diversi livelli del partito, anche alla luce dell’importanza assunta dai governi locali nel dispiegarsi di politiche di sussidiarietà, privatizzazione e securitarie, è necessario verificare se gli accordi di governo siano coerenti con gli obiettivi generali che il partito si pone in  questa fase.

La lotta contro la manovra economica
antipopolare del governo delle destre, l’opposizione alle iniziative razziste e discriminatorie contro i migranti e i rom, il contrasto ai progetti di attacco al pubblico impiego e alla pubblica amministrazione, l’opposizione alla controriforma della giustizia e la questione morale, rappresentano terreni decisivi di iniziativa, di mobilitazione e di allargamento di un movimento di massa contro le politiche del governo.

E’ quindi necessario, fin da subito, che il nuovo gruppo dirigente
del partito lavori ad ogni possibile forma di coordinamento della sinistra politica, sociale e culturale al fine di mettere in campo la più ampia e forte mobilitazione contro il governo e la Confindustria. In questo quadro è necessario lavorare per la realizzazione di un nuovo 20 ottobre, una grande manifestazione di massa e una campagna politica di autunno che, partendo da quanti diedero vita all’appuntamento dello scorso anno, raccolga nuove forze, in particolare le espressioni di movimento e di lotta. Rientra in questo percorso l’impegno ad organizzare per il prossimo autunno la Conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Non è però sufficiente una manifestazione
; la ripresa di una iniziativa di lotta, richiede in primo luogo la messa in campo di una forte iniziativa in difesa delle condizioni di vita e di lavoro delle classi popolari; dalla difesa dei Contratti Nazionali di Lavoro alla questione dei salari e delle pensioni, dalla questione dirimente della lotta alla precarietà all’iniziativa contro la disoccupazione nel Mezzogiorno, dalla lotta per la casa alla difesa e sviluppo del welfare.

E’ centrale la questione del reddito, a partire dalla difesa del potere di acquisto di salari e pensioni che va tutelato anche attraverso un meccanismo di difesa automatica del valore reale delle retribuzioni e dal tema ineludibile del salario sociale.

Si tratta di terreni decisivi per ricostruire l’unità del mondo del lavoro, tra nord e sud, tra lavoratori pubblici e privati, tra italiani e migranti, e per ricomporre le attuali cesure tra lavoratori garantiti e atipici. Si tratta di declinare queste lotte intrecciandole al conflitto di genere ed alle relazioni intergenerazionali. Solo la ripresa del conflitto di classe può evitare che la guerra tra i poveri prenda piede nel nostro paese, sedimentando razzismo e xenofobia.

Pur nel rispetto dell’autonomia del sindacato
, non possiamo che sottolineare la necessità assoluta che vengano superate le logiche concertative che hanno reso impossibile la difesa dei lavoratori e delle fasce a basso reddito. In questo quadro, riaffermando la necessità di una piena autonomia del sindacato da partiti, governo e padronato, auspichiamo la costruzione di una ampia sinistra sindacale che ponga al centro i nodi della democrazia e della ripresa del conflitto. Così come salutiamo positivamente ogni forma di coordinamento e di cooperazione nell’ambito del sindacalismo di base.

Riteniamo opportuno favorire
ogni elemento di conflitto dal basso nei luoghi di lavoro, la rinascita di un protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici, l’emergere di momenti di auto-organizzazione, tutti elementi decisivi affinché la battaglia anticoncertativa assuma una dimensione di massa. In questo quadro è necessario un forte investimento nella costruzione della presenza organizzata del partito nei luoghi di lavoro.

Intrecciati con la questione sociale
in senso stretto, sono cresciuti nel paese importanti movimenti di lotta su temi decisivi quali la laicità dello Stato, la difesa della Costituzione repubblicana e antifascista, il rilancio della scuola e dell’università pubblica, il diritto alla libertà di orientamento sessuale e la lotta contro ogni forma di discriminazione, omofobia, violenza alle donne e attacco alle loro libertà, al diritto di scelta e di decisione sul loro corpo com’è il tentativo di attacco alla 194 e la legge sulla procreazione assistita, la difesa dell’ambiente su questioni che interessano contesti locali ma pongono problemi generali relativi al modello di sviluppo. Basti pensare alle lotte contro la Tav, contro le grandi opere, contro la proliferazione di inceneritori e rigassificatori. Si deve dare un sostegno attivo a questi movimenti lavorando per una ricomposizione dei conflitti  in una strategia globale di trasformazione.

Diritti sociali, civili, ambientali sono per noi le diverse facce di uno stesso progetto: l’alternativa di società.
In questo quadro il VII Congresso del PRC ritiene necessario il lancio di una stagione referendaria sulle questioni della precarietà, della democrazia sui luoghi di lavoro, dell’antiproibizionismo, da gestire con il più vasto schieramento possibile.

4
Il PRC, riprendendo il percorso cominciato a Genova
, ribadisce la propria internità al movimento mondiale contro la globalizzazione capitalistica e, in questo quadro, la volontà di intensificare la collaborazione e le relazioni con i partiti comunisti e progressisti, con tutti i movimenti rivoluzionari e le importantissime esperienze latino-americane che si collocano contro le politiche neoliberiste e di guerra, con i popoli in lotta contro l’occupazione militare e per l’autodeterminazione.

In Europa, in particolare,
lavora ad un rafforzamento dell’unità delle forze comuniste e di sinistra alternative al Partito Socialista Europeo, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nordica, al quale aderiranno i futuri eletti.

Per questo motivo il Congresso
dà mandato agli organismi dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del programma che sarà definito nel prossimo autunno. Questa decisione si deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’ Unione Europea. Il Congresso ritiene gravissima qualsiasi manomissione della legge elettorale per le europee e impegna tutto il partito a contrastare questo progetto con il massimo di mobilitazione democratica di massa.


In Italia, in vista del prossimo vertice del G8
, il PRC si deve impegnare, nelle istanze del movimento contro la globalizzazione, a ricostruire lo schieramento di forze politiche e sociali che condusse la mobilitazione contro il G8 di Genova, senza tacere sulle responsabilità del governo Prodi e sull’accondiscendenza del governo Soru nell’individuazione della sede del vertice in Italia alla Maddalena.


Il PRC deve impegnarsi,
nell’ambito del movimento pacifista, in ogni lotta contro le guerre in corso nel mondo, contro la NATO e contro tutte le basi militari straniere, a partire da quella di Vicenza, e deve impegnarsi per il ritiro dei contingenti italiani dai teatri di guerra.

5
Il Congresso ritiene necessario rilanciare il partito
e il progetto strategico della rifondazione comunista ed impegna il nuovo gruppo dirigente a promuovere ed incoraggiare un effettivo e pluralistico dibattito politico e teorico che prosegua nel segno dell’innovazione e della ricerca. In questo quadro, la ricerca sul tema della nonviolenza non riguarda per noi un assoluto metafisico ma una pratica di lotta da agire nel conflitto e nella critica del potere.


E’ parimenti necessario
rilanciare l’indagine sulla morfologia del capitalismo contemporaneo, allargare il lavoro di inchiesta sulla nuova composizione di classe e sulle forme di organizzazione del conflitto.

Il rilancio del partito è impossibile senza la cura del partito stesso.

Il Congresso impegna il nuovo gruppo dirigente a procedere nella riforma del partito, in particolare mettendo in discussione il carattere monosessuato e separato della politica, muovendo dalle indicazioni emerse dalla Conferenza di Organizzazione di Carrara.

E’ necessario impedire ogni degenerazione del partito
in senso leaderistico e plebiscitario ed ogni subordinazione del partito alle rappresentanze istituzionali e ai rapporti verticistici con altre forze politiche.
La gestione unitaria del partito, nel rispetto di eventuali dialettiche interne agli organismi dirigenti a tutti i livelli, deve essere intesa come partecipazione ai processi decisionali e non come mero diritto di critica a decisioni assunte da maggioranze o, peggio ancora, da cerchie ristrette di dirigenti.


La democrazia non è una forma qualsiasi
di funzionamento del partito. Non si deve ridurre alla pura dialettica tra diverse posizioni né confondere in alcun modo con forme plebiscitarie di consenso. Il tesseramento deve essere strumento di partecipazione alla vita del partito, al suo progetto politico e alle sue decisioni. Non deve mai ridursi a strumento burocratico di conta interna. La democrazia necessita di partecipazione libera ed informata alla formazione di decisioni circa gli indirizzi politici di fondo e le scelte più importanti. In questo quadro la democrazia di genere è elemento essenziale della trasformazione della società per un mondo in cui eguaglianza e differenza siano elementi fondativi dell’autocostituzione di soggettività critiche, consapevoli, sessuate.


Gli organismi dirigenti
a tutti i livelli non devono essere retti da una logica elitaria e devono essere fondati sul principio di responsabilità. La rotazione degli incarichi, la non commistione di incarichi di partito con incarichi istituzionali di governo, il rinnovamento costante degli organismi e il superamento del loro carattere monosessuato, l’introduzione di codici etici relativi ai comportamenti connessi ai privilegi sono obiettivi che il Congresso indica come prioritari al nuovo gruppo dirigente.


Il Congresso impegna
infine il nuovo gruppo dirigente a lavorare, con gli strumenti opportuni, al miglioramento della formazione di tutti gli iscritti, dai militanti di base ai dirigenti nazionali”.

Chianciano, 27 Luglio 2008

Il PRC ha un nuovo Segretario Nazionale...Buon Lavoro Paolo Ferrero

Inviato da rossoverde | 29 Lug, 2008, 01:32

E' andata così, come oramai tutti sanno, il PRC ha un nuovo segretario l'ex Mnistro Paolo Ferrero. Non è stato facile eleggerlo troppi veti, troppi giochi e tanto veleno durante la fase congressuale. Già, infatti nessuno ha vinto per superare Nichi Vendola al 47% c'è voluta un'alleanza di 4 mozioni a raggiungere il 53%. Per chi poi (come me) ha seguito il Congresso in diretta su Radio Radicale, ha potuto vedere da subito quali asprezze i delegati hanno tirato fuori. Morale della favola il PRC ha perso qualcosa...ma potrà ritrovare benissimo altro.

In effetti era ovvio che si sarebbe arrivato a tanto dopo una gestione lunga e delle stesse persone come quella che avuto il nostro Partito, unitamente al tonfo elettorale,  molt* compagn* avevano più di qualche sassolino da togliersi dalle scarpe...così Vendola ha finito per pagare le colpe dei Padri, un pò per questioni politiche un pò per colpa sua. Ad ogni modo l'impressione di questi 4 giorni alla Radio era uno scontro forntale su due linee che probabilmente hanno poco a che spartire fra loro; ha prevalso il Marxismo, che non credo sia male per una formazione che si dice Comunista ancora nel 2008. Il nuovo programma varato da 4 correnti su 5 non mette in discussione la costruzione della sinistra, ma ne fissa solo i paletti e rilancia la sfida in chiave Marxista nel nuovo millennio. Certo a 24h dall'elezione di Ferrero poco si può dire su cosa accadrà e quale sarà il nostro futuro, ma bisogna essere fiduciosi che qualcosa si muoverà. 

Eppoi  alle divisioni politche spesso si aggiungono gli antagonismi personali che hanno portato recentemente alla creazione delle varie formazioni comuniste...così la parola UNITà a Sinistra qui in Italia riesce difficile. E' possibile vederlo nel PDCI che dopo 10 anni anni abbozza un tentativo di riunificazione proprio col PRC o in Sinistra Critica che nel suo sito da un giudizio negativo sul 7° Congresso Rifondarolo. Ma va bene così, daltronde è normale che  ciò avvenga, anzi è proprio segno del dinamismo che contraddistingue anche la nostra parte...gli scenari NON sono statici. 

Ad ogni modo il problema più grave da superare è quello di riacquistare egemonia culturale, che da troppo tempo ormai abbiamo lasciato ad altri. Così un compito immediato di Rifondazione è riprendere la sfida che Gramsci riteneva uno dei cardini per potersi farsi capire meglio dal Popolo. 

Poi quel che succederà molti di noi non lo possono sapere, ma se alcuni Compagn* sceglieranno altre strade vuol dire che avranno sentito alrte vocazioni. Ma badate la storia è abbastanza ciclica, nel 19 - 21 una sinistra divisa consegnò il Paese alla cultura fascista...

In tempi più recenti le formazioni di Sinistra che parteciparono ai Governi degli anni 70, 80 e 90, non contrastarono sufficientemente lo stadio embrionale del (Neo) Liberismo (anzi lo favorirono) e il frutto di quelle politiche scellerate le stiamo pagando oggi, essendo pur passati per Tangentopoli, con la generazione dei trentenni disokkupata o precaria. Per non parlare poi dell'attuale sistema di informazione Radiotelevisivo o della carta Stampata.

Ora l'ipotesi è che per qualsiasi Partito Comunista il miglior interlocutore sia un Partito Socialista o Social Democratico, ma in Italia NON esiste questa condizione, il PS italiano è allo 0,9% mentre il PD è tutto fuorchè una formazione di Sinistra è un modello Americano che non ha niente a che spartire con i Comunisti (o post)...e lo si è visto alle ultime Elezioni dove il loro Capo...più che a destra sparava a Manca...col risultato che pure loro hanno contribuito alla nostra crisi d'identità. Così le formazioni Marxiste stanno meglio all'opposizione o al Governo, ma con almeno il 51% dei consensi. E non è un crimine se qualche Compagn* crede che sia necessaria una sinistra di Governo...solo è necessaria chiarezza nei confronti degli Popolo (sopratutto verso gli elettori)...soprattutto in tempi dove la Social Democrazia è stata sostituita dal Social Liberismo. Il nostro è un partito fortemente ideologico, la nostra gente pretende molto e si delude facilmente...e spesso la perdiamo irrimediabilemente così solo con la chiarezza e la coerenza possiamo tenere accese le loro speranze di un Mondo migliore. In buona parte è plausibile il documento finale elaborato a Chianciano (che è sempre migliorabile), perchè non è ne arretramento culturale ne arroccamento ideologico, ma semplicemente non si può e non si vuole trasformare un partito Marxista in uno Riformista. La scelta del GUE (Sinistra Verde e Comunista) e della Sinsitra Europea è appunto una linea politica chiara che riporta al centro del nostro dibattio l'idea di un Comunismo moderno, ma sempre in chiave Marxista.

Peccato che di lunedì non escano i giornali a noi vicini (liberazione e manifesto)   perchè gli unici disponibili portavano un punto di vista che francamente è antirifondazione. Non esiste nessuna vocazione minoritaria, ha vinto  sul filo di lana un documento appoggiato da 4 mozioni su 5; per quanto tutto ciò possa apparire strano questo risultato lo ha dato la democrazia. Eppoi il voto NOMINALE non era una scusa per costringere i fedeli a rispettare i patti, ma semplicemente un atto dovuto per maggior trasparenza, ma voi vi rendete conto se qualche documento avesse vinto e il  numero dei votanti non fosse tornato? Queste sono prassi che nel PRC si usano, possono essere discutibili, ma esistono e può esserne richiesto l'uso e in certi momenti sono regole più chiare di altre. Ad ogni modo ho letto cose molto fastidiose che ahimè ci guardavano da un solo punto di vista, quello di chi ha bisogno dei nostri voti per andare a governare, a prescindere dai programmi, dunque condannandoci per averli "scaricati". Critiche anche navigando su internet da alcune forze di sinistra...che non credono nel rilancio di Rifondazione...staremo a vedere!

Lavoro e Pesca nel 2008 un problema da non sottovalutare

Inviato da rossoverde | 24 Lug, 2008, 21:42

Giappone, Islanda e Norvegia accusano le Balene di rubare i pesci all'uomo, i pescatori nostrani invece rivolgono le stesse accuse ai delfini, allora cosa fare?

E' la solita annosa questione moderna che va a colpire i lavori ricchi di tradizione tramandati di padre in figlio, che nell'era del Capitalismo più efferato devono scontrarsi con le multinazionali per portare a casa il Pane. Su Notizie Verdi di martedì 1 Luglio è uscito un interessante articolo che affronta il problema delle Balene che in via di estinzione vengono selvaggiamente cacciate dai paesi consumatori delle sue carni.  Il 23 Giugno a Santiago del Cile si è riunita la IWC (l'organo internazionale che regola la caccia alle balene) che doveva deliberare se tenere o no in piedi la moratoria che vieta la caccia ai cetacei dal 1986. 2 erano i Gruppi a confronto "I Cacciatori" contro i "I Difensori". 

Ebbene affrontiamo questo discorso che sembri non toccarci!! Si perchè se i 3 Paesi (Cacciatori) sopracitati riescono a tenere in scacco ben 13 Paesi (Difensori) che si oppongono (più le varie ONG schierate con loro) vuol dire che qualcosa non torna. Le Balene NON sono predatori, non hanno neppure denti, hanno bensì Fanoni, che sono specie di peli che servono per "filtrare" il cibo, dunque è lungi da loro mangiare pesce, sono considerati specie di "erbivori", anche se questo termine è incorretto.

Allora cosa è che sta rendendo poveri i Mari di tutto il Mondo? Beh studiosi canadesi, tali: Boris Verm  e Ramson Mayers hanno accertato dei dati che vedono nell'inquinamento la causa principale della diminuzione del Pescato Mondiale. Il risultato dei loro studi è che negli ultimi 50 anni sono sono scomparsi dai 7 mari, circa il 90% dei grandi pesci commestibili: Tonni, Merluzzi, Squali, Pesci-Spada, Marlin. In sostanza in alto mare si è pescato troppo e male, con gravi danni agli ecosistemi derivati dall'uso delle famigerate reti da pesca a strascico. In più circa il 75% dei pescherecci mondiali circola con Carichi non consentiti, muovendo un illecito pari a 10 Miliardi di euro l'anno. 

La Pesca selvaggia ha una pratica non controllabile nei paesi in via di sviluppo, dove questi continuano ad ignorare le leggi che regolano la pesca. Occorre dunque mediare soluzioni, ad esempio aree marine protette con proibizione di ogni attività "invasiva"; cercando di arrivare a proteggere tramite i Parchi, circa il 12% dell'Oceano entro il 2012. Chiaramente bisogna dare rilevanza alle zone riproduttive. 

Per leggere la notizia completa contatta la redazione di Notizie Verdi

Ora appare chiaro che la Sinistra e in particolar modo Rifondazione Comunista, debba prender posizione contro la pratica di sfruttamento del Mare prenda chiara posizione in difesa dei Parchi...allo stesso tempo è necessario instaurare un dialogo stabile coi pescatori, in quanto anch'essi sono parte integrante del mare (non me ne vogliano) quanto i suoi abitanti. La modernità davvero deve portare alla difesa del mestiere del pescatore, ma le minacce che ci sta regalando l'età contemporanea devono farci fare una seria riflessione sul valore effettivo di questo mestiere. E' nescessario impegnarsi a trovare un altro modo di far pesca che non sfrutti, ma che sia in armonia con l'ecosistema marino.

Altre specie di predatori mammiferi del mare sono a rischio estinzione, i Delfini. A Oristano e in Provincia esiste una forte communità di pescatori, sia di mare che di zone lacustri, ebbene impegnamoci ad ascoltare e a fornire soluzioni alternative ai soliti modi a oggi attuati e non stanchiamoci mai di fare informazione; un'altra economia è possibile, così come un altro mondo. Fermo restando che siamo contrari allo sterminio mirato di Gabbiani, Pellicani, Delfini o ogni qulasiasi altro essere vivente accusato ingiustamente di "concorrenza" alla pesca.
Istruire è la parola d'ordine anche a costo di scontrarsi cone le sacche di conservazione, non tutti riescono ad avere gli occhi puntati sul mondo in quanto guardare in casa propria è più facile; dunque sta noi trovare una politica altermondista che possa dare anche ai Pescatori la possibilità di vivere in questo nuovo millennio in armonia con gli altri abitanti del mare.

Il Caso Tharros è l'espressione di una Città che muore!!

Inviato da rossoverde | 23 Lug, 2008, 15:28

Leggevo oggi su un quotidiano locale che la nostra gloriosa squadra cittadina la Tharros, sta morendo, e non perchè non ha 85 milioni di euro per ingaggiare Ronaldinho, ma per il disinteresse degli oristanesi. Già l'apatia che contrddistingue il Capoluogo Occidentale oltre che essere famosa nel Mondo sta pure diventando omicida.

Perchè dico ciò?

Perchè l'andazzo preso da ormai troppo tempo è questo cioè lasciare che gli eventi e le delusioni personali prendano il sopravvento sul sentimento comune di rivalsa di essere orgogliosi delle proprie origini. Lo si vide già quando chiuse il Gatto e la Volpe un negozio di gicattoli che era come un istituzione dove tanti oristanesi compravano regali per i loro figli, amici e parenti...così se altri negozi di giocattoli si sono aperti in sua sostituzione è stata l'indiferenza della situazione che ha fatto più male che i debiti.

Come è possibile che una cittadina Capoluogo di Provincia sia così passiva a tutto ciò che la circonda è un mistero, già le cronache paesane dell'800 riferivano di un luogo noioso e poco incline alla vitalità, ma possibile che non si possa rimediare a questo? Sicuramente vi è la possibilià ed è proprio per questo che la Politica locale deve essere in contro tendenza alle ultime giunte che si sono succedute. Un'azione progressista atta a far prendere coscienza ai cittadini dei loro mezzi può senza ombra di dubbio  portare ad un attivismo cittadino maggiore.

Come? Opponendoci a tutto questo...

Fino ad oggi abbiamo lasciato che le istituzioni locali si occupassero di noi, le ultime giunte hanno potuto lavorare senza praticamente opposizione, ma non parlo solo di sale ovattate, ma soprattutto fuori...Così non si può negare che (e i dati lo dimostrano) la percezione della qualità di vita sia tendente al peggioramento...proprio perchè essendo immersi in un clima di sfiducia, tutto sembra crollare. Ma questo non impediva di fare delle battaglie per rendere Oristano un centro culturale del mediterranneo. Si è scelto però di chiudersi a riccio, esattamente come la più efferata ricetta della conservazione. Pochi e controllabili è meglio che un piccolo grande polo interculturale che porti anche idee nuove. Il potere concentrato nelle mani di poche persone abilmente trincerate dietro la Burocrazia, nessun piano di sviluppo o di rinascita, solo uno slogan "tutta colpa dei comunisti".

Da tempo questa città è specchio di ciò che è diventata l'italia, cioè aridità pura. I trentenni che emigrano alla ricerca di lavoro, anziani inferociti da servizi scadenti,  i giovani che sfogano la loro noia in atti di razzismo e vandalismo...mi sembra di vivere in prima persona (adattato ai giorni nostri) il libro Cristo si è fermato a Eboli.

Allora cosa centra la Tharros in tutto questo, direte voi?

Quando lo sport Nazionale e ultramiliardario non riesce più a far breccia nel cuore degli sportivi della  Città allora è giunto il tempo di fare autocritica e capire cosa non va di questo posto...

Avanti dunque SINISTRA, parti da qui dall'unire i cittadini di Oristano, nella speranza di un futuro migliore...questo posto necessita di cooperative che possano dare lavoro a tutti e che possano veramente portare alla redistribuzione della ricchezza; bisogna allo stesso tempo diffidare dei vari padri e padroni che con le loro promesse e la loro scarsa considerazione della dignità umana utilizzano le persone come merce di scambio. Rifiutiamo il lavoro clientelare e allo stesso tempo combattiamo gli egoismi...tutti un pò più dinamici e felici può e deve essere obbiettivo comune!!

E AI PADRONI CHE CI VORREBBERO SCHIAVI DEL SOLDO, RISPONDIAMO IN CORO CHE ESSER RICCHI NON è SOLO UNA QUESTIONE DI MATERIA, MA CHE OGNI UOMO è RICCO QUANDO è LIBERO E PUò ESPRIMERSI!! I SOLDI NON FANNO LA FELICITà UN MONDO PIù GIUSTO E MENO INQUINATO SI!! LASCIAMO AD ALTRI LA POSSIBILITà DI COMPRARSI IL PARADISO CON GLI EURO E I DOLLARI, NOI INTANTO COMINCIAMO A RIPRENDERCI ORISTANO E LA THARROS!! 

II Congresso del Circolo Teresa Noce e VII Congresso Nazionale del PRC

Inviato da rossoverde | 22 Lug, 2008, 22:45

Si è svolto Giovedì 17 a Corte Baccas (Santa Giusta) il II Congresso del Circolo di Oristano / Santa Giusta - Teresa Noce.

Sono stati rinnovati gli Organismi Dirigenti che hanno confermato Eleonora Casula alla Segreteria.

Aprezzate new entri del nuovo Direttivo sono state l'ex segretario Ettore Dettori, Elisabetta Ra**io, Marco Contu (dinamico Giovane Comunista)...mentre è stato confermato Ignazio Ibba.

Domenica prossima a Chianciano ci sarà il 7° Congresso Nazionale che dovrà dare una risposta reale alla necessità di tenere in vita questo partito. Il dibattito interno è stato aspro e lo si è visto palesemente Domenica scorsa al Provinciale di Oristano dove la tensione è salita alle stelle durante l'elezione del nuovo CPF. L'andamento infatti ha rispecchiato le tensioni che sono trapelate in tutta Italia.

Così più che criticare l'andazzo è auspicabile che le varie anime escano fuori e giochino a viso scoperto poichè è necessario tornare a fare opposizione battagliera alle destre che nella nostra conflittualità stanno trovando un alleato in più. Così è necessario che si definiscano i ruoli di ognuno.

Come molti ben sanno il Governo Berlusconi sta portando avanti una politica che, dal nostro punto di vista, necessita di sicura opposizione, ma allo stesso tempo è compito della sinistra tornare a guadagnare la fiducia della gente. Troppo tempo nelle sale ovattate sicuramente ci ha fatto perdere percezione con la realtà, l'Italia è un Paese in continua evoluzione e materialmente benestante...questo però non vuol dire che tutti stanno bene. Il continuo smantellamento dello Stato Sociale, la perdita del potere d'acquisto dell'euro, la crisi globale delle materie prime, il precariato ci stanno rendendo una Nazione sull'orlo di una crisi di nervi.

E' fondamentale tornare nelle fabbriche, nelle campagne, tra le associziazioni, come uomini e donne libere e slegati dal potere, gli Italiani non sono ne cattivi ne stupidi, sono semplicemente uomini e donne come tanti/e altri nel mondo, che si risentono quando si sentono traditi/e.

Allora se stare fuori dal Parlamento, cioè nelle Piazze al freddo del prossimo Autunno/Inverno, ci DEVE a NOI far tornare un pò di congizione della realtà, così da metterci lavorare seriemante per un'Alternativa di Società.

A partire dalle municipalità, ad esempio Oristano, dove la Giunta Nonnis agonizzante e litigiosa mostra il vero volto delle Destre Italiane basate su poca concretezza e tanta tanta finzione scenica. E' compito nostro mobilitarci e far sentire loro il fiato sul collo, poichè stare fuori dal Palazzo degli Scolopi non vuol dire non essere presenti nella Società!!

I ROM

Inviato da rossoverde | 18 Lug, 2008, 20:53
  Il primo luglio 2008 è stato effettuato a Terralba lo sgombero di una comunità rom, insediata da molti anni e costituita da nuclei familiari stabilmente residenti, che contano nel loro insieme un totale di 54 persone. Un altro insediamento di minore dimensione subirà la stessa sorte tra qualche giorno. L’ordine burocratico della demolizione, affidato per 33 mila euro alle ruspe, si è tradotto nel problema fisico della cacciata, per la quale è stata mobilitata la Forza Pubblica. Non essendo stato possibile affidare queste persone alle acque del mare o ad altre modalità di dissolvimento, è rimasto tal quale il problema della loro collocazione. Un esperto di questa materia disse al processo di Norimberga che non è difficile far fuori le persone, il problema è dissolvere la loro fisicità.

 

Questo problema ha messo in moto due ipotesi di intervento, ispirate da senso dell’emergenza e spirito di solidarietà. La prima di queste, determinata e ammirevole, è stata posta in essere dal sacerdote don Giovanni Usai in una comunità di Arborea; la dichiarata scelta di disobbedienza di quest’uomo ha reso ridicola l’ulteriore intimazione di cacciata notificatagli anche dal  sindaco di quel comune, e per ora tutte quelle 54  non-persone restano con lui. La seconda ipotesi, mendicata in queste settimane dal prefetto Tuveri presso tutti i sindaci della provincia  e sponsorizzata da alcuni esponenti politici, prospetterebbe una suddivisione del gruppo rom di Terralba fra diversi comuni provvisoriamente disponibili alla cristiana accoglienza. Tutto ciò accade nel silenzio tombale della classe politica stessa: non mancano ovviamente le esposizioni individuali, ma il vuoto di politica reale, in termini di attenzione, di intervento e di prospettiva, è totale. E’ persino più sconcertante dell’abissale sconcezza delle ordinanze dei sindaci di Terralba e Arborea, che costituiscono evidentemente le risultanze terminali di una ragione di governo affaccendata sul G8, sui posizionamenti elettorali e su consimili amenità.

 

La gravità di questa situazione, per la catena di precedenti sociali, amministrativi e giuridici che presenta, necessita di uno sforzo di immediata chiarificazione, e pone alla classe politica, alla coscienza civile e alla Procura della Repubblica tre interrogativi fondamentali:

1:  l’ordinanza del sindaco di Terralba, in termini formali e in termini sostanziali, è legittima?

2:  l’eventuale disponibilità di alcuni sindaci all’accoglienza può valere come modello di soluzione?

3:  lo smembramento di una comunità è insignificante dal punto di vista dei diritti umani?

 

1:  L'ordinanza: l’intimazione del sindaco di Terralba connette due sue precedenti ordinanze: sgombero degli accampamenti e demolizione delle opere abusive;  tale connessione, il cui fondamento di legittimità è l’abuso edilizio, si risolve, testualmente, nella intimazione di “allontanamento dal territorio comunale dei campi nomadi”. Anche i bambini capiscono che se una contestazione di abuso edilizio desse al sindaco il potere di disporre della dislocazione corporea e della libertà personale degli individui, contro gli artt. 13, 14, 16, 17 e 18 della Costituzione, ci troveremmo in una situazione surreale. Inoltre il campo rom di Terralba non è affatto nomade, risulta stabilmente all'anagrafe e alla vigilanza pubblica, è stabilissimo da molti anni e per di più posizionato su aree di cui le persone che lo abitano vantano la proprietà. A parte la seria ipotesi di abuso compiuto dai pubblici poteri ai danni di persone fisiche e beni privati, si evidenzia qui il paradosso per cui anziché contrastare il nomadismo favorendo regolari residenze stanziali, si distruggono con le ruspe le residenze stanziali per rigettarne i componenti, umiliati e saccheggiati di tutti i loro averi, nel randagismo puro. In Consiglio comunale, tanto per inserire un tocco di umorismo, si è perfino evocato il canile. Nella logica di alcune amministrazioni agisce un’intelligenza sovrumana.

 

2:  L’accoglienza: l'accoglienza è una nobile disposizione umana, ed è un dovere morale nei casi di calamità e di disgrazia. Ma questo non è un caso di calamità: fare appello alla morale quando si calpesta il diritto non fa bene né alla morale né al diritto, e col contrappeso della solidarietà si spalanca il terreno all’abuso di potere e all’arbitrio puro. Per questo riteniamo che il tentativo perseguito dal Prefetto di Oristano, pur umanamente apprezzabile, sia profondamente sbagliato in termini di principio e del tutto privo di prospettiva in termini di fatto. Esso manca del requisito fondamentale: la garanzia che siano i soggetti in questione a decidere liberamente dove stare. Fino ad ora resta il fatto che la loro casa è in quell’ unica loro terra, e che ne sono stati cacciati in offesa al'essenza della loro vita: le loro cose, le loro attività quotidiana e la scuola. Essi sono sotto la protezione dell’art.13 della Costituzione, e in questa situazione di fatto ogni condizione costrittiva di accoglienza finirebbe per legittimare l’abuso di cui sono vittime.

 

3:  Lo smembramento: stando alle cronache ci sono in provincia comunità tradizionalmente dialoganti e comunità modernamente grette: il documento del vicesindaco di Gonnoscodina, diretto a una libera discussione in quella popolazione, e l’intervista del capo dei vigili di Arborea, che in veste di pubblico ufficiale vuole a tutti i costi le impronte digitali (senza che nessuno dei suoi concittadini abbia avuto il buon senso di chiederne la rimozione), sono un esempio di quanto in soli trenta chilometri può essere vario il mondo. E’ dunque teoricamente possibile che con un po’ di dirindin e progetti socialmente utili si possa suddividere in modo caritatevole il problema, “smembrare” la storia sociale e l’identità fisica della comunità rom e supporre di poter vivere felici e contenti. Ma è più che probabile che gli immaginari zingari felici percepiscano questa ipotesi come quella di una deportazione. Può sembrare che abbiano troppe pretese: ma chi accetterebbe un simile smembramento delle proprie storie affettive e del proprio orizzonte di socialità? In nome di quale ordine costituito, di quale principio di sicurezza o di quale dio si può fare questa selezione di esseri umani come si fa una marchiatura di bestiame? Chi mai accetterebbe di uscire per strada sapendo di essere guardato a vista e di doversi atteggiare di fronte a chiunque come un cane riconoscente? Nessuno tra noi, e assolutamente nessuno tra loro.

 

Le nostre università vantano meriti riconosciuti nel campo dell'antropologia, ma anch'esse sono solitamente mute su questa gente. I rom non hanno una consuetudine sociale monofamiliare, ritagliata su tempi di casa, di professione, di promozione sociale ecc. Il senso della loro esistenza è in reti familiari estese, con valori e disvalori comportamentali radicati nei loro codici morali, così come quelli di tutte le diverse società umane; c’è un limite alla nostra pretesa di intromissione e anche alla nostra pretesa di giudizio, ammesso che nel suo insieme la nostra storia e il nostro costume abbia poi così tanto da insegnare; è l’orizzonte di senso della loro vita che attende da noi di essere riconosciuto, così come è un bene che essi si rendano disponibili a riconoscere il nostro. I sardi hanno sempre vissuto a parti invertite questo dramma, e non è un bene per nessuno che la loro memoria comune sia così cedevole alla conformazione dominante. La  reciprocità non è mai facile: costringe ciascuno a vedersi con gli occhi di chi gli sta di fronte. La privazione di questa  necessità della condizione umana, l’accecamento di quello sguardo, è ciò che chiamiamo razzismo.

 

SINISTRACRITICA                                                                                                                                               

 Oristano,  17  luglio  08 

GC - Regionali - mercoledì ore 18 in Federazione

Inviato da rossoverde | 14 Lug, 2008, 15:21

CONCERTO ANTIFASCISTA A CAGLIARI

Riepilogo per quanto riguarda la piazza: matteo ha sentito cugusi: niente marina piccola, a quanto pare è gestita da un privato e ce la possiamo scordare. Dobbiamo optare x una piazza cittadina, un giorno feriale, che a parer mio, non coincida con lo shopping sotto le stelle... (troppa concorrenza).

Sto ancora aspettando risposta sia dalle associazioni che dalla compagnia... la piazza della solidarietà non è molto solidale in questo momento....

Abbiamo fissato la prox riunione x mercoledì 16 alle 18 in federazione (via asproni). per allora dovrei avere qualche segno di vita dalle associazioni. 

ciao a tutti

 

Nicole Cappai

IMPORTANTE: ASSEMBLEA A TERRALBA (Gianluigi Deiana - Sinistra Critica)

Inviato da rossoverde | 10 Lug, 2008, 16:53
domenica 13 alle ore 19 ci sarà a TERRALBA una assemblea pubblica sulla "evacuazione" del CAMPO ROM.

non è stato facile per i cittadini di Terralba che hanno dato vita al loro piccolo comitato
1: superare lo sconcerto iniziale
2: misurarsi con il muro di indifferenza e di ostilità comunque presenti nella cittadinanza
3: assumere una posizione rivendicata pubblicamente.

Credo non sfugga a nessuno la gravità del caso di Terralba per quanto esso rischia di legittimare nel comportamento delle istituzioni, e cioè nella conformazione della figura del sindaco sceriffo al canone Lombroso-Borghezio, che è comunque molto più avanti (nell'universo della paranoia) di quanto non lo siano il pacchetto sicurezza e il cervello strizzato di Maroni.
La vergogna di Terralba è il rovescio storico dell'orgoglio di Pratobello, giusto per capirne la dimensione come precedente giuridico e la consequenzialità nei comportamenti di fatto da parte della Prefettura e di altri sindaci (in primis quello di Arborea).

Per tale ragione è INDISPENSABILE essere presenti all'assemblea di Terralba, che si terrà in piazza e che dovrà essere partecipata secondo gli orientamenti emergenti nel locale comitato: presumo quindi che sia più che opportuno rinunciare a bandiere e comizi e partecipare in semplice fisicità, solidarietà e condivisione, poi si vedrà.

Fino a ieri ritenevo di poter portare a Terralba l'orchestra ROM  che abbiamo nel programma della festa di Bosa: invece sono emersi problemi seri sulla loro libertà di movimento (visti, identificazioni, paura ecc.) e non possono venire neanche a Bosa. Questo è oggi lo stato della vita nazionale. Di conseguenza chiunque tra voi abbia la possibilità di portare a Bosa e soprattutto a Terralba un violino o comunque un poco di musica di strada lo faccia: varrà più di un milione di parole.

Vi prego di far girare l'informazione. - Grazie, Gian Luigi

Partito della Rifondazione Comunista - Fed. Oristano - Convocazione Congresso Circolo Teresa Noce

Inviato da rossoverde | 6 Lug, 2008, 17:32

 

OGGETTO : Convocazione del Congresso di Circolo

 

 

Il Congresso del Circolo PRC-SE TERESA NOCE è convocato per.domenica  13 pv   alle ore 19.00.. .. presso  la sede  della  coop Il Seme in località Corte e Baccas, comune di  Santa  Giusta,

 

Programma dei lavori

 

 - Elezione della Presidenza del Congresso

 - Relazione del Segretario uscente

 - Intervento di saluto degli/delle invitati/e

 - Presentazione dei documenti congressuali (max. 10 minuti cadauno)

 - Nomina delle commissioni (verifica poteri, politica, elettorale)

 - Dibattito

 - Eventuali repliche dei presentatori dei documenti congressuali (max. 5 minuti cadauno)

 - Conclusioni della/del compagna/o designata/o dalla Commissione Congressuale di Federazione

 - Votazioni sui documenti congressuali, gli emendamenti nazionali, gli emendamenti allo Statuto  nonché gli ordini del giorno e i documenti finali del Circolo

 - Elezione degli organismi dirigenti, di garanzia e delle delegate e dei delegati al Congresso di   Federazione

 

Ricordo ai compagn*:

·  che  alla votazione dei documenti  si procede ad appello nominale con  relativa  sottoscrizione personale,  e con secondo  appello nominativo immediatamente successivo alla  conclusione del primo.Tale operazione verrà svolta  al termine del  dibattito che  si  concluderà per le ore  21.00 . 

·  che hanno diritto al  voto  tutti i compagn* iscritti  del  2007  che  rinnovano o hanno rinnovato l’iscrizione al partito  con  firma  del  relativo  tagliando  tessera e  versamento quota  ( minima PRC 15 euro, GC 10  euro), i compagn* iscritti  nel  2008  fino a  10  giorni  prima dello svolgimento del  congresso, i compagn*  tesserati  anche  nel  2007 presenti  allo svolgimento del congresso  che richiederanno la  tessera  2008  firmando il  relativo  tagliando  e  versando  almeno la  quota minima.

·  Sono ancora a disposizione le copie  dei documenti congressuali,  per  chi  non le  abbia  ancora ricevute, perchè per  motivazioni economiche  non possiamo inviare a domicilio  vostro, potete  scaricarvele  dal sito del partito  www.rifondazione.it  o  richiederli al  3397916117, o  recarvi in  federazione,  v. Mattei  46  4 piano a  ritirare una copia.

 

LA PARTECIPAZIONE  AL CONGRESSO  E’  DIRITTO DOVERE DI  TUTT* I  COMPAGN*, PERCHE’ DURANTE  IL CONGRESSO SI  ESERCITA  UNO  DEI MASSIMI MOMENTI  DI  DEMOCRAZIA PROPRIA  DEL  NOSTRO PARTITO.

 

Vi aspetto tutti  domenica  13 pv

Saluti a pugno chiuso

 

Oristano 5 luglio 2008

Segretario di Circolo 

Eleonora Casula................................       

UN BATTAGLIA DI CIVILTà

Inviato da rossoverde | 4 Lug, 2008, 17:23
NON TOCCATE I BAMBINI E LE BAMBINE ROM E SINTI
 
Il 7 luglio riempiamo di impronte digitali il Ministero dell'Interno


E' già iniziata la schedatura e la rilevazione delle impronte digitali dei rom, minori compresi, nei campi rom con lo scopo di "censire" quanti vi risiedono. Una misura fortemente voluta dal ministro Maroni, nonostante l'indignazione con cui è stata accolta da gran parte dell'opinione pubblica.

Forti perplessità sulla legittimità di un simile provvedimento ha espresso anche il Commissario europeo ai diritti umani. Associazioni laiche e cattoliche, italiane e internazionali, intellettuali, artisti, giornalisti, politici hanno denunciato il razzismo di questa misura giudicata un grave vulnus della democrazia e della Convenzione per la tutela dei diritti del fanciullo. Un atto discriminatorio e persecutorio.

E' necessario dare visibilità, anche con azioni simboliche, alla nostra indignazione
.
 
Compag* e Amic*,
sempre riferendomi alle componenti che presto si andranno a confrontare in Consulta, credo che ogni ENTE possa utilizzare questa tribuna per prendere una netta posizione contro il Razzismo.
Quello che oggi sta accadendo in Italia, e che ahimè arriva pure in Sardegna proprio a Terralba Provincia di Oristano dove il Sindaco ha comandato lo sgombero di un Campo Nomadi, sia un indice grossolano del degrado culturale che la nostra società sta vivendo.
E' vero ci sentiamo vittime di un sistema globale che ci opprime e che col suo giogo fa sentire vittime tutti in eugual modo, ma la risposta non è prendersela col più debole.
Nessuno ha la bacchetta magica e i problemi di convivenza non li risolverà ne questo Blog ne le belle parole che io posso usare per esprimere le mie preoccupazioni in merito alle scelte del Ministro Maroni, ma l'unica possibilità che abbiamo per uscire dalle Paure del nostro Secolo è l'apertura e il dialogo.
Negli primi anni del 900 toccò a noi Italiani ed in particolare Sardi emigrare, eravamo poveri e le terre di Argentina, Australia, Belgio e America erano quel sogno di una vita migliore che lo stivale non dava.
Non dobbiamo dimenticare questo, poiché non tutti i "diversi" sono delinquenti, spesso sono dei poveracci in fuga dalle persecuzioni.
Vedete una cosa ha comunque caratterizzato la vita di tanti operatori di Pace di questo Paese siano essi Cristiani o No e cioè l'estrema ricerca dell'integrazione dei Popoli delle più svariate Culture...
Perciò trovo sia stato un gesto lodevole quello del Prete di Terralba che appresa la notizia dellosgombero di 67 Nomadi ha attivato tutti i suoi canali per non lasciarli soli...aiutandoli e denunciando l'azione odiosa del comune.
Così trovo che vada tenuta in grossa considerazione  una persona come Elenora Casula che da tempi non sospetti battaglia per i diritti e l'accettazione ad Oristano e dintorni del Popolo ROM...e che da tempo temeva azioni di questa entità e violenza.  Vedi qui.
 
Eh badate guardare solo in casa nostra non è un pregio ma un forte limite avete presente il Segretario della FIFA Blatter?
Ha messo in discussione i Mondiali di Calcio del 2010 in Sud Africa proprio perchè è in atto una guerriglia che ha per oggetto l'odio razziale.
Insomma il passo tra il populismo e la violenza può essere breve e se non riusciamo a capire quando è il momento di dire basta e fare qualche passo indietro...potrebbero essere dolori, altro che Mondiali di Calcio!!! 

 
 

Leggi Repubblica Online su Violenza  in Sud Africa


Per qualsiasi scrivete scivete pure alla Compagna Eleonora Casula, che da molti anni studia l'integrazione dei popoli Rom in Italia. 

Bisogna pensare prima di tutto ai 28 bambini e agli altrettanti uomini e donne che vivono in estrema difficoltà e servono principalmente:

 

  • MEDICINE ( aspirine, oki, disinfettanti, antistaminici e AUTAN o simili x  zanzare) 
  • ABITI ( x  minori, donne e uomini) 
  • GIOCATTOLI
  • BENI ALIMENTARI 

In fine siate rispettosi della Carità, non date stracci o qualsiasi cosa possa umiliare o offendere qualsiasi UOMO o DONNA.
 

Politiche giovanili - Il 11 Luglio riunione congiunta delle commissioni per lo statuto della consulta

Inviato da rossoverde | 2 Lug, 2008, 16:03

Politiche giovanili - L'11 Luglio riunione congiunta delle commisioni per lo statuto della Consulta

08/07/2008

4^ COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE
“Casa – Politiche Sociali – Problematiche Sanitarie e Giovanili
8^ COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE
“Politiche per la Gioventù – Spettacolo – Sport – Turismo

La riunione delle Commissioni si terrà:
Venerdì 11 Luglio 2008 alle ore 8,30
presso la Sala Gruppi Maggioranza (Palazzo Scolopi)

per l’esame del seguente O.d.G.:

1) Esame richieste pervenute da Associazioni Giovanili locali in ordine ad eventuale modifica Statuto Consulta Giovanile di Oristano
2) Varie ed eventuali.

I Presidenti
Alberto Paratore
Francesco Varsi

Un Bolg per la Sinistra e di Sinistra!!!

Inviato da rossoverde | 2 Lug, 2008, 02:16

Compagn*,

sono venuto a conoscenza oggi che il 27 Giungo 2008 il l'Assessore alle Politiche Giovanili ha modificato lo statuto su richiesta delle Associazioni Cattoliche.

Non ci siamo mai ancora riuniti e già cominciano le frizioni che dovranno poi portare ai ruoli chiave della consulta; come voi tutti ben sapete noi sinistra siamo ultraminoritari in città ecco perchè a livello di giovanili è necessario creare un cartello unico che faccia fronte alla spudoratezza delle destre. 

La nostra situazione poi è ben più grave vista l'assenza dal Parlamento che ci vede spariti per i Mass Media e dunque deletti dalla faccia della Terra, ma così non è, anzi!!

E' vero siamo diversi, cìè chi è Marxista e chi Riformista, c'è chi è Ambientalista e chi Altermondista, ma in questo caso è necessario far fornte comune perchè la nostra società tende alla deriva culturale che appiattisce i valori partorisce semplificazioni fastidiose a fenomeni complessi.

I giovani hanno un dono che i vecchi hanno perso e questo è l'azzardo e la voglia di combattere per i propri principi. Lasciamo dunque ai Partiti le logiche che li hanno condotti alle catastrofiche sconfitte di aprile (PS e SA) mentre noi dimostriamo che il dialogo e l'unità anticapilasta dal basso è possibile, ma soparattutto che bisogna scommettere sui giovani poichè essi sono una risorsa.

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